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giovedì 1 dicembre 2005

Consulta, l'anteprima

Consulta islamica, tutti dentro
Pronte le nomine di Pisanu, ci sarebbe anche l'Ucoii sgradita a Magdi Allam. Nuove moschee
SHERIF EL SEBAIE
Il ministro degli interni Giuseppe Pisanu renderà noti oggi i nomi dei componenti della Consulta islamica, la cui istituzione è stata annunciata per decreto a settembre sollevando polemiche e aspettative. C'è grande riserbo ma i giochi sembrano fatti: della consulta di nomina governativa dovrebbero far parte il sociologo Khaled Fouad Allam, docente all'università di Urbino ed editorialista di Repubblica (è stato invece nominato Younis Tawfik, scrittore iracheno residente a Torino, ndr), Yahya Pallavicini che rappresenta gli italiani convertiti del Coreis, Mario Scialoja per la Lega Musulmana Mondiale, Nour Dachan riconfermato di recente alla guida dell'Unione delle comunità islamiche (Ucoii) e Souad Sbai, la presidente della Federazione delle comunità marocchine in Italia che potrebbe essere l'unica donna, nonché alcuni accademici italiani. Un'altra candidatura è quella di Khalid Chaouki, ex-presidente dei Giovani Musulmani d'Italia, contattato in questi giorni dal Viminale. «Ma non c'è nulla di definitivo - precisa l'interessato - Se mi verrà proposto un incarico lo accetterò». Non vuole sbilanciarsi neanche Dachan: «Le voci sono arrivate anche a me ma non ho avuto comunicazioni ufficiali». La presenza dell'Ucoii sarebbe a questo punto una sorpresa dopo che con insistenza Magdi Allam, grande sponsor della Consulta sul Corriere della sera, l'ha più volte additata come «incompatibile» con le finalità dell'organismo. L'influente editorialista tratta l'Ucoii, che riunisce più di cento associazioni radicate nelle moschee di tutta Italia, come una pericolosa organizzazione fondamentalista e sostiene che la Consulta non dovrebbe affatto rappresentare le moschee, a suo dire frequentate «solo dal 5 per cento dei musulmani» (sono invece il 46 secondo uno studio della Fondazione per le iniziative e gli studi sulla multietnicità-Ismu già Fondazione Cariplo-Cassa di risparmio delle province lombarde). E il ministro Pisanu ha più volte precisato che la Consulta «non ha la pretesa di rappresentare democraticamente la realtà degli islamici» - per la quale la Costituzione italiana impone il complesso percorso dell'Intesa - ma solo di un organo «composto da donne e uomini musulmani che vivono in Italia rispettandone le leggi con il compito di risolvere le problematiche relative alla loro integrazione», che dunque potrebbe prescindere dal criterio della rappresentatività. Hamza Piccardo, il segretario dell'Ucoii che per due volte in questi mesi ha querelato Allam per diffamazione, osserva: «Se la nomina di Dachan fosse confermata sarebbe il fallimento della criminalizzazione».Qualche perplessità su Allam la condivide anche Marco Iozzo, il vicesindaco di Colle Val D'Elsa (Siena) dove il Comune ha dato la concessione per costruire moschea nonostante l'esplicita richiesta di negarla apparsa sul Corriere. «Forse inconsapevolmente - dice Iozzo - Magdi Allam contribuisce ad alimentare il clima di spavento nei confronti dell'Islam, anche se i problemi veri sono altri». La nuova moschea sorgerà su un area di circa 540 metri quadri concessa in comodato d'uso per cent'anni in cambio di un onesto canone d'affitto. «Con lo stesso atto - prosegue Iozzo - abbiamo concesso un terreno per la nuova sede della Misericordia». Entro sei mesi dovranno cominciare i lavori per la moschea, finanziati in parte al Monte dei Paschi. E' un sogno che si realizza per l'imam palestinese Feras Jabareen, guida dei musulmani di Colle. «La concessione edilizia è il frutto del dialogo e della tolleranza», chiusa l'imam. Allam, che l'aveva sostenuto come candidato «moderato» alla Consulta, di recente l'ha bollato come «imam non eletto vicino ai Fratelli musulmani» solo perché ha osato replicare all'appello contro la costruzione di nuove moschee in Italia.
Il Manifesto, 29/11/05, P.6