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mercoledì 21 dicembre 2005

Libertà di pensiero solo per islamici

La libertà di pensiero vale solo per islamici e no global
Fabrizio carcano
La Padania, 21/12/2005

Due pesi e due misure. Tanto per usare un eufemismo. Eh sì, perché dei manifesti esposti regolarmente, nel rispetto delle leggi, sono molto più pericolosi e dannosi di pugni e calci.Eh sì, perché certe immagini, come ad esempio islamici raccolti in preghiera in una moschea, accanto ad una miccia accesa e la scritta “Fermiamoli”, sono molto, ma molto più pericolose, e quindi da condannare, di un vero linciaggio non sfociato in una tragedia solo per l’intervento di due audaci poliziotti. Due pesi e due misure. Sono quelli utilizzati, sempre per usare un eufemismo, da Dacia Valent, portavoce (?) della Iadl, Islamic Anti Diffamation... ...League, che, dal suo grazioso sito, continua a regalarci perle incredibili. O agghiaccianti, a seconda dei punti di vista. Così, aprendo il suo sito, troviamo il pomposo annuncio di una maxi denuncia presentata dalla stessa associazione nei confronti di pericolosi soggetti quali Umberto Bossi, Angelo Alessandri, Gianluca Pini, Massimo Polledri e dei tre consiglieri regionali leghisti nel parlamentino emiliano-romagnolo, accusati di una sfilza di reati quali l’incitamento all’odio razziale e religioso, il vilipendio della religione e la diffamazione. Tutto questo per aver semplicemente fatto esporre dei manifesti per sensibilizzare i cittadini emiliani e romagnoli sui pericoli e sui problemi derivanti dal rischio di “islamizzazione” della loro terra. Chiunque giri in questi giorni per le strade di quelle zone può vedere questi pericolosi e terribili manifesti e farsi un’idea di quanto stiamo dicendo. Per l’ineffabile Dacia Valent, però, questi manifesti “Sono inammissibili, ripugnanti”, e fin qua passi, visto che c’è libertà di opinione, ma soprattutto, continua la Valent, “questa non è campagna elettorale, è istigazione all’omicidio delle musulmane e dei musulmani”. Insomma questi manifesti rappresentano un’istigazione all’omicidio. È curioso però che si parli di istigazione all’omicidio, in riferimento a questi manifesti, ma non nel caso del vero linciaggio (usiamo il termine appropriato) subito da Borghezio, definito nel solito incredibile sito un “grassissimo e lumacoso neuroparlamentare”. No, per carità, il caso di Borghezio è diverso, ci mancherebbe. Ma vogliamo paragonare dei manifesti ad un aggressione fisica? Per carità, molto più gravi i primi. Anzi… Intanto al buon Borghezio gli hanno fatto un favore spedendolo sotto i ferri (“Speriamo sia una liposuzione” spiega la Valent) e poi alla fine cosa è successo? Ma niente, leggete un po’ il resoconto: “Mario Borghezio, dice di essere stato malmenato da alcuni padani su di un treno… Sembrerebbe anche che i presunti aggressori di Ciccio Borghezio volessero gettarlo dal treno, non riuscendovi perché i finestrini erano troppo piccoli”. Eh va beh, che volete che sia, volevano solo buttarlo dal treno in corsa, quante storie... Può bastare? Ma no, per carità. Sempre nella logica salomonica dei due pesi e due misure la Valent osserva: “Se non fossi la scettica che sono potrei anche parlare di punizione divina, se fossi il Sartori citerei la legge del contrappasso di Dante. Visto che sono solo Dacia Valent, dico invece, dannata Trenitalia: non solo arriva in ritardo, ma ha anche i finestrini troppo stretti.”. Alla faccia… Alla fine è tutta colpa di Trenitalia e dei suoi maledetti finestrini troppo stretti… Basta così? Mah no… Intanto aggiungiamo che la vicenda Borghezio è racchiusa in un box con sopra un titolo eloquente: “E fuori due”. E il primo? Per chi non ha buona memoria ricordiamo che “E fuori uno” era riferito, un paio di settimane fa, a Max Ferrari, in un box dove, in riferimento al direttore di TelePadania, si diceva “Nessuno sopravvive alla morte - sia questa fisica o civile - dell’altro, meno che mai quando provocata dall’insensato pregiudizio e dall’odio razziale” e ancora “Pagare caro e pagare subito”. Mica male vero? Altro che due pesi e due misure. Basta così? Ma no, perché? Regaliamoci un’ultima chicca. Sul ministro Calderoli che, all’indomani della sua proposta di sottoporre i violentatori a trattamento androgenico ove ne facessero volontariamente richiesta, si becca un bel “Altroché ministro delle Riforme Istituzionali: considerato l’argomento, del quale ormai è diventato un esperto intenditore, Calderoli è davvero il miglior ministro del Cazzo che questo Paese abbia mai avuto”. Due pesi e due misure, mica male vero?