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giovedì 22 dicembre 2005

Nello spirito della Costituzione

PRESIDENTE. L’onorevole Luciano Dussin ha facoltà di illustrare l’interrogazione Gibelli n. 3-05241 (vedi l’allegato A – Interrogazioni a risposta immediata sezione 3), di cui è cofirmatario.

LUCIANO DUSSIN. Signor ministro, da informazioni fruibili su Internet, si apprende che alcune organizzazioni islamiche presenti in Italia si sono unite e sono entrate a far parte dell’associazione internazionale IALD, con il fine di “monitorare e combattere” – a modo loro – “i promotori dell’anti-islamismo”, diffondendo minacce contro i nemici del loro pericoloso sistema. La signora comunista Dacia Valent, la quale gestisce uno di tali siti, sfruttando le nostre “ipergaranzie”, è arrivata a denunciare gli onorevoli Caparini e Polledri ed il signor Ferrari, di Tele Padania, per odio razziale, scatenando nei loro confronti una serie di minacce pericolosissime, fino a quella di morte. Vittime di tali minacce sono, peraltro, anche persone islamiche che vengono considerate nemiche perché discutono con le nostre istituzioni (che, per loro, sono da combattere). Noi chiediamo di sapere quali iniziative il Governo intenda attivare per contrastare queste associazioni che predicano odio nei confronti di chi, nostro malgrado, le ospita.

PRESIDENTE. Il ministro per i rapporti con il Parlamento, onorevole Giovanardi, ha facoltà di rispondere.

CARLO GIOVANARDI, Ministro per i rapporti con il Parlamento.
Signor Presidente, il Governo condanna con decisione ogni tipo di comportamento che fomenti l'odio e l'intolleranza e, in particolare, quelli che, muovendosi in tale direzione, possono presentare profili di rilevanza penale e conseguenze per la sicurezza dei cittadini. La linea e le misure che vengono, via via, adottate nell’azioni di lotta al terrorismo di matrice islamica si ispirano a fermezza e durezza nei confronti di tutti quei soggetti contigui ad organizzazioni terroristiche o impegnati in attività di supporto logistico o di propaganda Jihadista. Il Governo, tutte le volte che sono stati ravvisati reati o che sono state accertate situazioni di rischio per l'ordine e la sicurezza pubblica in relazione all'attività di ambienti o di persone vicine o simpatizzanti all'estremismo islamico, non è mancato, come non mancherà, di intervenire nelle forme e nei modi consentiti dalla legge fino alla assunzione di misure di espulsione, naturalmente amministrative, dal territorio nazionale per gli stranieri ritenuti pericolosi. Ricordo, da ultimo, i recenti provvedimenti di espulsione adottati dal Ministero dell'interno nei confronti di sospetti terroristi - un marocchino e un tunisino - sulla base delle disposizioni approvate dal Parlamento nel luglio scorso che, come è noto, hanno fornito alle forze di polizia strumenti più incisivi di intervento.

Tengo a precisare che i dispositivi di sicurezza attualmente in atto nei confronti del terrorismo internazionale si muovono principalmente lungo tre direttrici: il controllo degli ambienti dove può prendere consistenza la minaccia terroristica; il monitoraggio stretto dei cittadini extracomunitari già interessati alle inchieste giudiziarie e, naturalmente, l'intensificazione delle indagini. Aggiungo che tutte le informazioni finalizzare a prevenire progetti terroristici, anche di matrice islamica, sono analizzate dal Comitato di analisi strategica presso il Ministero dell'interno al fine di fornire indicazioni alle forze antiterrorismo che operano sul campo. In questo quadro gli apparati di sicurezza svolgono costantemente attività investigative nei confronti di possibili infiltrazione di elementi dell'integralismo radicale, dei luoghi di culto e dei centri di aggregazione delle comunità di fede islamica.
Per quel che riguarda l'associazione Iadl (Islamic anti defamation leaugue), costituita nel luglio scorso e con sede a Roma, segnalo che la stessa ha fra i propri fini statutari quello di difendere, nello spirito della Costituzione italiana, i musulmani e le altre minoranze presenti nel territorio nazionale. Oltretutto, si sa benissimo che gli autori degli scritti e dei comunicati diffusi dall'associazione medesima possono far uso di pseudonimi, i quali, però, debbono trovare riscontro nei libri sociali affinché sia comunque consentita l'individuazione per fini legali.
Allo stato attuale, per quanto riguarda invece il blog sul sito http://orabasta.iobloggo.com della signora Dacia Valent, abbiamo dato incarico di fare una verifica circostanziata di quello che è apparso negli ultimi tempi su quel blog per trovare riscontro alle affermazioni fatte dagli interroganti. Evidentemente, però, in un question time il tempo era talmente limitato da non consentire una verifica puntuale; quindi, ci faremo carico della risposta. Per quel che riguarda infine, l'episodio intimidatorio nei confronti di Shaykh Abdul Hadi Palazzi, segretario dell'Assemblea musulmana d'Italia, oltre a precisare che questi non risulta tra i componenti della neo costituita Consulta per l'islam italiano, informo che lo stesso nel mese di settembre ha sporto denuncia il relazione a commenti dal contenuto minatorio nei suoi confronti apparsi sulla area di discussione attestata, su alcuni siti Web diversi da quello gestito dalla associazione di cui prima abbiamo parlato.

PRESIDENTE. L'onorevole Luciano Dussin ha facoltà di replicare.

LUCIANO DUSSIN. Signor ministro, il senso della nostra denuncia è chiaro: nel nostro paese girano terroristi pronti ad uccidere donne, uomini e bambini inermi per i loro scopi che non sono certo quelli dei guerriglieri “romantici”; in sostanza, sfruttano le garanzie democratiche per fare quello che vogliono. Sono impuniti dai giudici che aspettano che si concretizzi l'attentato per fermarli e la stessa Corte costituzionale - secondo noi sbagliando - garantisce ricorsi ed appelli nei confronti delle poche sentenze emesse a garanzia; queste, però, sono attribuite ai cittadini italiani e non ai “fantasmi” che girano nel nostro paese, preparando una guerra contro il nostro sistema. A tal riguardo, noi dobbiamo essere fermi e decisi, reagendo in maniera preventiva e la cosa deve partire da noi. Dobbiamo farlo noi, perché se riprenderà il Governo di questo paese la sinistra, abbiamo già chiaro quello che succederà: i pochi centri di permanenza aperti saranno chiusi - riferisco quello che hanno affermato autorevoli esponenti dei due partiti comunisti presenti in quest'aula -, vanificando il lavoro della nostra polizia, della nostra magistratura, rimettendo in strada, in attesa di processi che mai saranno effettuati, elementi pericolosissimi che, come ricordavo prima, sfruttano le nostre aperture democratiche per creare terrore; questi, infatti, non sono altro che terroristi che lavorano contro il nostro sistema e, quindi, noi dobbiamo essere i primi ad essere consapevoli che li ospitiamo ed essi devono comportarsi nel nostro territorio come ospiti. Sembra, però, che non abbiano le idee chiare; quindi, sarà funzione e compito di chi governerà il paese garantire la necessaria tranquillità ai nostri cittadini che, per primi, devono sentirsi tranquilli nei loro territori. Grazie e buon lavoro signor ministro (Applausi dei deputati del gruppo della Lega Nord Federazione Padana).