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venerdì 16 dicembre 2005

Rassegna Stampa Mezzaluna d'Oro

Dall'alto a sinistra, in senso orario: Il presidente della Commissione Pace del Comune di Firenze, Marzullo, in rappresentanza del Sindaco Domenici, Il sindaco di Marano, Mauro Bertini, il sottoscritto, le tre bambine che hanno ritirato il premio a nome del Giudice Forleo, la piccola Oriana Napoli, la giornalista Angela Lano. A consegnare il premio è l' "Imam Italiano", Feras Jabareen.

Il 7 dicembre 2005, presso il Teatro Dal Verme, il Comune di Milano premiava con l'Ambrogino d'Oro (massima onorificenza cittadina milanese) - tra gli altri - Oriana Fallaci (proposta dalla Lega Nord) e Magdi Allam (proposto da Forza Italia). Eppure l'impegno di entrambi questi discutibili personaggi nel diffondere l'islamofobia in Italia è innegabile. In effetti, tali assegnazioni hanno suscitato non poche polemiche politiche e mediatiche, con una discussione in consiglio comunale milanese che è durata fino alle cinque del mattino prima che l'opposizione (di sinistra) decidesse di abbandonare la sala al momento della votazione. Il giorno dell'assegnazione, il premio Nobel Dario Fo - con altri intellettuali - ha protestato fuori dalla sede del teatro dove si svolgeva la cerimonia di premiazione. In segno di protesta, alcuni premiati, fra cui i lavoratori del Teatro La Scala, hanno rifiutato l'onorificenza meneghina mentre i rappresentanti dell'opposizione di sinistra hanno abbandonato il tavolo delle autorità o deciso di boicottare l'evento. Nello stesso giorno però, a Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze, si è svolta un'altra manifestazione simbolica, definita da alcuni media come una protesta contro l'Ambrogino se non un vero e proprio affronto: sono stati assegnati i premi "Mezzaluna d'Oro" al sindaco di Firenze, Leonardo Domenici, a quello di Marano, Mauro Bertini, al giudice Maria Clementina Forleo, al sottoscritto, alla giornalista e scrittrice Angela Lano e alla giovane Oriana Napoli, giovane vittima di alcuni bulli razzisti, a Biella. La contemporaneità delle due manifestazioni, le motivazioni espresse dalla Iadl (Islamic Anti Defamation League), ente organizzatore della manifestazione, circa la concessione del premio al Sindaco Domenici "per aver tenuto una posizione ferma e coerente contro ogniprovocazione e pressione per la concessione di onorificenze a chi invece dell'incontro tra civilta' privilegia lo scontro tra le stesse decidendo dinon premiare il razzismo antislamico ed antisemita" hanno scatenato un'ondata di sdegno da parte di alcuni movimenti politici e dai loro quotidiani (Il Giornale, La Padania, Libero, L'Opinione e Il Foglio), ovvero gli stessi che hanno sponsorizzato la Fallaci per l'Ambrogino.

Perché ho accettato il premio?

Anche se Magdi Allam, all'epoca Vicedirettore del Corriere della Sera e attualmente (2010,ndr) Europarlamentare, mi ha stranamente definito nel suo romanzo "Io amo l'Italia", edito dalla Mondadori, come "esponente della IADL", che secondo lui sarebbe un "tribunale di inquisizione islamica", tengo a precisare che non ricopro né ho mai ricoperto nessun incarico in seno alla stessa. La mia fu una nomina onoraria, equivalente a quella assegnata ad altri premiati - a cominciare dal Sindaco di Firenze Leonardo Domenici - poiché le mie idee sul ricorso alla legge italiana per stroncare il razzismo hanno sicuramente contribuito alla sua nascita.

Detto questo, però, non capisco perché la Islamic Anti Defamation League sarebbe un "tribunale di inquisizione islamica" mentre la sua ben più antica sorella, l' associazione a cui la IADL si è ispirata, ovvero la "Anti Defamation League" dei fratelli ebrei non viene definita un "tribunale di inquisizione ebraica". La Lega Anti-diffamazione Islamica ha infatti lo scopo statutario di difendere le minoranze in generale e il buon nome dei musulmani in particolare ricorrendo alla costituzione e alla legge italiana.

Nel quadro di questa attività, ha organizzato principalmente due eventi che hanno suscitato grande clamore mediatico: l'assegnazione della "Mezzaluna d'Oro", appunto, e il convegno interreligioso organizzato presso la Sala delle Colonne del Parlamento. Due eventi che hanno scatenato le reazioni della destra ma anche un appassionato dibattito pubblico.

Questi sono in realtà, i motivi per cui la IADL fu descritta all'epoca - e con grande disinvoltura - come associazione illegale se non terroristica dai quotidiani: La Padania, Libero, L'Opinione, Il Giornale, Il Foglio, dall'aggregatore neocon Tocqueville e un certo numero di blog di esaltati di destra e - non per ultimo - dal famigerato Magdi Allam. A mettere la parola "fine" a queste ridicole accuse è stato l'Onorevole e già ministro Giovanardi, rispondendo ad un'interrogazione parlamentare della Lega Nord in cui ha enunciato:

"Per quel che riguarda l'associazione Iadl (Islamic anti defamation leaugue), costituita nel luglio scorso e con sede a Roma, segnalo che la stessa ha fra i propri fini statutari quello di difendere, nello spirito della Costituzione italiana, i musulmani e le altre minoranze presenti nel territorio nazionale. Oltretutto, si sa benissimo che gli autori degli scritti e dei comunicati diffusi dall'associazione medesima possono far uso di pseudonimi, i quali, però, debbono trovare riscontro nei libri sociali affinché sia comunque consentita l'individuazione per fini legali."

Di seguito la completa rassegna stampa dell'evento.
Il premio sulle agenzie e siti:
Il Corriere della Sera
La Repubblica
Il Giornale
Libero:
La Padania:
Il Corriere di Firenze:
Il Manifesto:
La Nazione:
Il Foglio:
L'Opinione:
Metropoli Day: