Notizie

Loading...

venerdì 16 dicembre 2005

Spirito Olimpico

Berlino, 1936 - "La capitale del mondo" era pronta al grande evento. Il maestoso stadio olimpico si ergeva dall'alto dei suoi settantasette milioni di marchi pagati dalla Reichbank. Goebbels era tranquillo e rilassato. Il suo sogno si stava realizzando. Secondo i suoi conti, nei giorni delle Olimpiadi si sarebbero incassati in valuta estera l'equivalente di cinquecento milioni di marchi. Negli ultimi giorni la popolazione di Berlino era triplicata. La stazione brulicava di persone arrivate in città grazie a migliaia di treni speciali. Nello stadio costruito dall'architetto Werner March, fece la sua apparizione il tedoforo. Le telecamere della Reifenstahl ripresero con dovizia di particolari ogni singolo movimento dell'atleta. La folla, alla sua vista, smise gli incitamenti; quasi non respirava. L'uomo che portava la fiaccola accesa a Olimpia vestiva di bianco con l'aquila nera tedesca. Salì i gradini in cemento grigio chiaro e accese il tripode. In un apposito palco Hitler osservò i gesti del tedoforo e, quando la fiamma cominciò a innalzarsi, con un gesto imperiale aprì gli undicesimi giochi olimpici tra gli applausi della gente. Goebbels osservò con soddisfazione gli eventi, ma presto il suo giocattolo si ruppe. La dimostrazione all'intera umanità della potenza del popolo ariano venne improvvisamente meno. L'atleta Jesse Owens corse i cento metri in dieci secondi e due decimi, battendo il record del mondo. E poi via via, l'americano infranse un record dopo l'altro fra la costernazione del ministro della propaganda nazista e del suo Führer. — Quel maledetto negro! — si lasciò sfuggire quest'ultimo".

Novara, 2005 - Nel capoluogo governato dalla Lega, l’amministrazione provinciale di centro sinistra designa cinque extracomunitari come tedofori per le olimpiadi di Torino e scoppia il caso politico. Chiedono spiegazioni con un’interrogazione a palazzo Natta i consiglieri di Fi e Udc. Parla di provocazione politica il sottosegretario leghista Roberto Cota e scrive al presidente del Coni Petrucci ed al sottosegretario Pescante. Protestano i parlamentari Daniele Galli (Fi) e Gianni Mancuso (An). Accusano la Provincia di «avere operato una scelta che alimenta il razzismo» e denunciano l’avvio di una «politica di dicriminazione». Il consigliere regionale di Fi Gaetano Nastri annuncia un’interrogazione alla Giunta. Vuol sapere perché «i cinque tedofori designati siano ritenuti “emblematici”». Si dice «addolorato» l’olimpionico della scherma Paolo Milanoli assessore allo Sport del comune di Novara designato dalla Lega «Una decisione sbagliatissima quella della Provincia che fa entrare la politica nello sport» conclude amareggiato Milanoli. Ma vediamo chi sono i cinque tedofori designati. Lesbir El Garras marocchino è un operaio di 51 anni che vive a Novara da 33 anni ed è il presidente del Centro Culturale Islamico. Ana Teresa Attila Mrau Quispe è una studentessa peruviana di 13 anni. Ferdinand Prosper Elombo Soppo camerunese di 38 anni dell’associazione Asafitaly. Micheline Bancouly ivoriana di 31 anni è attivista nel terzo settore e volontariato. Lin Ling Sheng cinese di 40 anni è una mediatrice interculturale. La designazione è stata fatta dall’assessore Marina Fiore (comunisti italiani) che difende così la sua scelta condivisa anche dal presidente diessino Sergio Vedovato «Dalla Regione abbiamo avuto la richiesta di designare cinque tedofori che non fossero rappresentanti dello sport, perché ad altri spettava questo compito, ed esponenti della politica. Così abbiamo pensato di interpretare in modo autentico lo spirito originario delle Olimpiadi che, fin dall’antichità, volevano diffondere gli ideali di fratellanza fra i popoli, solidarietà, lealtà, coraggio di apertura al mondo. Cessavano addirittura le guerre. Questo è anche lo spirito con cui De Coubertin ha ripreso le olimpiadi dell’epoca moderna. Abbiamo proposto la designazione di cinque cittadini del mondo che vivono nella nostra provincia, per sottolineare il carattere internazionale dei Giochi e lo spirito di apertura, tolleranza e fratellanza. Abbiamo voluto veicolare la testimonianza di integrazione di cinque persone che vivono in provincia». Una decisione che sta scatenando una serie di reazioni a tutti i livelli partite dall’olimpionico Milanoli che si dice indignato e sollecita un intervento del Coni. «Meraviglia che sia Milanoli a parlare di intromissione della politica nello sport, proprio lui che è passato dal podio olimpico allo scranno del Comune facendo dello sport il trampolino di lancio per entrare in politica». El Garras è certamente il personaggio più noto in città dove risiede da 29 anni. Qui sono nati anche due dei suoi tre figli. «Non mi sono proposto io, mi hanno chiamato loro. La cosa mi fa piacere ma se la mia presenza è motivo di polemica e di scontro mi faccio volentieri da parte, ci vadano pure gli italiani».