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lunedì 9 gennaio 2006

850.000 musulmani in festa

Sono circa 850 mila i musulmani italiani che si preparano a celebrare martedi' la ricorrenza piu' importante del calendario coranico, : la ''Eid el-Adha'' o ''festa del sacrificio'', che cade nel decimo giorno del mese del pellegrinaggio alla Mecca, un rito che affonda le sue radici nella storia di Abramo, al quale Dio prima ordino' di offrire in olocausto il figlio (Ismaele per l'Islam, Isacco per la Bibbia) ma poi, commosso dall'amore dell'uomo per il piccolo, chiese di sostituire il bambino con un capretto. La festa del Sacrificio e' la celebrazione piu' importante prevista dalla religione islamica. Ed e' proprio il capretto o il montone protagonista di questa giornata. L'animale va sgozzato secondo i dettami dell'islam in maniera tale che possa essere purificato dalla contaminazione del sangue. Una pratica di macellazione, che e' finita nel corso degli anni al centro di polemiche sollevate in occidente soprattutto dagli animalisti o dalle autorita' sanitarie locali perche' spesso eseguita in casa o per strada secondo la tradizione ma in violazione delle norme igieniche e senza il preventivo stordimento dell'animale previsto dalla legge italiana. Il giorno prima dell' ''Eid Adha' i musulmani si riuniscono nelle case per giocare insieme e preparare il banchetto dell'indomani, una sorta di vigilia, chiamata ''El Wakfa', della grande festa. E cosi' macellati i capretti, ne distribuiscono parti ai vicini e ai poveri, per poi dedicarsi alla preparazione dei cibi. Il mattino successivo si alzano presto e alle 5 si recano in moschea per pregare fino alle 7. E dopo aver pronunciato l'inno a Dio, l'''Allah Akbar'' (Allah e' il piu' grande) si torna a casa e si prepara la carne offerta il giorno precedente dai vicini. La festa ha cosi' inizio a tavola per proseguire in alcuni casi per altri tre giorni. Da un punto di vista strettamente coranico celebrare la festa del sacrificio di Abramo ha assunto il significato di celebrare la vittoria della fede e dell'abbandono a Dio sulla morte stessa: e', spiegano gli esegeti del libro sacro dell'islam, ''avere coscienza che Allah non ama il sacrificio, ma la totale fiducia in lui anche quando le cose si fanno difficili, e' riconoscere che Allah e' il fedele, egli e' colui che e' lo stesso quando da' e quando toglie, e quando toglie lo fa per dare di piu', per farci crescere nell'abbandono alla sua misericordia per darci i frutti di tale abbandono, e' ancora essere coscienti della necessita' di collaborare, ognuno al proprio posto, magari nascosto, perche' la benedizione di Allah sani la terra''.

Ma ecco come le comunita' islamiche italiane vivono questo to importantissimo evento religioso. ''L'evento e' veramente importante, come si sa e' un ricordo della storia di Abramo, padre dei profeti, che obbedi' a Dio che lo premio' sostituendo un montone al figlio che doveva sacrificare, come gli era stato ordinato in sogno. Per questo motivo dobbiamo fare anche noi il sacrificio del Montone e tutte le famiglie dovrebbero preparasi al rito sacro e fare una preghiera'', ha spiegato all'ADNKRONOS Ben Mohamed Mohamed, presidente della moschea di Centocelle in via dei Frassini, a Roma.''Questa fe sta e' una delle due grandi festivita' islamiche. La notte del Ramadan per intenderci e' come il Natale e la festa del sacrificio e' come la Pasqua'', hanno riferito dalla Coreis (Comunita' religiosa islamica italiana). ''Per la Festa del sacrifio -hanno riferito- c'e' una preghiera obbligatoria da dire dall'alba fino alle 12,00 per poi passare alla preghiera del mezzogiorno. Ci si dedica alla contemplazione, poi c'e' il sacrificio di animali che e' molto importante, e' una scelta lasciata ai singoli: si puo' acquistare un capretto e fare un pasto sacro o si va in macelleria, ce ne sono tante che adottano le nostre pratiche''. ''Mi sto preparando all'evento spiritualmente e mi sento felice'', ha dichiarato Adel Smith, presidente dell'Unione Musulmani d'Italia, divenuto famoso per la sua 'crociata' contro il crocifisso nelle scuole. ''Faro' -ha annunciato- anche la pratica rituale del sacrificio, che non e' l'immolazione dell'animale prevista dal vecchio testamento: le favole bibliche non appartengono all'Islam, si uccide l'animale e una parte viene distribuita alle persone bisognose, e' un atto di carita'. Ma so gia' -ha detto- che ci saranno le polemiche degli animalisti perche' l'animale viene sgozzato, ma e' come quando si sgozza il maiale, cosa che una volta si faceva nelle strade sotto agli occhi di tutti'. ''Il calendario islamico tradizionale prevede due feste di precetto, ci sono anche molte tradizioni locali, ma sono queste le piu' sentite profondamente dalla comunita', anche da coloro che non praticano la moschea'', ha dichiarato Mario Scialoja, presidente della Lega musulmana mondiale.''La''Eid el-Adha'' e' una festa osservata, ma purtroppo non e' ancora riconosciuta dallo stato italiano anche se, come risulta dagli ultimi dati della Caritas, sono ormai 850 mila i musulmani in Italia. Comunque e' accettata e non ci sono problemi nel festeggiarla, anche se vige il divieto di praticare il sacrificio del montone per le strade. Deve essere fatto rigorosamente nelle macellerie''. ''Tutte le realta' associative musulmane tra le 9 e le 10 di martedi' 10 organizzano in moschea una preghiera ed un sermone'', ha riferito Roberto Hamza Piccardo segretario dell'Ucoii (Unione delle comunita' ed organizzazioni islamiche in Italia).Poi -ha aggiunto- si festeggia in casa mentre il sacrificio del capretto fatto dai macellai deve avvenire secondo le regole igieniche''. ''Il tutto -ha spiegato- coincide con il grande pellegrinaggio annuale alla Mecca. Lunedi' tutti i pellegrini vanno nella valle di Arafat vicino la Mecca, li' pregano e poi celebrano i riti conclusivi. Ci si scambiano gli auguri e tutte le famiglie si riuniscono e si ricorda chi sta peggio cercando di aiutarlo. Purtroppo queste feste non sono ancora riconosciute e molti musulmani hanno difficolta' ad organizzarsi, devono prendersi un giorno di permesso a lavoro. Si calcola che martedi' 300mila musulmani soltanto in Italia parteciperanno alle preghiere rituali, ma c'e' da dire che ogni anno circa duemila italiani si convertono alla nostra religione''

''Quella della festa del sacrificio e' una tradizione ultramillenaria -ha detto Roberto Gritti, sociologo esperto di islam della Facolta' di Scienze della Comunicazione dell'Universita' di Roma ''La Sapienza''- Purtroppo non credo che questa festa verra' mai riconosciuta, non c'e' intesa con i musulmani, c'e' un problema forte di rapporto tra lo Stato Italiano e l'Islam. Ma c'e' anche una responsabilita' delle associazioni musulmane in Italia che sono poco rappresentative e conflittuali anche tra di loro. Quindi non e' solo colpa dello Stato Italiano che la festa non venga formalizzata''. ''In Italia tra i musulmani la cosa piu' importante e' che c'e' chi festeggia privatamente -ha aggiunto - c'e' una vera e propria privatizzazione della religione, anche per gli enti locali. Speriamo che la bozza della Consulta islamica, l'organismo appena costituito dal ministro degli Interni, Giuseppe Pisanu, possa essere finalmente approvato. Il problema e' complicato, Pisanu ha fatto un passo avanti, ma non e' sufficiente: oggi i musulmani sono quasi un milione, la loro e' la seconda religione in Italia e non ha il riconoscimento ufficiale, e' solo la religione degli immigrati; invece -ha concluso -i valdesi e gli ebrei sono riconosciuti, perche' inseriti nel contesto sociale''