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domenica 22 gennaio 2006

Con Lilia Zaouali

''La letteratura mi ha permesso di scoprire l'Europa prima di esserci venuta. Balzac, Voltaire, Pirandello, Goethe: ogni scrittore europeo mi ha portato nel suo Paese e mi ha fatto venir voglia di attraversare il Mediterraneo per conoscerlo''. Ad affermarlo e' Laila Zaouali, scrittrice tunisina che a 20 anni e' diventata ''cittadina d'Europa''. L'occasione e' stata il convegno 'Scrittura velata' del Grinzane Cavour. Zaouali, con un semplice ricordo personale, e' in grado di ribaltare la prospettiva con cui di solito si guarda alla letteratura araba come al prodotto di un mondo che deve farsi scoprire. ''Se noi occidentali la smettessimo di sentirci superiori sarebbe piu' facile avvicinare le culture e anche la scrittura araba non parrebbe cosi' lontana come sembra ai piu''', e' il commento di Isabella Camera d'Afflitto. Lei e' una che di letteratura araba se ne intende davvero, dal momento che la traduce in italiano da piu' di trent'anni. L'abbattimento delle barriere culturali, dice Zaouali, ''non si fonda sulla tolleranza, termine che non vuol dire niente, ma sul riconoscimento reciproco''. Vale anche per la cultura mediterranea. ''Se lo vogliamo, puo' esistere, dipende solo da noi - dice la scrittrice tunisina - Basterebbe che il Nord smettesse di dire che il Sud ha bisogno e riconoscesse la necessita' di un rapporto di scambio''. ''Ma la gente del Sud, a sua volta, deve prendere coscienza delle sue affinita' storiche con l'intero Mediterraneo, piu' importanti di qualsiasi religione - dichiara Zaouali, autrice di 'L'Islam a tavola dal Medioevo a oggi', pubblicato nel 2004 da Laterza - Ciascuno di noi e' un po' tutti gli altri. Io sono tunisina, ma anche greca, italiana, turca e quant' altro''. Soprattutto c'e' un filo conduttore che lega tutte le donne, del bacino del Mediterraneo come del mondo. ''Le rivendicazioni sono le stesse dappertutto, nel Maghreb come in Calabria'', osserva la scrittrice tunisina. ''Nei libri non esiste una peculiarita' del mondo arabo - continua Isabella Camera d'Afflitto, docente di lingua e letteratura araba all'Universita' La Sapienza di Roma, che sabato ha ricevuto il premio Grinzane Traduzione - ne', nel dettaglio, delle scrittrici arabe. Ciascuna porta nelle proprie opere il mondo da cui proviene. Lo sfondo e' spesso sociale, la scrittura non dissimile. Ma non c' e' un carattere specifico''. ''Dal Marocco all'Iran le scrittrici hanno lo stesso immaginario collettivo - afferma Zaouali - Siamo imbevute della stessa cultura islamica, della stessa poesia mistica dei sufi, del Corano e delle Mille e una notte''. ''In Italia hanno successo solo gli scrittori che offrono gli stereotipi che vuole l'Occidente: il velo, il cammello, i diritti violati delle donne'', lamenta Camera d'Afflitto, che conclude: ''Il lettore medio italiano e' immaturo. Anzi, lo sono anche gli intellettuali''