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martedì 31 gennaio 2006

Iran-Irak: democrazia in corso

Anche il grande Ayatollah Ali Al Sistani e il governo iracheno intervengono nella vicenda delle vignette del profeta Maometto pubblicate in Danimarca. Il leader religioso sciita, attraverso un suo portavoce, ha chiesto al "primo ministro Ibrahim Al Jaafari di convocare l'Ambasciatore danese a Baghdad per riferire la condanna di Najaf (sede dell'ufficio di Sistani) delle offese recate al profeta". Il governo iracheno ha eseguito subito le sue indicazioni. Il ministro degli esteri Hoshyar Zebari, a quanto riferito da un portavoce del ministero degli esteri iracheno all'agenzia di stampa nazionale irachena NINA, ha convocato oggi l'ambasciatore danese in Iraq per comunicargli "la condanna del governo iracheno per le offese ed il non rispetto dimostrati da un quotidiano danese, chiedendo il rispetto per i sentimenti e per i simboli sacri dei musulmani". A quanto scrive la Associated Press, poi, anche il primo ministro Abrahim al Jaafari ha consegnato all'ambasciatore danese una lettera nella quale sostiene che le caricature del Profeta "insultano i sentimenti di un miliardo e mezzo di musulmani". Il portavoce di Sistani, Hamed Al Khaffaf, in conferenza stampa ha anche chiesto al governo danese di "prendere i necessari provvedimenti repressivi nei confronti di chi ha volutamente offesa il profeta".
L'ambasciatore danese in Iran, Klaus Jan Nielson, e' stato convocato oggi al ministero degli Esteri, dove gli sono stati espressi ''il rammarico e la protesta'' del governo di Teheran per le vignette pubblicate da un quotidiano di Copenaghen che raffigurano il profeta Maometto, la cui immagine non puo' essere pubblicata secondo i dettami dell'Islam. Il vice direttore generale del ministero iraniano per gli affari europei, Abolqassem Delfi, ha chiesto invece anche le scuse dell'esecutivo di Copenaghen, sottolineando l'esigenza di ''rispettare i valori sacri delle diverse religioni''. Il ministro degli Esteri Manuchehr Mottaki, nei giorni scorsi, aveva gia' inviato lettere ai suoi omologhi in Danimarca e Norvegia - dove una rivista ha ripubblicato le vignette - esprimendo il ''rammarico'' del suo Paese per l'episodio.