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mercoledì 8 febbraio 2006

Attenti in casa!

Ho avuto modo già in passato di avvertire i fratelli ebrei del pericolo dell'anti-ebraismo latente che i sostenitori destrosi della guerra di civiltà covano e dissimulano nei loro animi, in attesa di riprendere il cammino inaugurato dal Fuhrer negli anni 30-40. Nella mia lettera aperta alle comunità ebraiche, a cui tra l'altro ha risposto il Presidente della Comunità Ebraica di Torino, mi ero posto - e ho posto loro - la domanda: "Ritenete che una scrittrice come la sig.a Oriana Fallaci, che nel suo articolo “Il nemico che trattiamo da amico”, quella che imbarbarisce il Dio del “buon Abramo” e cioè quello dei musulmani - nostro ma che è anche vostro - il Dio di tutti gli esseri umani, dicendo che “per ubbidire stava per sgozzare il suo bambino come un agnello”, mettendolo su un piano inferiore rispetto al “Dio padre, il Dio buono, il Dio affettuoso che predica l'amore e il perdono” del Cristianesimo, sia la persona più adatta per dirsi indignata dell’antisemitismo dilagante in Europa? Sinceramente, non può che venirmi in mente un’altra citazione di Ovadia: “Il Dio di Abramo, il Patriarca che fonda l’Essere umano libero, santo, universale, fratello di ogni essere, è trascinato nel fango della peggiore idolatria nel modo più subdolo e sinistro”. Non vi sembra che la sig.a Fallaci abbia volutamente e implicitamente accusato anche gli ebrei di adorare un Dio infanticida? Non ritenete che un giorno questa frase possa essere quantomeno interpretata in quest’ottica da un movimento neonazista che ora milita contro i musulmani ma che un giorno, prima o poi, si rivolgerà di nuovo verso i nemici di sempre, e cioè la comunità ebraica che ancora oggi sente la Shoah come una ferita viva? Ritenete davvero che un individuo come Gaetano Saya, fondatore della polizia parallela DSSA in Italia e di un movimento che si dichiarava – come lui, d’altronde – “fascista, puro, duro e conservatore”, un signore che, una volta arrestato, è venuto fuori che custodiva la foto di Goering in alta uniforme, uno dei peggiori criminali nazisti, uno che si è imbrattato le mani con il sangue di milioni di ebrei, vicino alla bottiglia di Cynar nella propria casa, lo ritenete davvero la persona più degna per distribuire circolari in cui denuncia l’antisemitismo, gli episodi antiebraici e che si indigna addirittura per la profanazione delle tombe ebraiche? Ritenete davvero che simili figure siano quelle più adatte per difendere l’immagine e il buon nome di Eretz Israel, la sopravvivenza e i diritti degli ebrei che vivono in Occidente? Fratelli e amici, in realtà queste sono figure che dimostrano che non basta andare a Gerusalemme con la Kippà ad irrorare con lacrime di coccodrillo un albero sacro e indegno di loro, per soffocare nelle sue radici un odio mai sopito".
Ebbene, una di queste figure che confermano l'esistenza di quello che avevo descritto nella sopra citata lettera come un "mostro antiebraico che ora è accontentato e distratto dal gingillo dell’odio antislamico" è il famigerato Mario Borghezio, europarlamentare della Lega Nord con un curriculum di tutto rispetto: noto provocatore e presidente dell'associazione "I volontari verdi", sotto processo con l’accusa di attentato all’unità dello Stato e costituzione di struttura paramilitare, già condannato per aver appiccato il fuoco ad un dormitorio di immigrati e per aver picchiato un bambino marocchino ecc ecc. Il signor Borghezio, in un'intervista concessa ieri a Il Corriere, ha affermato (riferendosi all'episodio che lo ha visto aggredito sul treno dei No-tav su cui è salito provocatoriamente, nonostante il parere negativo della Digos): "E poi la cosa che mi fece più arrabbiare non furono le botte, ma gli insulti». Tipo? «Ebreo. A me. Capito?». A lui che da giovane militava in un’organizzazione extraparlamentare denominata «Giovane Europa». «Contestavamo da destra Ordine Nuovo che contestava, sempre da destra, l’Msi». Ora si definisce un «perfetto, oserei dire, raro esempio di celto-piemontese». Avete capito? Al posto di sottolineare l'imbecillità di chi lo ha insultato in questo modo, il signor Borghezio stesso giudica "Ebreo" un insulto. E si offende pure. Anzi, per dimostrare quanto sia "distante" da questa - si presume che così la consideri, vista la sua indignazione - "gente immonda" la cui religione viene usata come insulto, specifica che era ancora più a destra della destra dei nazisti e sbandiera anche le sue radici "ariane". A questo punto è persino superfluo aggiungere che è lo stesso personaggio che - in un momento dove tutte le autorità del mondo chiamano alla calma e alla diplomazia - è andato a Livorno, per dire - parole sue - "tutto il male possibile di quei musulmani che s’arrabbiano per due vignette su quel vecchino con la barbetta... Come si chiama?». Maometto". Il bello è che il Borghezio non se la prende con quelli che sfasciano le ambasciate e distruggono i negozi dei cristiani, ma con chi si è - giustamente e civilmente - indignato per le vignette e soprattutto per il modo in cui sono state usate per provocare reazioni irresponsabili offendendo persino i laici. «Ecco, appunto. Stavo dicendo che non possiamo calarci le braghe davanti a questi immigrati arroganti quando sono arrivate le truppe di picchiatori rossi». In altre parole il Borghezio se la prende anche con i musulmani residenti in Italia i quali - non mi sembra sia andata diversamente - hanno giustamente mantenuto la calma e il senso di responsabilità e civiltà, nonostante le continue provocazioni del movimento e del giornale a cui si rifà il Borghezio stesso, il quale ha bene in mente lo schema dei forni crematori in cui sono finiti gli ebrei: non solo appicca incendi, ma attribuisce alla comunità ebraica stessa la voglia di essere "separata" e la pratica della "pulizia etnica": "Come mai nel ghetto non ci sono vu' cumprà? Perché si fanno pulizia da soli. Noi siamo separatisti come loro e vogliamo fare pulizia, non solo davanti alla Sinagoga". Ora, mi chiedo, alla comunità ebraica è sfuggito l'episodio? Oppure gli ebrei italiani non vogliono interferire con l'attenzione mediatica tutta dedicata alla vignette? Sinceramente, fossi in loro, mi preoccuperei di più per un Borghezio in Casa che per un negazionista in Iran.