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venerdì 3 febbraio 2006

L'Occidente si scusa

In attesa di un ulteriore post di commento sugli sviluppi della vicenda delle "vignette blasfeme", ringrazio tutti coloro che mi hanno inviato email di complimenti e congratulazioni per la puntata di Otto e mezzo di ieri, inclusi i numerosi cittadini arabi residenti in Italia che hanno voluto testimoniare personalmente il loro apprezzamento e solidarietà. Spero che la puntata sia stata di gradimento dei circa 600.000 spettatori (dati Auditel) che l'hanno seguita.
''Posso assicurarvi che il governo danese e' molto preoccupato per quanto e' successo, noi abbiamo avuto sempre una tradizione di collaborazione pacifica e un rapporto aperto con il mondo islamico e vorremmo che continuasse cosi''. Come preannunciato, il premier danese Anders Fogh Rasmussen e' comparso ieri sera sugli schermi della Tv satellitare del Golfo Al Arabiya nel tentativo di attenuare la collebra dei mussulmani offesi dalla pubblicazione di caricature di Maometto da parte di un quotidiano del suo paese. ''Personalmente sono addolorato dal fatto che molti mussulmani abbiano preso quelle vignette come un insulto al profeta Maometto'', ha detto.
La pubblicazione delle caricature del profeta Maometto sulla stampa europea è "offensiva". Lo ha affermato Jack Straw, il ministro degli Esteri britannico. "Penso che la nuova pubblicazione di queste caricature sia stata offensiva, indelicata, abbia mancato di rispetto e sia qualcosa di negativo", ha dichiarato da Londra il capo del Foreign Office, "C'è la libertà della stampa, la rispettiamo tutti. Ma non c'è obbligo di insultare o di essere gratuitamente incendiari". Straw ha inoltre reso omaggio alla "responsabilità" ed alla "delicatezza" degli organi di informazione britannici, nessuno dei quali ha pubblicato le immagini, ad eccezione di brevissimi passaggi nei telegiornali trasmessi ieri da Bbc e Channel Four.
Il primo ministro francese Dominique de Villepin ha lanciato oggi un appello a "conciliare" l'"esigenza di libertà e l'esigenza di rispetto" a proposito delle polemiche seguite alla pubblicazione anche in Francia di vignette caricaturali del profeta Maometto. "Teniamo all'esigenza di libertà, di democrazia che è alla base dei valori che fondano il nostro paese, ma anche all'esigenza del rispetto" ha detto Villepin nel corso di una conferenza stampa, in occasione di una visita a Tryoes (est del paese) sul tema della disoccupazione. "Auspichiamo di conciliare le due cose ed evitare naturalmente tutto ciò che è causa di ferite inutili in particolare nel settore delle convinzioni religiose".
''Gli intellettuali segnalano un grande problema. Ma gli intellettuali non hanno le responsabilita' che hanno i governi e l'Europa. Gli intellettuali fanno presto a parlare, ma dovrebbero capire che dialogare vuol dire comprendere le ragioni dell'altro. Da cristiano, da cattolico, capisco le ragioni di un musulmano che si sente offeso''. Lo ha detto il vicepresidente della Commissione europea, Franco Frattini, intervistato da Radio Radicale sulla vicenda delle vignette sull'Islam. ''Non giustifico la violenza, ma dico non pubblicate quelle vignette, perche' offendono un sentimento che noi -continua Frattini- dobbiamo considerare'. La liberta' di stampa comprende il diritto di satira e di critica. Ma c'e' un problema ancor piu' grande: stiamo faticosamente tenendo vivo e potenziando il dialogo interreligioso con i musulmani. Quelle vignette non dovevano essere pubblicate, perche' dialogo vuol dire capire le ragioni dell'altro. Come si poteva non immaginare che pubblicare la testa di Maometto con una bomba non poteva non suscitare una reazione? E non parlo di reazioni dei terroristi ma di quei milioni e milioni di moderati -fa infine notare Frattini- che non tollerano di essere offesi in quella maniera. E' stata una grave imprudenza, e sarebbe ancora piu' grave ripubblicare quelle vignette come provocazione. Questo con la liberta' di stampa non c'entra piu'''.
''La liberta' di stampa, satira compresa, si deve fermare laddove inizia il credo religioso''. Il cardinale Ersilio Tonini condanna cosi' la presa di posizione dei quotidiani francesi che difendono il proprio diritto di far caricature su Dio. Commentando il casus belli delle vignette su Maometto che sta infiammando il mondo islamico il porporato esorta i mass media occidentali ''a svolgere un ruolo di responsabilita''' anche per ''evitare di alimentare lo scontro tra civilta'''. ''Ci dovrebbe essere piu' rispetto nei confronti della religione, di qualunque religione si tratti. E' un aspetto di una evidenza tale che nemmeno merita di essere enfatizzato. Quello che sta accadendo in questi giorni e' un brutto, un bruttissimo segno che ci dovrebbe far riflettere''. ''Anche se si e' atei e non si crede in niente si deve far salvo il principio del rispetto altrui, evitando di oltraggiare, deridere e prendere in giro il prossimo e cio' che gli e' piu' caro. Non c'e' liberta' di stampa che tenga'' ha aggiunto il porporato in una intervista all'ANSA in cui ricorda che nessuno ha il diritto di ''offendere la dignita' della persona umana nel suo profondo, colpendola nella sua spiritualita'''. Quanto alla violenta reazione del mondo musulmano ''non si tratta di dire se hanno ragione oppure no. Semmai, per noi, sarebbe piu' utile fare una riflessione sul nostro comportamento, sul ruolo che giocano i mass media in un contesto globalizzato, dove si sta giocando una partita fondamentale per il futuro dell'umanita'. Viviamo un momento di una delicatezza incredibile. Per il mondo si apre la possibilita' di una intesa generale, planetaria e i mass media, nel loro ruolo potente, hanno responsabilita' alle quali non possono sottrarsi''.
''Ho letto il titolo con cui il quotidiano 'France soir' ha rivendicato la legittimita' delle vignette anti-islamiche: 'Si' abbiamo il diritto di fare caricature di Dio' e debbo dire che sono rimasto sconcertato''. E' il commento al 'Corriere della Sera' del cardinale Achille Silvestrini, ex capo della diplomazia vaticana e responsabile della Congregazione per le Chiese orientali. ''Una liberta' di satira che offende il sentimento altrui -dice- e qui si tratta addirittura del sentimento di interi popoli, toccati dai loro simboli supremi, diventa prevaricazione''. E per spiegare il concetto generico di 'sentimento religioso' il cardinale precisa: ''si puo' comprendere la satira sul prete ma non su Dio. Con riferimento all'Islam -aggiunge Silvestrini- potremmo capire la satira sugli usi e i costumi e i comportamenti loro, ma non sul Corano, su Allah e i profeti''