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martedì 21 febbraio 2006

Non c'è caccia ai cristiani

"Non penso che sia giusto, corretto o utile parlare di caccia al cristiano per riportare quanto accaduto a Maiduguri nei giorni scorsi". E' quanto ha detto alla Misna il vescovo di Maiduguri, monsignor Matthew Man-Oso Ndagoso, a commento delle violenze, che durante il fine settimana sono costate le vita a una cinquantina di persone, compreso un sacerdote cattolico, nello stato settentrionale di Borno. "La Nigeria e' un paese complesso - ha sottolineato il presule, in una intervista alla Misna - con oltre 120 milioni di abitanti e piu' di 250 differenti etnie. Mi rendo conto che le dinamiche nigeriane possano essere difficili da comprendere, ma distorcere i fatti e' pericoloso". Secondo il vescovo, raccontare quanto successo a Maiduguri, il capoluogo di Boro, solo in chiave religiosa e' un errore. "Le differenze etniche, quelle religiose, quelle politiche - ha rilevato - sono presenti nella quotidianita' di questo paese; nelle zone o nei settori sociali dove a queste differenze si sommano fattori come poverta' estrema, ignoranza e mancanza di speranze per il futuro si viene a creare un magma indistinto e confuso. Insomma ne scaturisce una miscela altamente esplosiva che basta poco ad accendere". "Bisogna capire - ha continuato monsignor Ndagoso - che ci sono fanatici, da una parte e dall'altra, che vengono utilizzati da politici senza troppi scrupoli per raggiungere i propri fini. Queste stesse differenze sono state utilizzate negli anni da alcuni partiti per identificarsi con un elettorato piuttosto che un altro. In Nigeria, di fatto, la campagna elettorale per le elezioni presidenziali del 2007 e' gia' in corso da mesi. Chiunque e' in grado di evidenziare, a seconda della necessita', una differenza piuttosto che un'altra per aizzare la folla e utilizzare, manipolandoli, giovani senza futuro. L'ignoranza e la poverta' e l'assenza delle istituzioni o lo scarso controllo del territorio da parte delle forze di sicurezza contribuisce a fare il resto". Monsignor Ndagoso ha indicato i funerali di padre Michael Gajere, il parroco della Chiesa di Santa Rita ucciso all'interno della sacrestia da un gruppetto di malviventi locali spinti, sembra, soprattutto dalla volonta' di saccheggiare la chiesa e la casa del sacerdote, saranno celebrati nella cattedrale di Maiduguri. "La citta' - ha riferito il prelato - adesso e' calma, ma e' ovvio che e' una calma un po' irreale. La gente ha ripreso le proprie attivita' regolarmente, ma la tensione c'e' e si sente. Forse tra qualche giorno potremo riprendere la nostra pacifica esistenza". Fonti religiose contattate dalla Misna in altre citta' del nord, da Bauchi a Kaduna, hanno assicurato che la situazione e' tranquilla e che la polizia ha intensificato la presenza nelle strade e i controlli di alcune strutture "sensibili", chiese incluse. Monsignor Renzo Fratini, nunzio apostolico nel paese africano, parlando all'agenzia Fides della Congregazione per l'Evangelizzazione dei Popoli, ha invece negato che la comunita' cattolica in Nigeria sia presa particolarmente di mira dagli estremisti musulmani. ''Vi sono da diverso tempo tensioni tra musulmani e cristiani, quindi non solo cattolici - spiega mons. Fratini -, ma si tratta di un fenomeno che ha poco a che vedere con la religione, perche' vi sono strumentalizzazioni politiche che mirano a sfruttare le divisioni della societa' nigeriana per i propri scopi. La protesta per le vignette - aggiunge - e' solo un pretesto'' ''In effetti - prosegue mons. Fratini - le dimostrazioni, degenerate nella violenza dei giorni scorsi, erano state indette non solo per protestare contro le vignette ma anche in opposizione ad un emendamento alla Costituzione che permetterebbe al presidente Olusegun Obasanjo di puntare ad un terzo mandato nel 2007''