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venerdì 3 febbraio 2006

Preveggenza

Non lo dico per vanteria, ma questo blog è un po' preveggente: leggetevi questo post datato 22/06/2005 e pubblicato sul vecchio Salamelik:
Se in nome della cosiddetta “Libertà di espressione”, un uomo si mettesse a girare per le strade della città dove vive insultando la propria madre dandole della prostituta, questo gli darebbe automaticamente la libertà di fare altrettanto con gli altri abitanti, con i suoi vicini di casa e con i suoi coinquilini? Ovviamente no. Perché il “diritto” - se lo vogliamo chiamare tale - di mettersi pubblicamente in ridicolo e quindi rendersi oggetto della derisione collettiva non deve e non può essere per forza esteso e accettato automaticamente da chiunque. Quando i fautori della cosiddetta "libertà di espressione" si mettono quindi ad elaborare discorsi del tipo “Se possiamo “criticare” il cristianesimo e l’ebraismo, perché non possiamo fare altrettanto con l’Islam?”, mi viene in mente proprio l’esempio succitato. Possibile che, non paghi della totale distruzione del proprio patrimonio spirituale, queste persone vogliano fare altrettanto anche con quello altrui? [continua]
Ricordo anche che proprio per la conclusione di quel post "Se una parte dell’Occidente ha perso la propria spiritualità, la propria moralità, il proprio senso del pudore, e - soprattutto - la misura della parola, scambiando l’insulto per “critica” e l’offesa per “libertà di espressione”, è affar loro. Nulla da eccepire. Ma che pretendano di trascinare in quel abisso anche gli altri, non ci siamo. Che non si azzardino a farlo. Mai.", sono stato duramente attaccato e insultato da un tale Raki sul forum moderato da Magdi Allam sul sito del Corriere della sera, il che - tra l'altro - ha generato anche un "malinteso" con lo stesso moderatore. Il tale arrivò fino al punto di affermare che "sarebbe opportuno credo da parte dei nostri magistrati vedere cosa voleva veramente dire questo sherif, mi sembrano parole gravissime le sue". Ora che l'intero mondo islamico, governi, istituzioni, laici e religiosi protestano, manifestano, boicottano in massa e si vede l'entità del danno sociale ed economico sul piano internazionale, ora che si sentono governi occidentali costretti a scusarsi e a cospargersi il capo di cenere e cardinali della chiesa ripetere più o meno le mie parole sulla sipiritualità e i limiti della libertà di espressione, ha capito il senso della mia frase, il valore premonitore di un'analisi lucida ed obiettiva (non lo dico io, ma i fatti) a differenza di quelle faziose e strumentali che girano da quando è scoppiato il caso delle vignette danesi oppure i suoi paraocchi sono così ristretti che non riesce a ben guardare?