Notizie

Loading...

martedì 21 febbraio 2006

Vilipendio

L' ormai ex ministro per le Riforme è indagato in base all'articolo 404 del codice penale (che riguarda l'offesa ad una confessione religiosa mediante vilipendio). In base al codice, Calderoli avrebbe rischiato, fino al mese scorso, da uno a tre anni di reclusione. Ma la parte che riguarda sui reati di opinione è stata - guarda caso - modificata il 25 gennaio scorso, quindi in base alla nuova normativa chi commette tale reato va incontro ad una pena amministrativa, una contravvenzione, che va dai 1.000 ai 5.000 euro. Il fascicolo è stato aperto nei giorni scorsi su iniziativa della Procura di Roma. La cosa interessante è che tale procedimento non ha relazione con altre denunce presentate nei giorni scorsi ma è correlato alla trasmissione «DopoTg1» in cui l'ex ministro ha mostrato la maglietta che indossava in quel momento con le vignette satiriche su Maometto. L'europarlamentare Borghezio è tornato alla sua irragionevolezza: «E' evidente che, anziché combattere la corruzione, i magistrati italiani trovano più facile combattere i reati di Calderoli. Spero che quella italiana non sia una magistratura che applica la Fatwa». Eppure Borghezio li dovrebbe ringraziare, i magistrati, per essere riuscito a ottenere la condizionale dopo i numerosi reati che ha commesso.