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domenica 12 marzo 2006

Allievi sulla consulta

"Non considero questo documento un manifesto dell’islam italiano ma un tentativo di autolegittimazione di quella parte dell’islam laico o moderato. Uno strumento per ottenere la stessa visibilità che hanno altre associazioni islamiche". Non usa mezzi termini il sociologo, esperto di islam, Stefano Allievi, per definire il documento discusso ieri dalla "Consulta per l’islam italiano". Il testo contiene, tra le altre cose, la condanna del terrorismo, la richiesta della libertà religiosa, il sostegno al diritto di Israele a convivere con uno Stato palestinese. "Principi – dice al Sir - pienamente condivisibili da tutte le componenti della Consulta. Il problema sta nel modo e nello scopo che hanno prodotto il testo". Secondo Allievi, infatti, "si è arrivati all’incontro con un documento già pronto e con alcune firme già concordate. Non credo che l’obiettivo fosse quello di condurre un’operazione unitaria". Dunque "un tentativo di dividere la componente musulmana" quasi una "replica del recente manifesto dei moderati dell’islam". "C’è una forte componente di laici, persone che non frequentano il mondo delle moschee e dell’associazionismo religioso musulmano. E’ stata una mossa di alcuni per ottenere visibilità nel panorama islamico italiano. Una scelta di poco respiro che non porta da nessuna parte. Senza dimenticare che non era compito della Consulta preparare questo tipo di documento".