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martedì 28 marzo 2006

Green scare

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Negli Stati Uniti, dal 1917 al 1920 e durante i primi anni '50, la "paura rossa" fece scempio dei diritti civili e costituzionali per arginare una presunta - ed inesistente - influenza ed infiltrazione dei comunisti nella società e nel governo statunitense. La fobia degli anni '50 venne definita "Maccartismo" dal nome del senatore Joseph McCarthy, che probabilmente non fu il più importante degli esponenti dell'anticomunismo, ma che sicuramente era il più presente nei media. Il Maccartismo fu il prodotto della fase più esasperata della guerra fredda, un fenomeno di isteria collettiva che ha comportato gigantesche violazioni e che portò alla rovina migliaia di persone innocenti. Quando la stampa cominciò ad interessarsi onestamente del caso McCarthy (a tal proposito consiglio la visione di "Good night and Good Luck" di Georges Clooney), si scoprì come il senatore rovinò la vita di molte persone con accuse che non erano supportate da nessuna prova. Tant'è vero che oggi il termine porta con sé una connotazione di accusa falsa ed isterica nei confronti delle minoranze politiche. Centinaia di persone hanno dovuto dimettersi, sono state licenziate e processate per via delle sue denuncie. Nel 1954, quando cominciò a lanciare i suoi strali contro i vertici dell'esercito e dello stato, venne investigato e censurato dal Senato. Era la terza volta in 165 anni che parte del congresso sanzionava un suo membro. Rimase famoso quando gli fu chiesto dal procuratore capo dell'esercito, "Signore, non ha nessun senso della decenza, in fin dei conti?". McCarthy soffrì un duro contraccolpo nell'opinione pubblica e perse il seggio. I cronisti smisero di raccogliere le storie delle sue pretese cospirazioni comuniste. Svanì dalla luce dei riflettori nel giro di una notte, si diede all'alcool e venne ricoverato più volte prima di morire nel 1957.
Ma perché vi parlo del Maccartismo? Fin dai tempi della 'paura rossa' guidata da Joseph McCarthy, il termine Maccartismo è entrato in uso come termine generale per i fenomeni di isteria populista, pressioni di massa, persecuzioni, e schedature utilizzati per instillare il conformismo con il credo politico prevalente. L'opera teatrale di Arthur Miller, "Il crogiolo", scritta durante l'era di McCarthy, utilizzò il Processo delle streghe di Salem come metafora del Maccartismo, suggerendo che un tale processo di persecuzione può avvenire in qualsiasi momento e in qualsiasi luogo. Nel 2003, tornò in auge persino negli Stati Uniti contro gli appartenenti all'industria cinematografica e televisiva, tra le altre, che si opposero alla Guerra in Iraq. Molti sono stati accusati di essere "anti-americani" o "non patriotici", per aver preso pubblicamente posizione su questioni di coscienza, o per aver semplicemente espresso punti di vista opposti a quelli del governo. Alcuni, come il giornalista Peter Arnett, furono denunciati e persero l'impiego. E' incredibile come siano tornati in moto meccanismi vecchi e già conosciuti senza che nessuno protesti. Così come di fronte al "pericolo comunista", la democrazia americana decise di ridurre i spazi di libertà di cui andava fiera, dando vita a quel clima di arroganza e di intimidazione che sfocerà nel Maccartismo, oggi sia negli Usa che in Italia si tende a limitare i diritti contribuendo a creare nel paese un pesante clima di isteria e di sospetto di fronte al "pericolo islamico", quella che potremmo chiamare la "paura verde".
Allora, come oggi con il terrorismo, erano tempi difficili sul piano internazionale e in un certo senso c'era di che giustificare le fobie maccartiste: la conseguenza però fu un'ondata di paranoia inquisitoria che manipolò la passione popolare e che alimentò le proprie ambizioni politiche (e i propri conti correnti) con la pelle delle innocenti vittime di turno. Le prime pagine dei giornali erano costantemente occupate dalle sparate maccartiste che denunciavano la presenza di centinaia di militanti e di infiltrati comunisti nel paese, dei rischi per lo stato e la democrazia. Nonostante mi renda conto che questo tipo di fobia esista tuttora in Italia, dove alcuni continuano a vedere rosso dappertutto, dalle scuole alle università, dalle banche alle industrie, dai tribunali ai media, la stessa fobia viene alimentata - purtroppo - nei confronti dei musulmani che sembrano aver occupato la cattedra, ormai vacante, dell'Unione Sovietica: alcuni politici e alcuni personaggi super mediatizzati creano isteria collettiva, incoraggiano provvedimenti che non hanno nulla di costituzionale e spesso e volentieri portano alla rovina la vita di centinaia di immigrati innocenti. Un elemento principale del Maccartismo furono infatti i controlli di sicurezza: un dettagliato programma investigava tutti gli impiegati su eventuali connessioni comuniste, ed impiegava testimonianze fornite da fonti anonime che i soggetti all'investigazione non erano in grado di identificare o con cui non potevano confrontarsi. Si poteva essere processati e puniti in base a documenti su cui era apposto il sigillo del "Segreto di stato". Mi chiedo se un giorno - specie dopo un'auspicabile vittoria del Centro Sinistra - non avremo la fortuna di assistere alla fine della "Paura verde" e al declino finale del clima di isteria collettiva che la Destra, oggi in Italia come allora negli Stati Uniti, ha alimentato in questi anni e continua tuttora ad alimentare, nel corso di questa campagna elettorale, sbandierando non solo lo spauracchio dell'aumento tasse ma anche quello, purtroppo, dell' "Italia multi-culturale" percepita come una minaccia e non come una risorsa.