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lunedì 20 marzo 2006

In Egitto la fucina del dialogo

Inizia oggi fra le polemiche la visita in Egitto del principe Carlo d'Inghilterra, accompagnato dalla moglie Camilla, dopo che molti docenti si sono opposti alla laurea honoris causa che la prestigiosa Università del Cairo "Al Azhar" intende assegnare all'erede al trono britannico. Il riconoscimento dell'Università al Azhar del Cairo intende sottolineare l'interesse mostrato dal principe "Charles" nei confronti dell'Islam e il suo lavoro teso ad approfondire il dialogo fra il mondo islamico e quello occidentale. Ma molti letterati e docenti universitari hanno dichiarato che l'interesse del principe d'Inghilterra nell'Islam non è così ampio da meritare un premio tanto prestigioso. L'Università ha tuttavia ribadito l'intenzione di attribuire al principe britannico il riconoscimento. Il viaggio in Egitto di Carlo e Camilla, duchessa di Cornovaglia, è il secondo viaggio all'estero della coppia reale da quando si sono sposati e la prima tappa di un tour che durerà due settimane e che li porterà anche in Arabia saudita e India.
Isolare il terrorismo togliendogli qualsiasi significato religioso a cominciare da quello ''musulmano'', ha invocato oggi il presidente del Comitato per il dialogo dell'Alto consiglio islamico d'Egitto, Aly El Samman intervenendo al Congresso mondiale degli Imam e dei Rabbini per la Pace. ''Bisogna fare del terrorismo un concetto unico,isolato'' ha detto El Samman citato dall'agenzia Efe, invitando a evitare senza eccezioni l'espressione ''terrorismo musulmano''. ''Possiamo essere d'accordo in qualcosa: Nel non utilizzare la qualifica religiosa unita al terrorismo'' ha detto El Samman accolto da un fragoroso applauso. Con lui si e' detto d'accordo il portavoce del Congresso mondiale ebraico, Israel Singer invitando a passare dalle parole all'azione creando ''un sistema di fiducia fra noi che siamo la punta di lancia delle diverse sfiducie, per dirlo eufemisticamente, che ci sono nel mondo''. L'Imam Sayed Mustafa Al Qazimi, rappresentante degli sciiti ha assicurato che ''non esiste antisemitismo ne' nel Corano ne nell'Islam'' ed ha citato a tal proposito i riferimenti ai profeti ebrei contenuti nel Libro sacro dei musulmani