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giovedì 2 marzo 2006

La vignetta di Abu Taqiya

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Non so voi, ma a me si accapponata la pelle quando ho visto la falsa vignetta attribuita alla mitica scrittrice Oriana Fallaci. Pare infatti che la vignetta in questione, disegnata dall'Imam Abu Taqiya (in arte Vauro), sia finita in un dossier che l'Imam si è portato dietro in giro per il mondo islamico. Per chi non lo sapesse, l'Imam Abu Taqiya ha una mongolfiera con cui ha già battuto il record di 80 giorni del non meno mitico Jules Vernes: ha girato il mondo in circa 120 giorni, riuscendo però nel contempo a sollevare le popolazioni islamiche dall'India alla Mauritania, dall'Arabia Saudita al Marocco, dalla Libia all'Iran, passando per il Pakistan e la Nigeria e le comunità islamiche sparse in Europa. L'Occidente non può rimanere inerte davanti a questa bassa provocazione: pubblichiamo la vera vignetta di Oriana Fallaci per far vedere al mondo musulmano che la vignetta originale non è affatto offensiva. Stando alla scrittrice, essa infatti ritrae solo "Maometto con le sue nove mogli, fra cui la bambina che sposò a 70 anni, le sedici concubine e una cammella col burqa".
Maometto è morto all'età di 61 anni circa. Dopo la morte della prima moglie, Khadija, di mogli ne ha avuto solo 11. Non risulta che avesse concubine, e tanto meno una cammella col burqa. Ma probabilmente è questa la satira fallaciana. Scherzi a parte, ci sarebbe molto da dire sul rapporto che Maometto aveva con le proprie mogli. Un rapporto completamente atipico per l'epoca, basato sul rispetto e sul dialogo e che ha dato alle donne più in generale molti più diritti di non quanto potessero sperare. Nel VII secolo dopo Cristo Maometto accordò infatti alle donne il diritto di voto, il diritto all’eredità e al divorzio, diritti che le donne occidentali otterranno - in alcuni casi - solo in tempi recenti. Molte delle sue mogli erano vedove, e se non le avesse sposate e provveduto ai loro bisogni sarebbero morte di fame, nel contesto socio-culturale di quel periodo. La seconda moglie, Sawda, era una vedova di ben sessantacinque anni. Maometto l'ha sposata lo stesso e lei, timorosa di essere ripudiata, cedette le sue notti alla terza moglie, Aisha. Disse che, sebbene non le piacesse giacere con gli uomini, voleva essere resuscitata con le mogli del profeta. Umm Shuraik della tribù di Azd si concesse al profeta come “omaggio”. Umm Salama era una vedova con due bambini; suo marito era morto nella battaglia di Uhud così come il marito di Zaynab, figlia di Khuzayma, un'altra di quelle che diventarono mogli di Maometto.
L'unica vergine era proprio la piccola Aisha, guarda caso la più possessiva. Asma, fresca di nozze, fu tratta infatti in inganno proprio dalla sua gelosia: Aisha le disse che con Maometto doveva fare la riservata, e che doveva rifiutare i suoi favori. Così lui la rispedì alla sua tribù, senza consumare il matrimonio. Era persino gelosa del ricordo della prima moglie defunta, Khadija. In seguito divenne "la madre dei credenti" che ha tramandato gran parte dei detti del Profeta, morto tra le sue braccia prima di essere seppellito proprio nella sua camera. Non capisco perché ci si scandalizza tanto per il fatto che Maometto sposò una bambina, se la bambina in questione dimostrò di essere tutt'altro che scontenta di questo matrimonio combinato, quando l'Occidente ha conosciuto re, principi che hanno avuto rapporti con bambine altrettanto piccole, difficilmente più consenzienti, e in epoche storiche ancora più recenti di quella di Maometto. Non parliamo poi degli harem di alcuni Papi.
Ma è inutile parlarne. Un buon occidentale non può che difendere il diritto al delirio e all'ignoranza di Oriana Fallaci impedendo ad Abu Taqiya di spargere veleni dalla sua mongolfiera.