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giovedì 30 marzo 2006

Neonati eversivi

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Il ministro Tremonti ha affermato che “Chi vota per l'Unione vota per l'immigrazione. Per la sinistra l’immigrazione è una soluzione, per noi è un problema. Quando l'ho letto non ci volevo credere: a pagina 256 del programma dell'Unione c'e' scritto che bisogna dare la cittadinanza automatica a chi nasce in Italia. E' lo sfacelo del nostro Paese, una pazzia politica. Per Prodi si diventa cittadini se si nasce in Italia. Questa è eversione. La cittadinanza si conquista se hai il lavoro, paghi le tasse e parli la lingua”. Già, perché uno che nasce in Italia non parlerà di certo italiano: parlerà indù. E all'età di qualche settimana, non solo non ha diritto a nessuno bonus bebè, visto che - parola di Calderoli - agli "Ali Babà che nascono in Italia ci penseranno Allah e i loro governi" (se ci avessero pensato non sarebbero di certo venuti qui a sentire le sue finezze diplomatiche e a finanziare, con quei mille milliardi di tasse versate, i bonus dei bebè padani. Non scordiamocelo, visto che lorsignori se lo ricordano solo in campagna elettorale e non quando si tratta di far corrispondere ai doveri degli extracomunitari anche i loro diritti) ma dovranno, a quanto pare, pagare anche le tasse. Altro che la sinistra al governo e i bambini cinesi bolliti, qui li vogliono spolpare mentre sono ancora in fasce! O, come minimo, farli vivere come "non-persone" e "senza-diritti" fin quando non cominceranno a rendere, come le macchinine. E se un bambino nasce in Italia, frequenta le scuole italiane, parla solo italiano, ha la fidanzatina ed è abituato a vedere le veline in Tv, e poi non riesce a trovare lavoro - come tanti altri suoi coetanei italiani al giorno d'oggi - che si fa? Lo si rimanda nell'Afghanistan "liberato" e "pacificato" dal glorioso intervento della Coalizione? Il Ministro dell'interno invece propone un decreto presidenziale per l'annullamento straordinario della delibera del Consiglio comunale di Ancona in materia di elettorato attivo e passivo attribuito a persone di nazionalità extracomunitaria ed apolidi nelle elezioni del sindaco e del Consiglio comunale "a tutela dell'unità dell'ordinamento, ai sensi della legge n.400 del 1988". E meno male che la Lega ha combattuto in questi anni per la devolution e che Fini si dice favorevole alla concessione del voto agli immigrati: forse ha dimenticato di precisare che lo sarà solo quando andrà la Sinistra al governo. E, indovinate: mentre tutto questo succede in Italia, la commissione Giustizia del Senato americano ha approvato una proposta di legge che apre la strada alla legalizzazione di milioni di lavoratori immigrati illegalmente negli Usa. "Si tratta di un giorno importante per tutti noi. Sono pochi i giorni che possiamo considerare davvero importanti nella nostra vita e oggi è uno di quelli", ha dichiarato Frank Sharry, direttore del National Immigration Forum, un gruppo di sostenitori ai clandestini presenti all'interno degli Usa. Dopo giorni di manifestazioni in tutti gli angoli del Paese, ieri sera la commissione ha inoltre votato di eliminare le proposte di incriminazioni di natura penale per i residenti illegali presenti all'interno degli Stati Uniti. Ci sarebbe da chiedersi come mai mentre in Italia definiscono pazzo chi vuole giustamente concedere la cittadinanza a chi nasce sul suolo italiano, negli USA non solo la concedono, ma addirittura stanno per legalizzare milioni - dicasi milioni - di clandestini (Che lavorano, eh, ché qui quando si dice clandestini pensano subito ai criminali). Ma non erano gli USA l'esempio supremo da seguire in tutto o li si segue solo quando vanno in guerra per creare nuove fucine di terroristi e fare il maquillage al regime dei Talebani? Un buon segnale in Italia però c'è, oltre l'aria di sinistra che si comincia a respirare in giro per il paese: il cattolicesimo sociale italiano non potra' mai salire sull'Occidente Express. E' quanto affermano le Associazioni cristiane dei lavoratori italiani, impegnate oggi a Torino nel secondo laboratorio nazionale di cultura politica intitolato ''I cattolici e il futuro del Paese''. Facendo riferimento al ''Manifesto per l'Occidente'' promosso dal presidente Pera e all'iniziativa dell'Occidente Express, il treno che partira' domenica in cerca di supporter e sostenitori, il presidente nazionale delle Acli Andrea Olivero ha dichiarato: ''Lasceremo altri partire su quel treno, noi non ci saliremo''.