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lunedì 27 marzo 2006

Speranze di un immigrato di sinistra

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Spesso e volentieri, alcuni commentano la campagna "Adotta il voto di un immigrato" in questo modo: "Più che altro sarebbe utile argomentare di più sul perchè gli immigrati e le immigrate si troverebbero meglio sotto l'Unione. Ma la questione è delicata visto che i CPT li ha inaugurati il centro sinistra, remember?". Ovviamente nessuno si è scordato che i CPT sono stati istituiti dalla legge Turco-Napolitano, e nessuno - tanto meno il sottoscritto, ritratto nella foto sopra riportata proprio con l'On. Turco - si aspetta che vengano aboliti o chiusi. So benissimo che ci sono obblighi europei circa i controlli da effettuare sulle frontiere UE e so altrettanto bene che è impensabile lasciare persone non identificate e entrate illegalmente scorazzare libere per il paese. E, oltrettutto - per essere ancor più realista e concreto - so che c'è un gigantesco giro di affari legato alla questione che renderà semplicemente inconcepibile la loro abolizione. Il problema dei CPT è sicuramente un problema importante: io stesso ho denunciato queste strutture non tanto per il fatto che esse "esistano" quanto per le modalità con cui vengono "gestite", il che è molto diverso. Assieme a tanti altri, e ben prima della famosa inchiesta dell'Espresso, ho denunciato non tanto l'istituto in sé quanto gli abusi, le violazioni, i trattamenti disumani e la corruzione che vi dilagava. Chi dice che la Sinistra vorrebbe chiudere i CPT - che essa stessa ha istituito e che ancora nel corso di questa campagna elettorale dice tranquillamente ed onestamente di voler mantenere - o che gli immigrati regolari si aspettino che lo faccia, è palesemente in malafede e si appresta solo a dichiarare in futuro che la sinistra ci "ha deluso" su questo tema, il che è falso.

Ciò che invece si chiede davvero alla sinistra è che vengano costruite strutture adeguate, e non gabbie e container degni dei criminali - veri - che invece stanno fuori. Che queste strutture vengano affidate a enti capaci, a persone volenterose e oneste che considerino questi immigrati persone, spesso e volentieri disperate e bisognose di assistenza, e non bestiame privo di diritti. Che queste strutture siano aperte e accessibili, in qualsiasi momento, alle commissioni europee, ai volontari delle organizzazioni umanitarie, agli avvocati e ai giornalisti. Che vengano selezionati i profughi e i rifugiati richiedenti asilo, le donne e i bambini, le persone che potrebbero essere socialmente utili e che gli altri - quelli sospetti, per esempio - vengano rimpatriati nei loro paesi di origine e non nei campi di concentramento indegni di qualche paese nord africano o lasciati liberi di girare per l'Italia con un biglietto del treno e un foglio di via che ovviamente non rispetteranno (oltrettutto dopo controlli sull'identità evidentemente laschi, l'inchiesta dell'Espresso Docet). Tutto qua, niente di più. Se la Sinistra non porterà avanti queste migliorie, non trasformerà questi centri in ciò che dovrebbero effettivamente essere, ovvero in centri di "accoglienza" dove i disperati sono in attesa di essere aiutati e magari - perché no? - eventualmente integrati, allora sì, potremmo dire che ci ha deluso.

Sull'altro fronte, invece, quello dei regolari, ci si aspetta una riforma totale del sistema delle quote (nel senso che devono essere sicuramente riviste le modalità con cui viene fissato il numero e le competenze degli stranieri richiesti), delle modalità e dei criteri con cui vengono presentate e accettate le domande (sia in Italia che all'estero), delle modalità e delle durate con cui vengono rilasciati i vari tipi di permessi e carte di soggiorno nonché i ricongiungimenti familiari, e una riforma sul diritto di voto alle amministrative e soprattutto della legge sulla cittadinanza. E, perché no, magari un sterzata politica, culturale e mediatica che abbassi i toni dell'isteria collettiva che è stata alimentata irresponsabilmente in questi anni, specie nei confronti della minoranza musulmana. Sono cose che, come ho già detto in passato, prima o poi avverranno. Lo saranno di certo più velocemente con la sinistra che le ha promesse: ne va della sua credibilità agli occhi degli elettori italiani ma anche, in un futuro non tanto lontano, degli elettori stranieri naturalizzati o a cui verrà riconosciuto comunque il diritto di voto. Dal momento che è stata la Sinistra ad impegnarsi a difendere i diritti degli immigrati in questi anni, a denunciare gli abusi e le violazioni, sono assai fiducioso che proseguirà questo stesso cammino, anche una volta al governo. Ma... attenzione: non è nemmeno detto che se vincesse la destra queste riforme in materia di immigrazione non verrebbero mai prese in considerazione. Lasciamo da parte la sua propaganda elettorale attuale, non certo brillante in materia di integrazione, e che serve evidentemente a mobilitare e ad affabulare un elettorato chiaramente inconscio. Guardiamo i fatti: i fatti dicono che fra qualche anno la popolazione immigrata potrebbe rappresentare il 10% della popolazione italiana. I fatti dicono che gran parte dei "nuovi posti di lavoro" di cui ci si vanta sono soprattutto regolarizzazioni di cittadini stranieri. I fatti dicono che i consumi sono aumentati grazie agli stranieri, e lo stesso vale per le entrate dell'erario. I fatti dicono che è stato registrato un rapido incremento dei titolari stranieri di imprese localizzate in Italia, che ha segnato un +24% tra il 2002 e il 2005, superando le 185mila unità. Se le cifre non sono un'opinione (e non lo sono), questo significa che qualunque sia il tipo di governo che verrà, esso dovrà prendere delle misure atte ad integrare pienamente questa parte sempre più consistente ed influente demograficamente e soprattutto economicamente sulla società: ne va della stabilità demografica del paese e della sopravvivenza del sistema pensionistico, ne va anche dei vantaggi elettorali che ne potrebbero derivare ai vari partiti, di sinistra o di destra (l'immigrato pazzo che la vota non glielo toglie nessuno), di ragioni ce n'è quindi una miriade affinché chi governerà l'Italia in futuro sia costretto a riformare tutto. Magari non il primo anno, non il secondo, non il terzo. Ma il quarto forse sì (il quinto no, che è prima delle elezioni, al massimo si rinvia tutto alla legislazione successiva). E' comunque una questione di tempo.

Ricordiamoci il famoso episodio del Fondaco dei Turchi: appena qualche anno dopo la battaglia di Lepanto, il Doge e il Senato veneziano - in nome degli alti interessi economici e diplomatici - trasformano l'Osteria dell'Angelo in una residenza per i commercianti turchi, poi la allargano, promulgando addirittura leggi che prevedono l'esilio e le galere per chi li offende con atti o con parole, oltrettutto andando contro l'opinione pubblica e le numerose petizioni fatte recapitare alle autorità. Non era di certo né un Doge comunista, né un senato di sinistra e i tempi erano molto meno politically correct di oggi. Chi vota quindi oggi Destra, fiducioso in una politica repressiva in materia di immigrazione, come vanno dicendo in giro i leader di quella coalizione oggi, è un incosciente che rischia di rimanere fortemente deluso negli anni a venire. Sono profondamente convinto che sarà la stessa Destra ad indorare una pillola indigesta e a fare passare comunque delle riforme inevitabili e al contempo inconcepibili per l'elettorato populista della stessa. L'esempio della Consulta islamica è senz'altro uno degli esempi lampanti di questo trend: è sotto gli occhi di tutti che perfino la parte etichettata come "moderata" di quella consulta chiede corsi di teologia islamica nelle università italiane, un numero maggiore di studenti islamici che studino in Italia, ecc ecc ecc. E' Fini a parlare di diritto di voto agli immigrati e Follini a parlare di un'ora di Corano a scuola. E' la stessa destra e il presidente del Consiglio, amico intimo di Erdogan, ad appoggiare l'ingresso della Turchia - con la sua popolazione musulmana, of course - nell'Unione Europea. Sono quindi gli immigrati ad essere comunque fiduciosi, e ad attendere con pazienza - e, a seconda dell'esito, rassegnazione - il risultato di queste elezioni. Voglio comunque concludere dicendo che, nonostante tutto l'ardore dimostrato nell'appoggiare la Sinistra italiana, in cui credo, in cui crederò ancora a lungo, e a cui appartengo (e non solo per motivi legati all'immigrazione ma per una questione di mentalità e di cultura) è importante che chi mi legge ora sappia che non andrò di certo all'estero se vincesse la destra. Tanto all'estero ci sono già. ça va sans dire che sono comunque assai fiducioso nella vittoria della Sinistra :)