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sabato 29 aprile 2006

Ce l'abbiamo fatta!

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La Padania non riesce ancora a capacitarsi della vittoria della Sinistra
"La vostra invasione è già cominciata: come dice la sunna di Maometto: "L'islam arriverà a Roma" Sostieni dunque la sinistra. A TE NON TE NE FOTTE UN CAZZO DELL'ITALIA. L'ISLAM NON LO VOGLIAMO MENTRE VOI VOLETE L'ITALIA E NON RACCONTARE PALLE CARO IL MIO BLOGGER, QUESTA E' LA VOSTRA STRATEGIA. SE RIMANESTE A CASA VOSTRA VI STIMEREI COME UN POPOLO SALDO E CONCRETO, INVECE SIETE COME I ROMANI E COME TUTTI I BARBARI DEL PASSATO: DEI CONQUISTATORI. Tu sei in Italia perché lo dice Maometto. Scommetto che ti pagano per fare il moderato. A me non mi freghi. Sia Morte a te".
Quanto sopra riportato è uno degli ultimi comunicati che ho ricevuto da parte di un tale che si firma "Invaso" ma che a me sembra piuttosto un invasato. Nonostante il delirio evidente dai contenuti, non credo sia l'unico a pensarla così: gli anni scorsi hanno abituato purtroppo la gente ad accusare chiunque, anche il più moderato dei moderati, di essere un "Taqieggiante", ovvero uno che pratica la cosiddetta arte della "Taqiyaa" (dissimulazione), esattamente come - nei Protocolli dei Savi di Sion e nella propaganda nazista - si accusavano impunemente gli ebrei di essere tetri cospiratori che dissimulano propositi di conquista e sogni di potere, finanziati da non si sa quali lobby interessate. Ebbene, al di là del fatto che non sono in Italia perché lo dice Maometto - morto più di 1400 anni fa - mi preme illustrare un po' meglio perché ho sostenuto e continuerò a sostenere la Sinistra. Nel 2001, sono stato un testimone passivo della vittoria della coalizione di Centro Destra, ma sono bastati pochi mesi per non avere più dubbi: le mie simpatie erano tutte a Sinistra e non c'era bisogno di scomodare Maometto per comprenderlo. Negli anni universitari, ho avuto l'onere e l'onore di rappresentare migliaia di studenti negli organi di governo del mio ateneo, di intraprendere una battaglia per abolire la clausola relativa alla cittadinanza nei regolamenti elettorali universitari, di contribuire alla fondazione di una lista di Sinistra che per la prima volta dopo decenni si è presentata all'elettorato studentesco per aggiudicarsi la vittoria, di lavorare per l'accoglienza degli studenti stranieri portando avanti iniziative culturali tese a rinforzare l'integrazione e la multietnicità, sognando un governo di Sinistra. Tutto questo con il Corano e la sunna di Maometto c'entrava come i cavoli a merenda: la mia non era una vocazione "religiosa", bensì un impegno civile avente come scopo quello di costruire una società coesa e produttiva, al di là di ogni distinzione razziale o religiosa. Poi mi sono tesserato con i DS, ho votato alle primarie, e da buon coglione ho versato persino un contributo per farlo, pur sapendo di non poter nemmeno votare realmente alle politiche. Ho fatto propaganda con ogni singolo conoscente per convincerlo a votare Unione sulla scia della campagna "Adotta il voto di un immigrato" lanciata dal sottoscritto sul Manifesto e da queste pagine, e ho pregato ogni singolo istante, dal 7 al 20 aprile, per la Sinistra. Oggi quindi, cinque anni dopo, posso dire con orgoglio di aver contribuito, assieme a tantissimi altri cittadini - italiani e non - a questa Vittoria. Ebbene si: una Vittoria con la V maiuscola. A differenza di quanto hanno sostenuto e si sostiene ancora in questi giorni e in queste ore, per il sottoscritto la vittoria "risicata" del Centro Sinistra ha tutto il sapore di una beffa del destino, di una punizione per chi, nell'elettorato di Destra, si è illuso di poter indugiare nella tortura politico-mediatica e nello sfruttamento degli immigrati per i prossimi cinque anni. E più vedo titoloni isterici, messaggi strampalati nella mia casella, più mi compiacio pensando alla reazione di costoro, che - dopo cinque anni di insulti e attacchi - vedono oggi un parlamento fatto, se non addirittura presieduto, da quelle persone che più hanno odiato e denigrato.

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Una vittoria resa ancora più gustosa dal fatto che è stata proprio una legge della Destra, quella del voto degli italiani all'estero - un altro tipo di "immigrati", guarda caso - a determinare l'esito delle elezioni. Ne approffitto per ringraziare tutti i miei lettori italiani residenti in Africa e in America Latina e in altre parti del mondo. Quanto è successo è un elemento di non poco conto: innanzittutto conferma le tendenze politiche di chi vive o è vissuto per lungo tempo fuori dall'Italia, tendenze da curare con amore come una pianta destinata a crescere ancora e ancora. Cosa pensava la Destra? Che un' italiana sposata con uno straniero, con un "meticcio" che ostenta un cognome del tipo "Mahmud Abdul Salam Islam" per figlio voti chi demonizza ogni giorno gli immigrati, le loro origini e la cultura da cui provengono? O forse pensavano che gli immigrati residenti in Italia una volta tornati in Patria per vacanza o per lavoro andavano dai loro conoscenti italiani o di origine italiana per cantare le lodi del governo del Centro Destra? O che gli italiani all'estero, le loro attività imprenditoriali e i loro rapporti sociali non siano rimasti pregiudicati dalle innumerevoli, brillanti battute in materia di immigrazione e politica estera? Ma c'è anche un altro elemento degno di nota: il fatto che i voti degli italiani in Italia si siano equamente divisi fra le due coalizioni, e che siano state alcune migliaia di voti dall'estero a far la differenza, dimostra che c'è bisogno di immettere sangue nuovo nel corpo elettorale italiano, per garantire maggioranze nette e governi con ampi raggi di manovra. Questo sangue non potrà che provenire da quei tre milioni di immigrati in attesa del diritto di voto, e credo che anche la Destra sia riuscita a capirlo stavolta. È arrivata quindi l'occasione magica per permettere ad una delle due coalizioni di poter governare ancora in futuro: concedere il diritto di voto agli immigrati, favorendo nel contempo la loro piena integrazione. Invito chi di dovere, soprattutto a Sinistra, a stare ben attento e a non concedere questo voto senza una politica intelligente che assicuri questi voti all'Unione e a nessun altro, non sia mai che una legge approvata dall'Unione ne determini una futura sconfitta, come è successo stavolta con la Destra.

Sbaglia chi crede che la Sinistra non durerà. Molti esponenti della Destra hanno giustamente capito finalmente che il loro lodevole precedente di 5 anni di mandato stabile, accompagnato dalla feroce propaganda tesa a dipingere una maggioranza divisa su tutto e in procinto di cadere prima ancora di nascere non farà che spingere i vari leader della Sinistra italiana a cercare ogni tipo di compromesso politico e di rinuncia diplomatica per durare e le ultime votazioni al Senato e alla Camera ce lo dimostrano. Ne va della propria reputazione, delle cariche ricoperte e quindi dell'esito delle prossime campagne elettorali. L'elettorato di sinistra, che stavolta è andato – non nascondiamocelo – a votare a malavoglia non perdonerà mai alla propria leadership un' eventuale bagarre che porti alla caduta prematura del governo. E non perdonerà loro nemmeno qualsiasi deroga o mancanza nelle riforme proposte e sottoscritte nel programma. Oggi, piaccia o meno, la Destra non conta più niente politicamente, tranne quello che riuscirà ad ottenere nel suk delle poltrone fra commissioni e altro, e nonostante quel circa 50% di voti ottenuti, non avrà più voce in capitolo, non avrà ministri o sottosegretari, non potrà dettare leggi o cambiamenti di rotta. Al massimo potrà strillare a voce ancora più alta, sbandierare pericoli e denunciare fallimenti, anche in materia di immigrazione ed accusare tutta l'opposizione di essere divisa fra Taqieggianti e collaborazionisti. Proprio per questo motivo non bisogna abbassare la guardia, e illudersi che il peggio è passato. Questo invito per stare all'erta vale anche per la stessa Sinistra, infiltrata da quelle che in passato ho definito "Colombe di Troia", quella Sinistra che si distingue dalla Destra per il fatto che non dice che "I negri puzzano" ma, più diplomaticamente, che "hanno un odore leggermente sconcertante".
Questo - e non gli anni precedenti - è il momento di tirare fuori gli artigli per difendersi contro una propaganda che, se non aumenta, procederà sott'acqua. Dobbiamo essere consapevoli di essere azionisti del prossimo governo, essendo stati – in un modo o nell'altro – compartecipi della sua elezione. Ed è proprio in quanto tali che è nostro sacrosanto diritto e dovere vigilare sulle sue azioni. Non so se questo governo durerà cinque anni, due anni, o sei mesi, anche se penso che ce la farà a durare a lungo. Ma so di certo una cosa: per quel periodo che sarà in carica non ci sarà tempo da perdere, si dovranno fare pressioni per ottenere le riforme più importanti ed attuarle subito. La fortuna degli immigrati, che finora sono rimasti in secondo piano, sarà nel riuscire a formare in questo periodo propizio strutture in grado di condizionare il corso degli eventi, e nel riuscire ad inserirsi nel meccanismo politico e sociale del paese per far sentire la propria voce e le proprie esigenze ed essere di conseguenza accontentati. Oggi gli immigrati, per la prima volta nella storia della repubblica italiana, possono contare su ben due deputati stranieri (e musulmani) e vantare per esempio cio' che un comunicato stampa del movimento Polo Tecnico, alleato a Italia dei Valori afferma, ovvero che "Dopo una attenta valutazione del voto delle scorse elezioni politiche, soprattutto in merito al contributo dei "nuovi italiani" ( immigrati extracomunitari ) e al buon risultato elettorale dell' Italia dei Valori di Antonio Di Pietro, si è riscontrato, in maniera inequivocabile, che l'elezione al Senato della Repubblica di Franca Rame, nella Regione Piemonte, è stata possibile grazie al voto della grande comunità marocchina di 2na generazione e dei musulmani italiani, a sostegno dei propri candidati Lala Maarouf, Hassan Hanafi e Ahmad Gianpiero Vincenzo (mentre nella sua Lombardia, Franca Rame porta a casa un modesto 2,55 % che non gli consentirebbe l'elezione al Senato)". Sono sicuro che coloro che sono stati denigrati nel corso di questa campagna elettorale, descritti come "politicanti per mestiere" non ci deluderanno e sapranno farsi valere usando ogni sorta di mezzo e di trucco dell'arte parlamentare per aggirare i tranelli della Destra in agguato, e far passare le riforme invocate, in particolare quelle relative alla cittadinanza e all'immigrazione, che – ricordiamolo ancora una volta – sono state sottoscritte da tutti i partiti dell'Unione nel programma, il che ci fa ben sperare. Leader della Sinistra, sorprendeteci, e con noi sorprendete l'elettorato della Destra! Non è tempo di "mozzare le mani tese che ci avrebbero strangolato se avessero vinto" come chiede Norberto Lenzi sul blog di Beppe Grillo. L'Italia, per fortuna, non è l'Arabia Saudita. È tempo di organizzarci la felicità, e - ve lo assicuro - sarà proprio questa la loro disperazione.