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domenica 30 aprile 2006

Figli di un Dio minore

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Nella notte tra domenica e lunedi' 24 aprile, ignoti hanno tracciato scritte razziste, svastiche e croci celtiche con lo spray nero imbrattando l'esterno dell'appartamento in cui i musulmani residenti a Civitanova hanno ricavato il luogo di culto. La moschea (sezione distaccata del Centro di cultura islamica del Piceno che si trova a Campiglione di Fermo) si trova al primo piano di un condominio di corso Dalmazia, e vi si ritrovano, soprattutto per la preghiera del venerdi', circa 150 musulmani. Sui muri lungo la rampa delle scale, sulla vetrina e sulla cassetta della posta sono state scritte frasi come ''Ne(g)ri raus!'', 'Sos, via gli stranieri!', 'Sos, difensori della razza' e 'Skins' (questa parola e' stata vergata in un angolo a mo' di firma). Solo ieri, e cioè ben cinque giorni dopo il fatto, il sindaco di Civitanova Marche Erminio Marinelli ha espresso la sua solidarieta' alla comunita' islamica per l'episodio. "La comunita' civitanovese, laboriosa e profondamente democratica, ha dato prova nel tempo - scrive il sindaco - di indiscutibile capacita' di accoglienza che ha permesso l'integrazione di numerosi immigrati, improntata al rispetto culturale e religioso, alla comprensione, affermando valori che sono alla base della serena convivenza sociale, della solidarieta', della tolleranza. Gli sgradevoli fatti avvenuti sono pertanto da circoscrivere nell'ambito di comportamenti che si qualificano da soli e che sono completamente estranei alla coscienza morale, culturale e civile dei civitanovesi. Severa condanna, pertanto, dei comportamenti razzisti, mentre come primo cittadino esprimo piena e convinta solidarieta' alla comunita' musulmana''. Quest'ultima, a sua volta, ribadisce che ''nella sua maggioranza la comunita' e' composta da lavoratori e padri di famiglia che hanno saputo costruire coi civitanovesi un rapporto improntato al rispetto e alla reciproca comprensione'' per cui l'episodio e' da attribuire a ''individui isolati, lontani dal comune sentire''. Ma non ci è dato ancora sapere perché il coro di voci indignate, offese e ferite che di solito si leva dal mondo politico in queste occasioni non si è fatto sentire.