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sabato 22 aprile 2006

Imprenditori d'importazione

Marco Wong è un caro amico virtuale e un lettore di questo blog. "La contraddizione del proprio status di straniero nel proprio paese natale marca la sua formazione e le sue ambizioni, ed il suo sogno di bambino diventa quello di realizzare un giorno infrastrutture in giro per il mondo e nel luogo di origine". Il paese natale di cui purtroppo parla, per chi non l'avesse ancora capito, è ovviamente l'Italia. Laureato in telecomunicazioni al Politecnico di Milano, è riuscito pero' a realizzare il suo sogno: dopo un curriculum professionale di tutto rispetto, dal 2004 è Vice President della filiale italiana di Huawei Technologies, il più importante player delle telecomunicazioni cinese fondato nel 1988 e uno dei maggiori costruttori di apparecchiature di telecomunicazioni mondiali. Ora ha deciso di lanciarsi in una nuova avventura: è candidato della Margherita a Roma, ed è superfluo sottolineare che da queste pagine lo si raccomanda vivamente a chi abita da quelle parti. Basta infatti un'occhiata al suo sito personale, dove si puo' leggere la nota con cui annuncia questo suo nuovo impegno per sincerarsene: "Arrivano i momenti in cui si presentano delle opportunità, e nel mio caso sto prendendo l'opportunità di dare il mio contributo alla città in cui vivo, Roma. Il fenomeno dell'immigrazione in Italia è destinato ad essere sempre più rilevante, ed è quindi importante cercare di valorizzare il potenziale che ogni immigrato porta con sè. Questo è ancora più valido nel primo municipio di Roma, dove sorgono molte attività imprenditoriali dei nuovi cittadini della capitale italiana, ed è per questo motivo che ho valutato la proposta di impegnarmi personalmente con la Margherita nelle prossime elezioni amministrative a Roma, facendo tesoro delle mie esperienze di vita e cercando quindi di essere un ponte tra le diverse culture che hanno scelto di venire a vivere in questa bellissima città". Ma il motivo per cui vi presento Marco non è tanto la sua candidatura quanto la denuncia che mi ha mandato ieri via mail, e che vi propongo di seguito. Ci auguriamo che il governo Prodi, che ha fatto della trasformazione dell'Italia in una piattaforma per la ricezione e lo smistamento dei beni provenienti dall'Asia uno dei capisaldi del proprio programma economico, prenda provvedimenti in merito al piu' presto.

Caro Sherif,

ho dato ieri un'occhiata ad una nota agli operatori da parte della dogana di Genova nella quale si dà disposizione discriminatoria nei confronti di aziende di proprietà di cinesi ed africani. Citando "A partire dalle bollette accettate in data 18 aprile 2006, tutti i contenitori relativi a dichiarazioni doganali d’importazione/transito selezionate come VM, riguardanti merci di origine provenienza asiatica/africana e destinate ad importatore cinese/africano, saranno verificati, indipendentemente dal numero dei singoli del DAU, a magazzino. "(Nota: VM: Verifica del Materiale, DAU: Documento Amministrativo Unico". Già definire un importatore cinese o africano è discriminatorio, una azienda registrata in Italia non dovrebbe essere classificata secondo la nazionalità dei suoi proprietari. Ma definire pure una procedura diversa senz'altro criterio che la nazionalità dei suoi proprietari è ancora peggio. E' veramente triste vedere che un'organizzazione statale che ritiene opportuno avviare procedure discriminatorie nei confronti di operatori commerciali a seconda della loro razza. Ho postato l'argomento sul mio blog e su altri forum, credo che valga la pena dare a questo email maggior risalto possibile.
Un saluto,
Marco Wong