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giovedì 27 aprile 2006

La Consulta è morta, viva la Consulta!

Un minuto di silenzio in memoria delle vittime degli attentati di Dahab in Egitto. E' iniziata cosi' la terza riunione della Consulta islamica riunita ieri al Viminale e presieduta dal Ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu che si è congedato dalla sua 'creatura'. Un incontro, quello con alcune realta' dell'Islam italiano, che ha voluto anche ribadire la ''dura condanna di ogni forma di terrorismo e di violenza politica''. ''Consapevole delle pressioni esterne e dei tentativi di divisione a cui e' esposta, la Consulta - riferisce una nota diffusa al termine della riunione dallo stesso Viminale - ha confermato il suo impegno a lavorare per la costruzione di un Islam italiano unitario e pluralista, fondato sui valori religiosi e culturali, ma anche sulla piena accettazione degli ordinamenti politici e delle leggi italiane''. In questa direzione e' stato, quindi deciso, di studiare ''regole appropriate per l'organizzazione e lo svolgimento degli stessi lavori della Consulta''. La Consulta, nella seduta di ieri, ha poi deciso di dedicare specifiche riunioni ''all'approfondimento dei principali problemi del dialogo interreligioso e dell'integrazione'' concentrado il suo lavoro su temi specifici quali la scuola, la casa, il lavoro, ma anche la cittadinanza, la famiglia e la formazione degli Imam. "La speranza comune e' che la Consulta per l'Islam italiano continui ad esistere anche con il nuovo governo. Facendo pero' di piu' di quanto ha potuto fare sino ad oggi, ovvero poco o niente". L'ex ambasciatore Mario Scialoja, direttore della sezione italiana della Lega mondiale musulmana, uno dei sedici componenti dell'organismo voluto da Giuseppe Pisanu, ringrazia una volta di piu' il ministro dell'Interno "per la lungimiranza" della sua intuizione ma ribadisce l'auspicio che in un futuro, anche prossimo, ci siano i margini per lavorare tutti assieme ad "obiettivi concreti". "Sappiamo bene - ammette Scialoja - di far parte di un organismo consultivo, non rappresentativo, e che quello di noi membri deve essere per lo piu' un contributo di idee, di proposte, di suggerimenti, ma siamo convinti che ci sia lo spazio per fare di piu'. Lo stesso Pisanu oggi ci ha spiegato che la segreteria tecnica, integrata da una funzionaria del Viminale, pianifichera' i lavori dedicando riunioni ad hoc all'approfondimento dei principali problemi del dialogo interreligioso e dell'integrazione". Sette i temi guida , ribaditi nella terza seduta: scuola ("ma l'argomento dell'ora di insegnamento della religione islamica non e' stato nemmeno sfiorato"), casa, lavoro, cittadinanza, famiglia, formazione degli Imam e informazione. "Dopo le polemiche seguite all'ultima riunione - conclude Scialoja - il ministro ci ha anche invitato ad evitare contrapposizioni e contrasti, nel segno di una maggiore collaborazione reciproca: ciascuno ha diritto ad esprimere le proprie idee e i propri orientamenti, ha sottolineato, ma sempre in un quadro di pluralismo e di dialogo costruttivo".