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mercoledì 5 aprile 2006

Tasche e tasse di Dignità

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Quando alcuni giorni orsono il Ministro Tremonti ha fatto sapere che secondo lui non si diventava cittadini italiani nascendo sul territorio italiano, bensì "imparando la lingua, lavorando e pagando le tasse", si è levato - specie tra i quasi 700 commenti che il post "Neonati eversivi" ha raccolto tra questo blog e Liberoblog dove è stato ripreso - un coro di "Siìììììì, ha ragione, non si diventa cittadini così, gli immigrati devono prima pagare le tasse, e per molti anni". Lorsignori probabilmente - anzi, ne sono sicuro - non sanno che per oltre 850 anni (dicasi otto secoli e mezzo) gli "immigrati" europei, inclusi quelli italiani, in Medio Oriente le tasse non le pagavano affatto. Man mano che l'Occidente diventava più forte militarmente, le cosiddette "capitolazioni" - decreti con cui i Sultani, in segno di benevolenza e generosità - freggiavano i cittadini occidentali per favorire gli scambi commerciali, sono state estese e generalizzate fino a far sì che nessun commerciante europeo pagasse le tasse al governo ottomano o fosse soggetto alle sue Leggi, pur vivendo e lavorando sui suoi territori. Fino al 1948, e cioè appena cinquantotto anni fa, oltre le dovute garanzie di ampia libertà, commercio e professione di fede, erano garantiti anche questi "diritti" agli immigrati italiani in Egitto: Erano esenti dalle imposte, salvo le tasse doganali. Il loro domicilio era inviolabile dalle autorità egiziane. Tutto quanto concerneva i loro beni e le loro persone era intoccabile. Erano ritenuti come se risiedessero nel loro Paese di origine. Non solo: erano sottomessi alla giurisdizione dei propri Consoli per quanto riguardava le contestazioni civili fra italiani e, in materia penale, cioè in caso di grave delitto, venivano addirittura giudicati dalla Corte d'Assise di Ancona (e così in paese straniero giudicavano Tribunali italiani.....). Nessuna legge egiziana poteva essere applicata agli italiani se prima non veniva ratificata dal governo italiano. Sarà solo dopo la riforma emanata dal Khedive Ibrahim (1789 - 1848) e la creazione dei Tribunali Misti, che le contestazioni civili tra italiani ed egiziani verranno sottomesse alla giurisdizione di questi tribunali, che - in realtà - erano tutt'altro che egiziani. Giuseppe Ungaretti, il 6 agosto del 1931, scrive infatti: "L'italiano era, ed è ancora, una delle quattro lingue ufficiali dei Tribunali misti: italiano, francese, inglese e arabo. Ma, sebbene italiani siano gli avvocati principi di qui, sebbene la cancelleria sia stata organizzata da Italiani, e funzioni ancora in gran parte per merito di Italiani, sebbene al compianto presidente della Corte d'appello mista, Moriondo, la giurisprudenza di questi tribunali sia debitrice delle sue basi, sebbene al consigliere di Corte d'appello mista, Messina, l'Egitto dovrà il primo trattato di diritto misto, ormai nelle cause è in uso unicamente il francese" [Giuseppe Ungaretti, Il Deserto, Quaderno egiziano 1931, Il Cairo, ed. Mondatori 1996].
Per questo mi viene da sorridere quando si ciancia della Civiltà Superiore del Benessere. Perché la cosiddetta Civiltà Superiore del Benessere, è - dati storici in mano - la Civiltà della Rapina Organizzata, e pazienza se oggi non si può dire perché si verrebbe accusati di essere "Contro l'Occidente". I vantaggi estesi delle capitolazioni non erano più gentili concessioni delle autorità locali ma furono imposti con le cannoniere al largo. Una vera e propria estorsione militare, quindi. E in un'epoca in cui il commercio rappresentava la principale attività economica (si può dire che i commercianti erano gli imprenditori dell'epoca) l'esenzione dalle tasse significava, di fatto, l'arricchimento dell'Occidente a spese dell'Oriente. Molti dei beni che l'Occidente ha smesso di importare cominciando addirittura a commercializzarli in Oriente erano frutto del lavoro non degli europei ma degli schiavi nelle colonie europee. Fino all'ultimo quarto del XVII secolo, il caffé figurava tra i più importanti prodotti di esportazione del Medio Oriente in Europa. Ma già nel secondo decennio del XVIII secolo la situazione era mutata: gli Olandesi lo coltivano a Giava e i Francesi nelle colonie delle Indie Occidentali. Lo zucchero, che era prima raffinato in India e Iran per essere poi portato in Europa dall'Egitto, comincia ad essere coltivato dalle potenze europee nelle Indie Occidentali. Altro prodotto che non cresceva di certo in Inghilterra era il tabacco. Sicché alla fine del XVIII secolo quando un turco o un arabo beveva un caffé, prima di fumare il narghilè, sia il caffé che lo zucchero, per non parlare del tabacco erano importati dalle colonie dell'America centrale. Ma questo è successo non per particolari meriti della Civiltà Superiore del Benessere: gli europei all'epoca non avevano di certo inventato un metodo per piantare il caffé o il tabacco sotto la Torre di Londra: erano semplicemente andati a farselo coltivare, con la forza delle armi, da altri e nei paesi di altri, per poi venderlo - senza pagare tasse e spesso imponendo il prezzo - nei paesi di altri ancora, meglio se sono quelli che l'hanno prodotto in origine. Come sono solito dire, l'unica faccia di superiorità che l'Occidente ha saputo mostrare fino al 1900 (e non solo) era quella delle armi: i cannoni francesi contro le spade mamelucche, gli archibugi spagnoli contro le frecce dei Maya, la polvere da sparo contro le lancie dei Bantù. Ed è grazie a questa superiorità - esclusivamente militare - che l'Occidente è riuscito a costruire la base di quella ricchezza di cui oggi si vanta. Certo, oggi l'Occidente è all'avanguardia nella scienza, nella tecnologia, nelle scoperte. Ma secondo voi da dove venivano i soldi che hanno creato quel benessere di cui ci si vanta oggi e che ha permesso di finanziare tutto ciò, dal nulla? O dal duro lavoro della Civiltà Superiore del Benessere? Come mai i paesi più poveri oggi coincidono proprio con quelli che sono stati colonizzati dalle potenze europee alcuni anni orsono? E smettiamola con la balla della colonizzazione che ha anche "lasciato qualcosa alle popolazioni locali", che l'unica cosa che ha lasciato erano i ponti e le strade necessarie per lo spostamento dei blindati, dei cannoni e delle materie prime saccheggiate.
Detto ciò, di certo non mi sogno di pretendere l'esenzione degli extracomunitari dal pagamento delle tasse. Ci mancherebbe altro, noi extracomunitari siamo di certo persone civili e con il senso del dovere. Ma mi auguro, quanto meno, che prima che qualcuno apra bocca per cianciare della Civiltà Superiore del Benessere, se la sciaqui bene con qualche lezione di storia per sapere da dove viene, tutto quel benessere. E che rispetti quell'eredità trattando con la dovuta dignità chi viene oggi a lavorare in Occidente così come, fino agli anni cinquanta circa, migliaia di europei emigrarono in Oriente quando questi era la manna, dove venivano trattati più che bene. E che ricordi anche che per i prossimi otto secoli e mezzo, l'Occidente dovrebbe essere quanto meno moralmente debitore nei confronti dell'Oriente sfruttato dal Colonialismo, di cui alcuni vorrebbero cancellare il ricordo, se non addirittura rivalutarlo. Detto questo, e visto che stiamo parlando di tasse, affrontiamo pure quest'altro argomento. La campagna della Destra è stata costruita non su quello che ha fatto, non su quello che non ha fatto, non su quello che farà, ma su quello che propongono i suoi avversari. Bene, benissimo. E fra queste, la questione tasse. Nel teatrino della politica che si è svolto in questi giorni, si è detto di tutto e di più, che persino io - di sinistra, e convinto - ho cominciato a chiedermi se non fosse vero quello che dice il Presidente Berlusconi su un possibile aumento delle tasse da parte della Sinistra, e se non fosse più conveniente - dal punto di vista economico - per i cittadini italiani (io non posso votare) tifare per chi promette l'abolizione dell'ICI. Perché sapete, le tasse le pagano anche gli extracomunitari, e - stando alle statistiche - molti di loro comprano pure casa. Ammetto quindi che l'esito di questa campagna, alla luce di questa strategia, è quanto mai incerto. Anche se mi sembrano molto più realistiche le proposte della Sinistra: al di là delle promesse di non toccare il ceto medio fatte da Prodi, credo che sia giusto tassare (e processare) i "furbetti" che volevano comprare mezzo paese in un colpo solo. Un paese senza tasse non può garantire certi servizi, e se una tassa viene abolita, la si recupera di certo da un'altra parte. Devo dire però che sono contento del fatto che sia la tematica "tasse" a tenere banco durante questa campagna elettorale. Intanto tutti si sono quasi dimenticati del pericolo "Islam": in queste settimane di campagna elettorale, la minoranza religiosa più tartassata mediaticamente in questo paese si è concessa una ben meritata vacanza, interrotta solo dal distrubante suono di chi vende paura nei comizi in giro per l'Italia. Ma sono contento anche per un altro motivo: così come altrove sono state le "tasche della libertà" a parlare, anche in Italia, come ebbi occasione di dire più volte, saranno le "tasche della dignità" a parlare per gli extracomunitari. E proprio in nome di questi interessi economici su cui si basa ogni campagna elettorale, inclusa l'attuale, verrà il giorno dove vedremo la Destra mendicare i voti degli extracomunitari. Quindi, ribadisco quanto detto prima su questo blog: destra o sinistra non fa differenza per un extracomunitario, che prima o poi saranno le cifre, i dati e gli interessi economici a parlare per la categoria. Ma ci tenevo a tifare a sinistra, e lo farò ancora fiducioso nella sua vittoria, semplicemente per essere coerente con la mia personalità e la mia cultura: da Rappresentante degli studenti di sinistra a collaboratore de Il Manifesto, era mio dovere schierarmi. Altri hanno scelto il silenzio o la presa di distanza bi-partisan, non sia mai che una certa parte vinca fregandoli. A me non importa, ogni popolo ha il governo che si merita e se l'esito di questa campagna premierà chi ha venduto i sogni più affascinanti, ben venga. E, se la volete sapere proprio tutta, se la Sinistra - con il rischio più che concreto di non rivedere mai più il governo di questo paese - decidesse di infrangere le promesse e spremere fiscalmente i cittadini, inclusi gli extracomunitari (cosa che non farà proprio per non giocarsi il suo futuro), da immigrato dico: ben venga. Il patriarca Michele Siriano alcuni secoli fa sosteneva che “Da quando Dio ha concesso il potere ai musulmani, nessuno dei re giusti che hanno governato ha calpestato la Legge di Dio, ma tutti l’hanno osservata. Col consenso divino, hanno imposto ai cristiani ogni genere di tributi e ogni possibile sottomissione materiale, ma non hanno mai preteso di avere autorità sulla fede”. Se Dio :) concederà il potere alla sinistra, ben venga ogni genere di tributi, di tasse e di gabelle e ogni possibile sottomissione materiale (immagino gli elettori di Destra mentre svengono, proprio leggendo questo passaggio, che accomuna la "Sinistra collaborazionista" all'Islam e all'aumento tasse), in cambio - non dell'autorità sulla fede, che sono laico - ma della nostra dignità come immigrati, che ancora non possono fregiarsi del titolo di coglioni.