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lunedì 3 aprile 2006

Testimonianza di fede

ADNKronos e Agi - Abdul Rahman appare piu' uno squilibrato che un fedele votato al martirio: a sostenerlo è "Der Spiegel", in un articolo che comparirà nell'edizione in edicola lunedi', in cui si riferiscono testimonianze sui problemi mentali di cui avrebbe sofferto l'uomo. Der Spiegel ha condotto un'ampia inchiesta dalla quale emerge che dubbi sulla sanita' mentale del cittadino afghano convertitosi al cristianesimo e ora ospite in Italia sono avanzati sia dal fratello residente a Stoccarda che dalle autorita' di Berlino che avevano accolto la sua domanda di asilo il 25 febbraio 2000. Dagli atti risulta che al funzionario che lo aveva interrogato, le dichiarazioni sulle persecuzioni subite da Rahman in Afghanistan erano apparse "infondate, contraddittorie e non credibili". Lo stesso funzionario aggiunse allora nel suo rapporto che l'uomo gli aveva dato "l'impressione di uno che sragiona". Anche il fratello del convertito, che vive dal 1993 nei pressi di Stoccarda, ha riferito al settimanale tedesco che "Abdul Rahman e' pazzo da anni" e ha aggiunto che gia' all'inizio degli anni '90 "soffriva di allucinazioni e affermava che qualcuno lo perseguitava e voleva ucciderlo". "Non si fidava di nessuno, nemmeno della sua famiglia", ha raccontato. Il fratello dell'apostata afghano ha raccontato che con Rahman "non c'e' mai stata una vita normale, poiche' c'era sempre da temere che desse fuori di testa". E nelle sue escandescenze avrebbe picchiato l'intera famiglia: il fratello, il padre, la moglie e le due figlie Maria e Mariam. Lo "Spiegel" ha scritto che quando Rahman fuggi' in Pakistan, nel 1991, subi' diverse crisi psichiche, a seguito delle quali venne ricoverato nel "Memorial Christian Hospital" di Sialkot, dove fu sottoposto ad un trattamento a base di "Haloperidol" e di un antidepressivo, l'amitriptylin. I medici dell'ospedale pakistano scrissero nella documentazione medica che Rahman era vittima di una "gelosia morbosa", che gli faceva immaginare che "la moglie lo tradisse con qualunque uomo incontrasse". Lo "Spiegel" scrive che dallo studio del dossier clinico di Rahman e dalla documentazione delle autorita' tedesche "emerge l'odissea di un uomo mentalmente molto malato, che da anni vaga per il mondo senza una meta". Per lo "Spiegel" "e' quasi impossibile credere che Rahman sia un uomo pronto al martirio a causa della sua fede cristiana", ma sembra emergere piuttosto "una persona vittima delle sue psicosi e della sua paranoia".