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martedì 9 maggio 2006

Autocritica

Gli ulema islamici egiziani ammettono "i propri errori e le gravi negligenze" commesse nell'affrontare l'ideologia estremista e considerano "insufficienti", le azioni delle forze della sicurezza contro i gruppi terroristici. E' quanto scrive stamani il quotidiano panarabo Al Sharq Al Awsat, che riferisce dei lavori del convegno: "L'Islam tra moderati ed estremisti", tenutosi ieri in Cairo. Al convegno, organizzato dalla Lega delle Jamat Islamiche, hanno preso parte le massime autorità e rappresentanze religiose egiziane, tra cui il capo di Al Azhar, Mohammed Said Al Tantawi, che ha descritto i gruppi fondamentalisti, come "menzognieri, più pericolosi loro alla fede che gli stessi nemici dell'Islam". "Il terrorismo non sarà sconfitto", ha detto il Gran Muftì d'Egitto Ali Jumaa, "se non si porrà fine alla diffusione dell'ideologia estremista adottate da certe università". "Insegnare la shariah e la fede nelle scuole e le università, su principi ispirati al moderatismo", gli fa eco, Ahmed Al Taib, presidente dell'Università di Al Azhar, "è una prerogativa, non più rimandabile".