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lunedì 29 maggio 2006

La Dimora della Felicità

Apc-ISLAM/ VADEMECUM SULL' "ALTRO ORIENTE", UN LIBRO PER COMPRENDERE

Sherif El Sebaie combatte i pregiudizi con un saggio storico

Roma, (Apcom) - Un progetto per promuovere comprensione e convivenza, ma soprattutto, per dirla alla Franco Cardini, un "ottimo vademecum per impostare la sfida" del rapporto fra Occidente cristiano e Islam. Il libro "La Dimora della Felicità. L'altro Oriente tra fede e società" sarà distribuito gratis, nei prossimi giorni, grazie al contributo congiunto della Regione Piemonte e del Politecnico di Torino, con il Patrocino della Provincia di Torino, Città di Torino, Centro Interculturale del Comune di Torino, Università degli Studi (Cattedra di Lingua e Letteratura araba) e dei Patriarcati Ortodossi (Moscovita, Greco e Copto).

La presentazione si è svolta venerdì, 26 maggio, alle 19.30 presso l'Aula Magna Giovanni Agnelli del Politecnico di Torino [Presenti, oltre all'autrice della prima parte - dedicata all'Impero di Bisanzio - del saggio, Dott.ssa Maria R. Bartiromo, l'Assessore alla Solidarietà Sociale della Provincia di Torino, Dott.ssa Eleonora Artesio, l'Assessore alle Politiche Demografiche del Comune di Torino, Dott. Gavino Olmeo, la Dott.ssa Susanna Fucini, Consigliere Comunale presso il Comune di Torino, il Prof. Younis Tawfik, Premio Grinzane e membro della Consulta Islamica del Ministero degli Interni, il Prof. Michele Vallaro, titolare della Cattedra di Lingua e Letteratura Araba presso L'Università degli Studi di Torino, il Prof. David Sorani, direttore del gruppo studi ebraici Hakillah, Padre Andrew Wade del Patriarcato Russo Ortodosso e il Prof. Macii, delegato del Magnifico Rettore del Politenico di Torino].

"Al di là del suo valore storico" il testo "ne ha uno politico e uno etico che non possono esser dimenticati. Esiste un 'altro' oriente: uno diverso rispetto a quello delle 'vulgate' propagandistiche e massmediali" come osserva lo storico medievalista Cardini nella sua introduzione. "Certo, tutti abbiamo bisogno d'identità e di radicamento - aggiunge Cardini - Ma non c'è identità che non conosca meglio se stessa e si rafforzi di quella che ama a conoscere e ad amare anche il 'diverso da sé' e a imparare fino a che punto il 'diverso' stia dentro di noi, viva in noi, sia parte di noi, ci appartenga. Il conoscere è presupposto indispensabile all'amare; il distinguere e l'articolare è un preliminare necessario all'unire. Questa la lezione preziosa che emerge da queste pagine serie, sobrie, serene, documentate, eppur appassionate e appassionanti".

Nelle intenzioni di El Sebaie, collaboratore de Il Manifesto e studioso di storia del Medio Oriente, c'è quella di sfatare il "pregiudizio secondo cui l'Islam è incapace di convivere pacificamente con le altre religioni". Un messaggio, questo, che viene accolto da esponenti di spicco delle altre comunità, come Andrew Wade, rappresentante del Patriarcato Russo Ortodosso, che rileva nella prefazione uno "spirito di amicizia e di tolleranza che andrebbe incoraggiato perché il mondo moderno deve rispettare la diversità culturale". Il libro, prosegue Tullio Levi, presidente della Comunità ebraica di Torino, "suscita alcune considerazioni della massima attualità: l'integralismo e l'intolleranza nei confronti di altre religioni, in particolare di quelle monoteiste, non sono certo elementi caratteristici della cultura islamica: anzi, sono delle involuzioni che hanno alterato il messaggio originale di cui essa era portatrice. La storia dimostra che la convivenza tra islam ed ebraismo è stata non solo possibile ma fertile".

Sebaie non è nuovo a esperimenti di questo genere: nel 2004 ha curato la mostra 'Islam e Cristianesimo ortodosso', finanziata dal Politecnico di Torino, in collaborazione con l'Università degli Studi, i Patriarcati Greco, Moscovita e Copto e il Centro Interculturale del Comune di Torino. L'anno scorso è stato insignito, assieme al Sindaco di Firenze Leonardo Domenici e il giudice Maria Clementina Forleo del premio 'Mezzaluna d'Oro' per l'onestà intellettuale dimostrata e il suo impegno a favore del dialogo e dell'integrazione della comunità islamica.