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venerdì 5 maggio 2006

Santo subito

"Qualche volta. purtroppo, siamo tentati di pensare che il male, la cattiveria, la perdita di ogni dignità umana possano avere la meglio e che la violenza e la perfidia possano trovare sempre più spazio per diffondersi e schiacciare ogni germe di civiltà e di umanità. Quando poi si assiste, attoniti, all'uccisione di un innocente, solo per una sete insaziabile di sangue, allora sembra che ci venga meno ogni speranza e ogni fiducia nell'uomo. Ma sarebbe altrettanto pericoloso se pensassimo che la violenza e il terrorismo possano essere debellati con più raffinate e potenti strategie militari e politiche. Non è così! Sarà solo la nostra certezza, irremovibile, che il mondo non va verso una progressiva barbaria, in un degrado umano e sociale, ma che c'è una occasione preziosa di salvezza, che è, sempre e comunque, il nostro gesto, anche se inadeguato, di pacificazione e di recupero di quei valori autentici che esigono sacrificio e anche martirio. La conflittualità dilagante diffusa in tutto il mondo, e anche in casa nostra. non farà altro che innescare nuove violenze e nuove intolleranze. Conflittualità sempre più gonfiata artificiosamente per la sete di dominio e di potere. Sempre più causata dagli inconciliabili scontri tra popoli ricchi e gente costretta a subire l'arroganza di chi ha troppo e, contrabbandando valori umanitari e libertari, tende a perpetuare situazioni peccaminose di squilibrio economico e sociale, al fine di consolidare il proprio benessere e i propri sporchi traffici. La barbara uccisione di questi nostri tre fratelli a Nassiriya è il frutto di questa logica iniqua e perversa, che eliminando gli innocenti, fa spazio alla cultura della morte e della sopraffazione".
Monsignor Plotti, omelia ai funerali del Maggiore Ciardelli