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domenica 28 maggio 2006

Un imperativo morale

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Si potrebbero dire tante cose, per riconfermare Sergio Chiamparino alla guida di questa magnifica città per altri cinque anni. Ma da qualche giorno, i suoi avversari ci hanno dato un motivo in più affinché questa riconferma diventi un imperativo morale inderogabile. Sto parlando della Lista "Immigrati basta", il cui fondatore, capolista e via discorrendo - in un altro paese - sarebbero già stati processati e condannati per razzismo. Basterebbe il logo della Lista in questione, il suo slogan, i suoi gadgets elettorali (dei manganelli) e la faccia del suo candidato per farlo. E invece non solo il candidato in questione, tale Max Loda, aspira al posto di consigliere comunale, ma ha persino avuto la brillante idea di andare in giro per le strade del quartiere di Porta Palazzo (dove è concentrata la maggior parte degli immigrati di fede islamica) con un maiale di tre quintali chiamato "Maometto". Fortunatamente il questore lo ha "caldamente invitato" a desistere, e Torino non è diventata lo scenario di un'ennesima provocazione gratuita dalle conseguenze incalcolabili (Vignette docet). La domanda sorge spontanea: con quale faccia simili individui irresponsabili, che mettono in pericolo non solo Torino ma l'intero paese, si presentano per amministrare una città? Meno male che la questura gli ha impedito di portare avanti la sua eroica impresa, anche perché immagino che avrebbe dovuto essere scortato. E credo sarebbe stato molto più utile mandare due poliziotti in più vicino ai Murazzi, infestati dagli spacciatori, che non a garantire l'incolumità di un porco a passeggio per Porta Palazzo.