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martedì 23 maggio 2006

Una fedina immacolata

Il rapporto annuale di Amnesty sottolinea il ruolo dell'Italia nella "guerra al terrore", che giudica sbagliata nei modi e nelle premesse. Le istanze presentate da Amnesty rivelano poi come la passata legislatura non abbia fatto nulla per risolvere le situazioni che già il rapporto del 2005 indicava come lesive dei diritti umani. In più si è aggiunta la violazione delle norme internazionali delle "operazioni coperte" della Cia, della quale l'Italia è stata complice. Il fatto che gli aeroporti di Pisa e Roma Ciampino siano stati utilizzati per il trasferimento di persone detenute in segreto e la loro consegna a paesi dove hanno subito maltrattamenti e torture è una violazione grave delle norme internazionali, sulle quali, secondo Amnesty, l'Italia ha l'obbligo di svolgere indagini approfondite. L'attenzione dell'organizzazione internazionale si concentra anche sulla legge antiterrorismo del 2005, che ha modificato le norme italiane sull'espulsione "per motivi di ordine pubblico e di sicurezza dello Stato". Una legge, secondo Amnesty, che consente l'allontanamento di cittadini stranieri anche solo sulla base dei primi elementi acquisiti a loro carico, senza che questi siano accusati formalmente di un reato e che pregiudica perciò il rispetto dei loro diritti. Amnesty indica ancora come il disegno di legge sulla prevenzione della tortura sia rimasto all'attenzione della presidenza della Camera, ma non abbia proseguito il suo iter e così l'Italia non ha allineato la sua legislazione alla Convenzione delle Nazioni Unite. Infine, come già era accaduto lo scorso anno, l'Italia non si è ancora data una legge organica sull'asilo ai migranti, "lasciando così intatte le lacune in cui proliferano le possibilità di abusi dei diritti umani a danno di richiedenti asilo e rifugiati". Quello dei migranti e della loro accoglienza nel nostro paese è un tema che trova ampio spazio nel rapporto di Amnesty, che reitera le accuse fatte nel 2005 a proposito di persone rinviate da Lampedusa in Libia "in spregio delle norme di diritto internazionale e senza alcuna base legale nel diritto interno". Amnesty chiede di fare luce sugli accordi siglati tra il governo Berlusconi e la Libia, entrati in vigore nel 2002 senza alcuna ratifica da parte del Parlamento. Nella tragedia dei migranti Amnesty sottolinea soprattutto quella degli "invisibili", i minori che arrivano alla frontiera marittima e in spregio alla Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti dell'infanzia vengono avviati ai centri di accoglienza temporanea, in pratica detenuti. La Convenzione considera la detenzione di un minore un provvedimento eccezionale, da adottare solo in casi estremi, mentre secondo Amnesty le cifre rilasciate dal ministero dell'Interno lasciano intendere che è la prassi comune.