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martedì 13 giugno 2006

Audentes Fortuna Iuvat (II)

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Leggi la prima parte

Caro Allam,
Spero scuserai la mia brutalità. Ma dopo aver letto il libro in cui – come è nel tuo costume – hai estrapolato, falsato, coscientemente mentito anche sul sottoscritto, non posso essere gentile con te, come lo sono sempre stato finora.
Non so da dove tu abbia tirato fuori che sarei un “esponente della IADL” quando su questo sito – che tu hai dimostrato di conoscere e leggere– c’è scritto chiaro e tondo e a più riprese (qui, qui, qui e me l’hai persino chiesto per iscritto) che non ricopro nessun incarico al suo interno e che sono stato solo nominato “membro onorario” al pari di altri premiati da quell’ organizzazione (il Sindaco di Firenze, il Giudice Forleo, la piccola Oriana Napoli e altri ancora, un premio che non ti è andato giù, visto che t’ha rovinato la giornata dell’Ambrogino milanese).
Converrai con me che essere “esponente” di un’ organizzazione – che tu accusi di essere il braccio legale di un’altra organizzazione che ti minaccia di morte, di far parte di chi gestisce il tuo personale “plotone d’esecuzione”, il che è tutto da dimostrare visto che non c’è nessuna sentenza o inchiesta che lo dimostri - è diverso dall’essere un semplice premiato e membro onorario assieme ad altri. Se ne fossi un membro a tutti gli effetti ne sarei orgoglioso, ma si dà il caso che i miei impegni non mi consentano di dedicare una parte del tempo all’attività meritevole che la Islamic Anti-Defamation League svolge.
Non so poi perché tu abbia fatto finta che il termine “fatwite” fosse riferito a te, quando in quell’articolo – di cui fornisci pure il link – non sei stato nemmeno menzionato. In realtà ti ho sempre menzionato pochissimo, e non a caso, e credo che tu possa capire la mia cautela. Pensa che per un brevissimo periodo, per rispetto nei tuoi confronti e spirito di amicizia seppur non ricambiata, avrei voluto incontrati a quattr’occhi e dirti sinceramente cosa pensavo del tuo operato, cosa condividevo e cosa no, per darti magari qualche consiglio da connazionale ed ex-allievo salesiano che rivive la tua esperienza.
Ma la verità, caro Allam, è che la mia ammirazione iniziale nei tuoi confronti è andata via via scemando fino a scomparire del tutto man mano che leggevo i tuoi articoli e i tuoi libri, e mi addentravo nel mondo del giornalismo, dell’attualità politica italiana e dell’Islam in Italia.
Vedi, io ho avuto una formazione molto laica e del tutto occidentale: ho una madre di origine greca, ho frequentato scuole occidentali, francesi quindi italiane. Non aspettarti che io ti accusi di essere un “nemico dell’Islam”, un “apostata” ecc. Il modo in cui vivi o senti la tua fede riguarda solo te, non mi interessa e chi mi conosce sa benissimo come la penso su queste tematiche. Sono rimasto sconcertato invece sempre più dalle tue analisi politiche, semmai possano essere definite “analisi”.
Sono tutte espressioni di un punto di vista puramente occidentale, per essere precisi, tipicamente neoconservatore. Tu dici agli “occidentali” – o meglio ad una parte di essi – ciò che vorrebbero sentirsi dire. Posso capire che tu ti metta a decantare, da un elicottero israeliano, il muro dell’apartheid in Palestina mentre l’embargo riduce alla fame un’intera popolazione poiché immagino che i 250.000 dollari che poche ore prima una fondazione israeliana ti aveva dato come “premio” bastassero per decantare anche la muraglia cinese, se necessario (Chi potrà mai dimenticare la tua proposta di nominare Sharon per un premio Nobel il giorno della commemorazione dei massacri di Sabra e Shatila?). Ma con quale coraggio vieni a raccontarci che in Iraq non esiste "un regime di occupazione", mentre le truppe statunitensi si alternano alle truppe di Al Zarkawi nel massacrare intere famiglie?
Parli di Islam moderato, di musulmani moderati, confondendo la moderazione religiosa con i punti di vista politici, ovvero ricadendo in ciò che critichi negli altri. Ma – e prova per una volta ad essere sincero, ti assicuro che non fa male – se tu ti mettessi a scrivere le cose che stai scrivendo sul Corriere in un paese arabo e musulmano credi davvero che le masse islamiche cosiddette moderate di cui sostieni un’ esistenza subordinata a certi criteri da te puramente inventati, ti seguirebbero o piuttosto ti rispedirebbero coperto di pomodori e uova marce al mittente? (Leggi la Terza Parte)