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mercoledì 14 giugno 2006

Audentes Fortuna Iuvat (III)

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Leggi la prima parte
Leggi la seconda parte
Caro Allam,
So già che dirai che sono un “laico nazionalista” ed anche che quanto dico è parte integrante della grande congiura islamonazifasciocomunista di cui fanno parte personaggi veramente insospettabili: dal Giudice Forleo che ora sta indagando sul marciume bancario al ben noto storico medievalista Cardini, dal giudice Imposimato, istruttore del Processo Moro, al Capogruppo dell’opposizione di Sinistra a Milano. Vista la compagnia, tutto sommato la cosa non mi dispiacerebbe.
Ma, per dire la verità, sono sempre stato allergico alle tue visioni complottiste e alla favola della Taqqiya (dissimulazione) che hai propagandato, creando allarmismo e preoccupazione nella gente comune convinta dell’esistenza di un piano islamico per impossessarsi dell’Italia e subordinarla alla Sharia, primo passo per la sottomissione dell’ intera Europa. Le tue idee non ti ricordano leggermente i Protocolli dei Savi di Sion, la propaganda antisemita del Terzo Reich, che descriveva internazionali giudaiche costituite da ebrei avidi, subdoli e dissimulatori che vorrebbero impossessarsi del mondo cominciando dalla Germania?
Non ti offendere, ma non è casuale – dico io - se in questi ultimi anni il fronte dei tuoi critici e non-estimatori si sia sempre più allargato fino a costringerti a riempire un intero libro di nomi e cognomi di quelli che sarebbero i tuoi nemici o finti amici. Se non sei più, o meglio non sei più il solo stimato esperto di questioni mediorientali bensì un personaggio contestato, criticato e deriso in ogni sede, qualche motivo ci sarà pure, oltre ad una fama acquisita con metodi che descrivi molto bene nel tuo libro e l’invidia di stimati professionisti che in questo paese ci sono nati e non tollerano lezioni di italianità, non credi?
Il motivo, e te lo dico io caro Magdi, è che tu hai perso tanta di quella credibilità – eppure sarebbe stato così facile denunciare il fondamentalismo, essere moderato ed obiettivo contemporaneamente - che così come nessuno nel mondo politico ti vuole candidare, nessuno nel mondo accademico ti dà più retta, e nessun lettore di buon senso presta attenzione alle cose ormai scontate che dici e scrivi.
Sei diventato uno schierato, fazioso, noioso, banale e ripetitivo. Un vero peccato. Certo, il tuo pubblico fatto dalle varie Stefanie Lapenna e Andrei Sartori, dalle “signore anziane e di mezz’età” come lo qualifichi tu non te lo toglie nessuno e continuerai a dire e scrivere su Mediaset, sul Corriere e su Mondadori. Ma lo farai solo perché il tuo prodotto vende presso queste persone. La paura vende sempre.
La verità, caro Magdi, è che tu sei più un romanziere che un giornalista. Hai una fertile fantasia, un capacità di adattamento letterario alle tue cause e ai tuoi obiettivi che è sconvolgente. Hai scritto un cosiddetto “saggio” su Saddam Hussein il cui secondo capitolo ha come unica bibliografia un articolo del settimanale “Gente”. Mi auguro che la bibliografia della tua tesi di Laurea avesse basi più solide.
Hai scritto un “saggio” in cui per stabilire la data di nascita di Saddam sei ricorso alle congiunzioni astrali, roba da far arrossire Wanna Marchi ed il Mago Otelma. Non scorderò mai il tuo articolo sul Corriere dove, in una specie di frenesia cabalistica, davi interpretazioni mistiche degli attentati terroristici.
Se a ciò sommiamo il fatto che hai dovuto aspettare l’intervista realizzata dal sottoscritto per il Manifesto con l’imam di Colle Val D’Elsa - Feras Jabareen - per “scoprire” che nello statuto della Moschea del Colle, tra i costituenti c’era anche l’UCOII - cosa che sapevano anche i sassi -, stiamo freschi! E tu saresti il giornalista delle grandi indagini?
Ma possibile che chiunque ti conosca sia prima una brava persona, posata e moderata, tanto da spingerti a coltivare con essa un ottimo rapporto di stima e amicizia per poi rivelarsi di colpo uno scalmanato terrorista dissimulato? E saresti tu il grande esperto di terrorismo islamico in Italia?
La grande umanità e correttezza del dott. Jabareen poi mi fa tenerezza. Al pari di tanti altri si è fidato di te e ti ha ammirato – salvo scoprire dopo che gli unici rapporti che ti interessa coltivare sono quelli con persone che si sottomettono ai tuoi copioni, senza fiatare o contestare i tuoi scritti, cosa che lui invece ha avuto il coraggio di fare.
Feras Jabareen nell’arco di una notte, e a causa dell’intervista che mi aveva rilasciato, è passato da Imam moderato, illuminato, integrato (così lo descrivevi nei tuoi articoli) a diventare il paradigma dell’Imam dissimulatore, integralista, scalmanato. Tutto ciò perché si è permesso di dire che, no, lui non condivideva il tuo appello – di ispirazione più che leghista - di fermare la costruzione di nuove moschee in Italia, inclusa quella del Colle.
Devo dirti che non mi è piaciuto il tuo comportamento in quell’occasione: non mi piacciono le persone incapaci di accettare le critiche, che cambiano atteggiamento solo per vendetta, che ricorrono così facilmente all’arma della diffamazione e del ricatto. (Leggi la quarta parte)