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martedì 20 giugno 2006

Gli italiani abusivi

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Ben diceva Vittorio Emanuele a Pierluigi Vitalini il 26 gennaio scorso: “Questo è importante perché bisogna agire molto velocemente prima della fine di febbraio perché siccome lui (il presidente Berlusconi, ndr) perderà le elezioni, gli altri ce lo mettono in culo...”. A quanto pare non è stato nemmeno il primo a pensarla in questo modo: prima di lui c’erano Fiorani, Ricucci, Moggi e altri simpatici personaggi che hanno, abusivamente, occupato posti di comando in questi ultimi anni e, degnamente, le prime pagine dei giornali in questi ultimi mesi. Chissà quanti altri aspettano pazientemente in fila il proprio turno nel corso di questa legislatura.

Ma l’aspetto davvero interessante in questa faccenda è che Sua “Altezza Reale”, lo stesso che annotava la necessità di far sapere all’ex Presidente del Consiglio che faceva “parte di due piccole cose, Presidente Onorario delle Guardie del Pantheon, bè non son molte ma contano lo stesso, no? E poi Presidente Onorario della Meda (quella che ha definito altrove “quella grande organizzazione di storpi”) che sono un milione e cinque, un milione e cinquecentomila...e gli vado a dire a tutti voi dovete firmare così”, quello del “Ma cosa vuole? Chi vuole?... Un carabiniere o una fiamma gialla?”, “Li sono un, un, un, quattro sacchi di soldi, sa!", è cittadino italiano da non più di quattro anni.

Il fine galantuomo che parlando di Lucia Annunziata disse "Io le avrei tirato pugni in bocca e le avrei spaccato il naso, è veramente una comunista z...... e b...... come la fame" e di Giuliana Sgrena "una comunista fottuta che scrive su quel giornalaccio, anzi bisogna stare attenti anche all'inchiostro", quello che dei sardi dice che “puzzano e basta”, il grande filantropo che prima di partecipare ad un evento a favore di un' associazione milanese che assiste minorenni vittime di abusi sessuali e maltrattamenti in famiglia, risponde al “Speriamo che ci sian delle belle bambine, così le s..." di Gian Nicolino Narducci, "Subito, sì, urlando!" e che trattando il prezzo di una prostituta decide che “Gli do 200 euro e non di più, eh?”, quello che ritiene che “al governo (d’Italia, ndr) noi abbiamo dato già anche troppo” è cittadino italiano dal 2002.

Non mi risulta però di aver sentito Magdi Allam, aspirante Ministro dell’Integrazione, dell’immigrazione e della cittadinanza, tuonare sulla necessità di sottoporre Sua Altezza Reale ad un “esame di primo e secondo livello” o qualche “test pratico” per ottenere quella cittadinanza cui non aveva diritto, considerato che era stato espulso al seguito del padre con tanto di articolo sulla Costituzione che lo sanciva. Non mi è sembrato che Magdi Allam, all’epoca, si sia preoccupato di chiedere a Sua Altezza Reale di onorare quel giuramento di fedeltà al Presidente della Repubblica e alla Costituzione che fece prima di sbandierare il passaporto rosso.

E se fosse stato davvero candidato ed eletto con Forza Italia - come avrebbe tanto voluto senza riuscirci - quindi nominato Ministro dell’Integrazione, dell’Immigrazione e della Cittadinanza, come aveva “imposto” ai collaboratori dell’ex Presidente del Consiglio che ha tartassato di chiamate per sei mesi, dubito che avrebbe anche solo osato pretendere di applicare il suo “disegno di legge” a Sua Altezza Reale. Perché Sua Altezza avrebbe portato voti. Perché Sua Altezza era pur sempre un Principe e andava onorato ed esonerato da queste vergognose leggi razziste. Perché Sua altezza è pur sempre un italiano “ius sanguinis”, a differenza di qualsiasi altro poveraccio che in questo paese magari ci vive e ci lavora onestamente da non so quanti anni. Non importa quindi se è già stato espulso, se non parla “correttamente la lingua italiana”, se non condivide “l’identità nazionale italiana”, se non onora “il giuramento di fedeltà” allo Stato Italiano e se viola la “legge italiana”.

Ora però Magdi Allam si fa sentire: “Se quanto emerge dalle rivelazioni pubblicate dalla stampa dovesse essere confermato dai fatti, la violazione della legge è incontestabile. Ed è giusto che chi viola la legge debba pagare il conto con la giustizia. Anche se si tratta di un principe o di un politico potente che usurpa del suo potere per soddisfare i suoi bassi istinti o per arricchirsi in modo fraudolento”. Ma l’aspirante ministro non ci dice se secondo il suo esilarante disegno di legge, che avrebbe sottoposto ogni immigrato in possesso di cittadinanza a partire dal 1990 a un esame, se Egli avrebbe espulso e revocato la cittadinanza a Sua Altezza Reale. Considerato infatti che Magdi Allam sarebbe stato ministro dell’Immigrazione per un governo Berlusconi e che sarebbe stato eletto con Forza Italia, come avrebbe potuto offendere Sua Altezza che portava voti e che gioiva poiché “Le televisioni hanno distrutto la Giuliana Sgrena! Le televisioni di Berlusconi e il TG 2. L’hanno distrutta!”

La cosa vergognosa che è proprio Magdi Allam, proprio colui che ha diffamato mezza Italia nel suo ultimo libro, ad agitarsi ed indignarsi “Ma vi confesso che più che lo scandalo, a me colpisce la gogna mediatica in cui sono incappati, non solo i personaggi direttamente sospettati di azioni illegali, ma un ampio universo di persone che vengono da loro contattate o semplicemente citate. I giornali hanno pubblicato decine di nomi e di foto di gente che potrebbe essere del tutto scagionata, o che non c’entra proprio nulla con la vicenda giudiziaria. Ma che tuttavia finisce per essere associata a un contesto malavitoso, insulso, deprecabile. Chi restituirà loro l’onore e la credibilità? I giornali avranno la correttezza e la decenza di scusarsi e di farlo nel modo vistoso con cui i loro nomi sono stati dati in pasto all’opinione pubblica?”

Lui, propro lui, che da quattro anni a questa parte, accusa dalla prima pagina del Corriere e dalle trasmissioni a cui partecipa mezza comunità islamica di volerlo morto senza uno straccio di prova, di intercettazione o di verdetto. Lui che da quattro anni associa, ancora una volta senza uno straccio di prova, tutto e tutti a un contesto malavitoso, insulso, deprecabile che è quello del terrorismo islamico e degli attentati di Al Qaeda. (per avere un assaggio delle sue “prove” leggete qui). Ecco, lui ora si agita, si indigna, si offende e si vergogna. Ma scommetto che non avrà né la correttezza né la decenza di scusarsi con chi ha accusato di far parte del suo personale plotone di esecuzione, con quei nomi che ha tentato di infangare dandoli in pasto all’opinione pubblica.