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giovedì 22 giugno 2006

Indegni di essere Italiani

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L'ex Presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, ha dichiarato che "Nessun italiano può sentirsi degno di essere tale se domenica non sarà andato a dare il proprio sì alla riforma Costituzionale che darà a questo paese più democrazia e libertà. E' importante essere cittadini italiani al 100%, è importante domenica partecipare al cambiamento della Costituzione" . Mi auguro che, almeno fra i miei lettori, non ci siano dubbi su cosa votare, ovvero: No. Se avete dei dubbi, fate questa semplice considerazione: questa è la riforma voluta e scritta da quel fine politico che ha indossato una maglietta con la "vignetta satanica" mettendo a rischio vite e interessi italiani nel mondo. Se questo non basta, vi consiglio la visione del documentario "Camicie Verdi. Bruciare il tricolore" di Claudio Lazzaro e la lettura del sito e blog annessi. Scoprirete così le scioccanti dichiarazioni del senatore Corinto Marchini, fondatore, nel ’96, delle Camicie verdi, poi fuoriuscito dalla Lega. Marchini racconta che Bossi gli ordinò non solo di bruciare il tricolore in piazza ma di tenersi pronto per sparare ai carabinieri. Racconta anche di un complotto, interno alla lega, per uccidere Borghezio e farlo diventare un martire da spendere nelle piazze. Sembra una panzana, ma quando il regista la racconta al diretto interessato, sulla faccia di Borghezio a tutto schermo non si vede battere ciglio. Nessuno stupore, nessuna smentita, nessuna indignazione...anzi dichiarazioni del tipo: "Certo in una fase come quella sono cose che potevano anche succedere". Ma non c'è solo questo, nel documentario di Lazzaro: c'è anche l'autobomba leghista a Montebelluno con la scritta "No Islam" sul cofano che avrebbe potuto fare una strage, ci sono - la cosa più preoccupante - i giovani indottrinati ad una cultura dell'odio e dell'intolleranza.
C'è la dichiarazione del sindaco di Treviso Gentilini che la dice lunga sulla natura della Lega: "Io ho cercato di trasmettere quegli ideali che ho sempre avuto dai tempi della mia gioventù. Ai tempi della mia gioventù era sotto il regime fascista e quindi ci hanno inculcato quale era l'ordine, la disciplina e il rispetto delle leggi". Non a caso il movimento delle "Camicie Verdi" riprende, nel nome, alcuni suoi illustri precedenti: le camicie nere dei fascisti e quelle brune dei nazisti. Ci sono i cori dei supporters della cosiddetta devolution: "E noi che siamo padani abbiamo un sogno nel cuore/bruciare il tricolore, bruciare il tricolore". Ovviamente c'è anche tutto il repertorio del "celodurismo" e la retorica urlata con la voce degna di una strega dal Sindaco di Treviso (potete vedere quella scena sul sito, ultimo video nella colonna a destra): "Pisaaaanu...sta facendo la caccia alle cellule dormienti. Vorrei sapere dove dormono...Dormono nelle moschee, nei centri islamici e dormono, forse, in qualche parrocchia di qualche prete rosso! [...] Le moschee sono centri di affari. Lì si riparano tutti i terroristi. Sono là che si architettano tutti i programmi per distruggere la nostra civiltà, la nostra tradizione, la nostra religione", ma quello è forse l'aspetto meno sconvolgente di tutto il documentario, che spiega soprattutto molto bene perché dovremmo prendere sul serio, soprattutto stavolta, le minacce e i ricatti di Bossi che paventa il ricorso alle vie "non democratiche" in caso di sconfitta al referendum.
Inutile sottolineare quanto il pensiero della Lega sia assolutamente incompatibile con lo Stato di diritto, con il rispetto della Costituzione e delle Leggi, con la condivisione dello Spirito identitario nazionale, con la Democrazia e la Civiltà. Questa è gente che brucia il Tricolore, incita ad usarlo come carta igienica, pronta a sparare ai carabinieri, ad incendiare i giacigli degli immigrati e che piazza le autobombe. Persino la lingua italiana è derisa e relegata a espressione del "colonialismo e razzismo" italiano. Eppure Magdi Allam, il nostro aspirante "Ministro all'immigrazione, integrazione e cittadinanza" (scusate, ma quando ci vuole ci vuole), l'immigrato che vuole indossare i panni del nuovo Bossi sul piano nazionale, non apre bocca, non sussura, non fiata nemmeno. Perché lui è bravo a prendersela con gli immigrati, specie se musulmani: sono loro che vogliono scardinare "lo stato di diritto", sono loro che mettono a rischio "il nostro paese", sono loro quelli che rifiutano di "integrarsi", sono loro quelli che non condividono "la nostra civiltà". Sono loro che sognano di "conquistare l'Italia" e che "ricattano" lo stato, sono loro che devono imparare "la lingua italiana" e educare i propri figli alla "tolleranza e all'integrazione".
A leggere i libri di quest'individuo sembra di leggere la Guida del Piccolo Leghista. Non manca nulla: dalla demonizzazione dei luoghi di culto islamici all'opposizione al disegno di legge per la concessione della cittadinanza, dalle favolette sulla dissimulazione praticata dai musulmani al grande piano islamico per conquistare l'Italia. I suoi articoli vengono praticamente ripresi tali e quali sul quotidiano di quell'organo a dir poco preoccupante - e lo è ancor di più ora che non è al governo - che è la Lega, anche se quest'ultima ha storto il naso al pensiero di vederlo in politica. Perché l'Allam leader politico alla Lega non serve. Al Progetto Padano serve un extracomunitario di nome e di fattezze (perché questo sei, caro Magdi, nonostante la cittadinanza) che ne giustifichi i toni incivili e i progetti folli. "Ecco, vedete se lo dice il buon Magdi, che è egiziano e musulmano - si badi bene, non dicono mai "italiano" - allora il nostro non è razzismo". Alla Lega serve un kapò. Forse Allam non sa che anche i kapò finirono nei forni crematori dei nazisti. Per ultimi, ma ci finirono lo stesso. Pensaci, caro Magdi: gli ebrei che andavano nei forni dicevano alle SS "Ma noi siamo tedeschi". E lo erano per davvero, da generazioni e non solo sulla carta. Pensa invece come rideranno di te quelli che non si considerano nemmeno italiani quando dirai, come fai di solito, che sei "italiano al cento per cento".