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mercoledì 7 giugno 2006

NO!

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L'altro giorno, per strada, incontro il figlio della panettiera del quartiere. Un ragazzone di 30-35 anni, che da oltre 5 anni mi dice di essere alla ricerca di un'occupazione. Come da tradizione ormai, lo saluto. Di norma erano saluti fugaci, stavolta però ho qualche minuto in più, ottima occasione per fare una chiacchierata. Parte subito una sua domanda sua: "Voterai al referendum?" Mi ricordai allora che, nonostante i cinque anni passati nelle vicinanze, il mio vicino non sapeva che fossi straniero. Risposi con un semplice "No", al che lui rispose: "Ah, non voti da queste parti!", il che sottointendeva che, secondo lui, ero residente in qualche altra regione italiana. A questo punto gli chiedo: "E tu, hai intenzione di votare? Cosa voterai?". Risponde prontamente: "Ovviamente per il sì!". "Destra", pensai subito.
Oddio, io non ho nulla in contrario. Ognuno è libero di appartenere alla parte politica che più gli aggrada. Ma quando alla domanda "Perché sì?", la risposta "Ahhh...Così niente più extracomunitari" arriva al primo posto, devo ricredermi. Il signore in questione mi incontra da cinque anni a questa parte, e - seppur fugacemente - ci siamo sempre scambiati un pò di battute, del tipo "Che fai di bello?", "Dove stai andando?", "Hai trovato lavoro?" ecc ecc. Io ho una pazienza infinita e un sangue freddo invidiabile, in questi casi. Con un gran sorriso gli chiedo allora: "Credi?". E lui "Sì sì! Assolutamente! E poi cambieranno tante cose: gestiremo noi i nostri soldi, ci sarà più lavoro! E potremo eleggere noi i senatori e deputati!". "Ah - dico io - credi davvero? Io ho i miei seri dubbi su questo ultimo punto". Ma lui è già pronto: "Aspetta che ti faccio vedere!" Mette mano nello zaino e mi tira fuori un volantino. Verde. Con il logo della Lega Nord.
Come dire? All'insulto si aggiunge la beffa. Lui mi illustra, e io con un gran sorrisone seguo. "Vedi cosa c'è scritto?" Io leggo: "Abbassamento dell'età minima dei senatori e dei deputati". "Grandioso", osservo io. "Ma non c'è scritto da nessuna parte che li voterai tu. O, meglio, certo che li voterai tu. Ma alla fine li sceglieranno loro quelli che dovrai votare tu". Mi viene da pensare che il Senatùr abbia abbassato l'età minima per permettere a figli e nipotini l'accesso alle poltrone ambite. E non sarebbe di certo la prima volta. L'arrivismo padano non conosce di certo limiti. Chi si scorderà mai gli articoli del mitico Gian Antonio Stella? Il fratello e il figlio di Bossi assunti nell'Europarlamento per la modica cifra di 12.750 euro al mese. O i due deputati leghisti che hanno assunto in ufficio, a spese dello Stato, ognuno la moglie dell'altro. Che la Lega sia un movimento a gestione famigliare non lo può negare nessuno: Bossi stesso ha designato come erede suo figlio.
Ora torniamo a noi. Lui, un pò perplesso, tenta di confutare ma poi preferisce passare ad altro e mi chiede "Ne vuoi un altro?". Io gli rispondo gentilmente di no "Tanto lo butterò appena svoltato l'angolo" penso io. Non l'ho fatto davanti a lui per non urtare la sua sensibilità. Gli propongo di fare qualche passo, mi interessa sempre vederci chiaro. Nel corso della discussione, lui se ne esce con quest'altra: "Sai, cosa ho visto?", "Cosa?", "Un manifesto che dice che Chiamparino, il sindaco, ha dato il permesso ai gay di fare una parata". "Embeh?" dico io. "Ma è una vergogna! Sai, noi due siamo di giù - vero? - e sappiamo bene cosa significa la famiglia!". Alla beffa si era appena aggiunta la tragedia: quell'uomo che mi ha appena dato un volantino della Lega era un meridionale. Ecco a cosa serve la propaganda contro gli extracomunitari. A tenere unito il popolo italiano!
Mi sarebbe venuto da chiedergli, come ho chiesto ad altri prima di lui: "Ma proprio te, proprio te che avrai senz'altro sentito - ancora oggi - dei meridionali sporchi che venivano a piantare le patate nella vasca del bagno tanto da spingere i proprietari della case ad affiggere cartelloni con la scritta "No meridionali", vieni ora a darmi un volantino della Lega dicendo "Così niente più extracomunitari"? Ma eravamo già oltre: mentre io pensavo lui mi stava chiedendo "Tu sei di dove, da giù?", "Molto giù" gli rispondo. "No no ciccio, ti batto io che non c'è più giù di me. Io sono siciliano". E io gli risposi, pensando veramente a quanto fosse limitata la visione del mondo che alcune persone hanno. "Eh no! Ti batto di certo io! Sono egiziano".
L'ho salutato, era tutto spiazzato poverino. Ma ero arrivato a destinazione.