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sabato 10 giugno 2006

Taglio lingua o macellazione?

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Spesso e volentieri si leggono in giro cose allucinanti sui musulmani e sulle loro "consuetudini socio-religiose". Tipo che qualcuno di loro ha chiesto un parere "giuridico-spirituale" sulla depilazione delle sopracciglia piuttosto che su quale piede usare per entrare in casa o, ancora, se sia corretto lavarsi il sedere con la mano destra. E sono tutte cose vere, comuni fra persone con una limitata cultura e appartenenti per lo più ad ambienti disagiati: un blog specializzato nella raccolta di questo tipo di notizie è quello di una nostra vecchia conoscenza, che ha l'evidente fine di mostrare quanto siano arretrati e medievali i "popoli islamici". Questa gente però si guarda bene dal mettere altrettanto in rilievo non solo le vergogne della propria società (tipo quelli che credono alle panzane della Wanna Marchi, e non sono mica pochi) ma anche quelle di altri popoli, etnie e religioni. A dimostrazione del fatto che tutto il mondo è paese, e che le cose allucinanti non si trovano solo presso i musulmani, eccovi la seguente notizia:
Tra le altre soluzioni proposte quella di tagliargli la lingua
Israele, pappagallo condannato a morte per eccesso di parolacce

La sentenza emessa da un consiglio rabbinico nei confronti d'un parrocchetto 'colpevole' d'imprecare in continuazione
Gerusalemme, 1 giu. (Aki/Ign) - Condannato a morte per eccesso di parolacce. Questa la sentenza emessa da un consiglio rabbinico nei confronti d'un parrocchetto 'colpevole' di imprecare in continuazione. Lo racconta oggi il quotidiano 'Yedioth Ahronoth'. Il proprietario, disperato per le parolacce che uscivano dal becco dell'animale, era pronto a dar seguito alla 'sentenza' quand'è intervenuto il suo medico, Oren Zarif, che ha deciso di adottare il pappagallo, salvandolo così da morte certa. ''Il mio paziente - ha spiegato il medico - ha consultato un rabbino che ha deciso che il parrocchetto doveva essere ucciso dal momento che peccava e induceva altri a peccare''. I figli del proprietario, infatti, erano influenzati dalle parolacce che il volatile strillava in continuazione. Zarif, tuttavia, si è rifiutato di farlo sopprimere, ma dopo poco ha avuto dei ripensamenti. Il pappagallo, infatti, anche nella nuova casa non si è comportato meglio e le sue imprecazioni hanno cominciato a infastidire i pazienti ortodossi che frequentavano lo studio. Disperato, il medico ha quindi consultato un altro rabbino, Meir Mazuz, che stavolta ha consigliato di tagliare la lingua al pappagallo, ''con il minimo di sofferenza. Se questo non aiuta, l'animale deve essere macellato''. Di nuovo, tuttavia, Zarif s'è rifiutato, pressato anche dalla moglie che nel frattempo ha minacciato di divorziare se il medico avesse fatto eseguire la sentenza capitale. Quest'ultimo lancia dunque un appello: ''Sono pronto a donare il pappagallo a un safari o a un'altra istituzione che si prende cura degli animali. Almeno, loro possono tenerlo lontano dai bambini''.