Notizie

Loading...

lunedì 17 luglio 2006

Aprirsi al mondo

ISLAM: EL SEBAIE, LOBBY E PAURA ALIMENTANO SCONTRO. CIVILTÀ STUDIOSO EGIZIANO, BISOGNA APRIRSI AL MONDO, REALTÀ VICINE (ANSAmed)
MILANO, 17 LUG - «La nascita dei movimenti nazionalistici e i giochi delle grandi potenze e delle grandi 'lobby' militari, delle industrie delle armi e quant'altro, fanno sì che la storia si ripeta anche oggi». È il parere di Sherif El Sebaie, giornalista di origine egiziana e studioso di Medio Oriente, che ha presentato la conferenza "L'altro Oriente tra fede e societa", nella giornata conclusiva della Settimana Mediterranea di Milano. Nel corso dell'incontro, Sherif El Sebaie ha affrontato la tematica della convivenza nel mondo islamico da un punto di vista storico, ponendo in luce, in particolare, lo status delle minoranze ebraiche e cristiane sotto il dominio musulmano tra il settimo e il diciannovesimo secolo. «Bisogna aprirsi al mondo, la realtà dei Paesi islamici non è distante da quella dei Paesi Occidentali - ha affermato - è necessario superare luoghi comuni e pregiudizi. Quando si parla dell'immigrazione italiana - ha spiegato - si tende a dimenticare che gli italiani hanno vissuto e lavorato anche in Egitto, in Libia, in Tunisia. Oggi non c'è niente di nuovo, l' immigrazione in Italia dai Paesi islamici, è il rovescio della medaglia». Le ragioni del cosiddetto 'scontro di civiltà, per Sherif El Sebaie, sono da cercare «nei cambiamenti geo-politici di oggi, che hanno sconvolto l'originaria convivenza. Ovviamente alle grandi potenze conviene, in un certo senso, creare e perpetuare uno scontro di civiltà. Da una parte, questo fa l'interesse economico di determinate economie che, per andare avanti devono finanziare a loro volta un'economia di guerra, dall'altra c'è anche la facilità di creare paura ed allarmismo nelle popolazioni occidentali autoctone, in modo da poterle controllare meglio». In riferimento a questo secondo aspetto, El Sebaie ha indicato «per esempio, le leggi che negli Stati Uniti consentivano di spiare ed arrestare chiunque, magari senza permettere di avere un avvocato. Oggi torna questa volontà di controllo e senza poter essere accusati di ricorrere a tattiche dittatoriali, dal momento che, attraverso la paura, è molto più facile giustificare tutto». I Paesi a cui Sherif El Sebaie si riferisce particolarmente sono «gli Stati Uniti e l'Inghilterra - ha sottolineato - che guadagnano, per esempio, dall'occupazione dell'Iraq o, in generale, dallo scontro in Medio Oriente». (ANSAmed).