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sabato 29 luglio 2006

Dossier ad personam

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Leggo sul Corriere dell'altro giorno che nell'attico segreto del Sismi, quello dove erano custoditi i documenti di «cinque anni di lavoro oscuro» svolti dal funzionario Pompa per il direttore Pollari, è stato ritrovato "un dossier personale" intestato "al giornalista Magdi Allam". Anche La Padania ne parla: "Tra gli “interessi” di Pompa e dei suoi collaboratori però ci sono anche i giornalisti, spicca in questo senso un dossier sul vicedirettore del Corriere della Sera Magdi Allam". E' singolare che sia proprio il quotidiano più diffuso in Italia - assieme a La Padania - a riferire di un "dossier personale" sul proprio Vicedirettore (scusate: giornalista), conservato in un luogo che proprio trasparente non è, senza offrire ulteriori chiarimenti sul contenuto di quel dossier.

Ovviamente salta subito in mente l'interrogazione del Senatore Malabarba al Ministro dell'Interno, volta a sapere sapere se vi sono eventuali rapporti illeciti tra «elementi deviati dei servizi» e Magdi Allam. L'articolo del sottoscritto su Il Manifesto che riferiva dell'interrogazione, venne ripreso anche da Il Foglio che a sua volta chiamò Allam, il quale rispose in questo modo: "Quanto ai miei rapporti con i servizi: io faccio il giornalista da trent’anni, scrivo sul medio oriente e sul terrorismo. Mi occupo di islam, sono vicedirettore di un grande quotidiano. E’ normale che abbia rapporti con le istituzioni, anche con i servizi, che si occupano di queste vicende. Ci sono, è noto, nei servizi delle fonti cosiddette aperte. Parlare di Magdi Allam e ammiccare a servizi deviati è un’infamia". Ci permetta però, il caro Magdi, di rilevare che se è normale che sia una "fonte aperta" per i Servizi, è meno normale che ci sia un dossier personale intestato alla sua persona e conservato in un attico segreto dove si consumavano operazioni non proprio ortodosse. In quel luogo infatti, metà dei personaggi schedati lo erano per finire diffamati da menzogne costruite ad arte, l'altra metà era costituita da coloro che diffondevano quelle menzogne. Se fossi al posto di Magdi, mi preoccuperei: chissà che cosa c'avevano messo, là dentro, quei costruttori di menzogne...

Mi auguro che Allam non sia finito nel mirino della fabbrica di calunnie e di balle dei Servizi. In effetti, sembrerebbe assurdo, considerato come egli abbia spesso ferocemente difeso sia il Sismi che Pollari. Nel suo ultimo libro, "Io amo l'Italia", denuncia addirittura "l'insistenza di Bonini e D'Avanzo (i due coraggiosi giornalisti di Repubblica, risultati in seguito entrambi intercettati e pedinati illegalmente dagli uomini di Pompa, che hanno messo a nudo gran parte delle operazioni non proprio limpide del Sismi, fra cui il NigerGate e il rapimento di Abu Omar) su una sorta di grande complotto ordito dai servizi segreti italiani, in particolare dal Sismi e dal suo direttore Niccolò Pollari. Sarebbero loro, non il terrorismo, i responsabili del mercato della paura".

Inutile sottolineare che tale riferimento arriva dopo i nomi del Giudice Clementina Forleo e del Giudice Ferdinando Imposimato, e quindi messi - al pari di questi ultimi - sul conto "del movimento negazionista e revisionista", che stenta a credere che ci siano musulmani desiderosi di conquistare l'Italia e annidati ovunque (incluso il vicino della porta accanto).

Dopo la pubblicazione dell'articolo sul Manifesto, si scatenarono le isteriche reazioni dei fans di Magdi Allam. Nei commenti che si possono leggere sul forum da lui gestito sul sito del Corriere, sui blog di alcune nostre vecchie conoscenze e su Liberoblog che l'ha ripreso, ma anche su questo stesso sito, si è letto di tutto e di più. Andrea Sartori, l'Emilio Fede del Forum di Allam, dopo aver balterato sul forum in questione di "fanatici ideologizzati", "filiazioni dei fratelli musulmani", "burattinai" e "homo islamicus" ha affermato che "l'odio dei vari Piccardo ed El Sebaie verso Magdi è dovuto a questo: è il nemico che ha mostrato che un'altra via è possibile" poi ha avuto la faccia tosta - dopo avermi qualificato in un altro post come "pseudo-giornalista del ''Manifesto'' noto per la sua malafede e per il suo astio verso Magdi dovuto ad invidia, e lo si capisce lontano chilometri" di venire anche qui a scrivere: "Mettiti il cuore in pace, Sherif, sei un criminale. Se un criminale tu, il senatore Malabarba, Abu Omar, Bertinotti, Diliberto, Clementina Forleo". Un'altra vecchia conoscenza non ha perso l'occasione. Indovinate chi. Ma certo: Stefania Lapenna, detta anche l'Impresentabile trombata, che gongolava: "Non saranno nè i comunisti od i sedicenti 'giornalisti' mentecatti quali Sebaie a danneggiare Magdi". Altre frequentatrici e frequentatori del forum di Allam rincararono la dose: "Per tirarci su il morale pensiamo alla fifa che Sebaie ed i suoi compari hanno di Magdi" (Queen rania's fan, assidua frequentatrice del forum di Allam sul sito del Corriere), "Magdi ha le palle inoltre è protetto da RCS che è un gruppo molto forte" (Pulzella d'Orleans), "Danielle ci ha segnalato un increscioso episodio. Anch'io- come Andrea Sartori - pensavo fosse argomento troppo delicato per parlarne sul forum. Ma ha fatto bene Danielle ad evidenziarlo. Mi riferisco all'ignobile interrogazione parlamentare del senatore Malabarba di Rifondazione riguardante Magdi Allam. Ho letto anch'io l'articolo su Il Manifesto e chi l'ha scritto non è riuscito a celare il suo profondo astio per Magdi Allam nonchè il suo compiacimento per l'interrogazione" (Virginia B)

A questo coro di sdegnate reazioni hanno fatto eco le email e i commenti che ho ricevuto dopo la pubblicazione degli articoli e dei post che riguardano il loro idolo (non parliamo poi delle telefonate, e dei commenti fatti di persona dopo le conferenze e gli incontri). A chi blatera di "odio", "astio", "invidia" ecc ecc - perché, evidentemente, non sa dove l'onestà intellettuale, la credibilità, l'obiettività e l'onore stiano di casa - dedico i seguenti estratti, scritti da cittadini italiani, autoctoni e non. "Dopo una lettura superficiale di questo blog le mie impressioni su Allam peggiorano e la mia approvazione per quanto dici aumenta". "Come far uscire fuori la meschinità di un uomo con ottime parole senza sfiorare mai la maleducazione (come fanno molti). Bravo Sherif". "Ho avuto modo di leggere la lunga e serrata replica al "libro" di Magdi Allam e l'ho trovata strepitosa! Grazie per il suo coraggio e la sua lucidità, grazie anche per avere ricordato a questo signore che forse per essere davvero italiani bisognerebbe avere il senso del ridicolo!". "Vorrei farle i miei complimenti per quella strepitosa descrizione di quel fanatico traditore di culture, quel creatore di odio, Magdi Allam. Personalmente finora non ho capito da quale giungla paranoica sia uscito". "Più che amare l'Italia per ciò che è, ama sicuramente l'essere "arrivato" camminando sopra le teste altrui, noncurante della "sacralità della vita" o meglio dei diritti e della dignità di ogni persona. Da buon lupo di mare, ha saputo sfruttare al meglio il vento dell'islamofobia e passare per profondo conoscitore del mondo mussulmano e dell'Islam, diventando l'ospite fisso di certune trasmissioni e scrivendo "libri" con notizie di prima mano....degne proprio di novella 2000...con tutto il rispetto per chi fa quel mestiere e non si sognerebbe mai di parlare di politica, guerra e religione". "Ho sempre rispettato i Salesiani per la loro capacità nell’istruire ma devo dire che sia Lei che Magdi Allam siete davvero due belle “penne” al di là dei contenuti che esulano dal complimento. Ho letto con interesse le sue lettere ad Allam e ce n’è abbastanza per rivendicare un dibattito pubblico in casa nostra (l’Italia) e ridefinire il profilo di quella sana diffidenza che non ha nulla a che vedere con l’intolleranza razziale (...) Ha tutte le ragioni di questo mondo per cantarle al Dott. Magdi Allam ma ho avvertito una differenza sottile fra i due canali di informazione che si chiama potere. Il film CARPE DIEM ci ricordava che da una posizione alta è più facile esprimersi e in quella posizione e in quei momenti a nessuno passa per la testa di poter cadere". "Stamattina ho letto la lettera al ministro Amato di Magdi Allam in merito alla cittadinanza, pubblicata sul Corriere. Penso di non esagerare dicendo che è una delle letture che più mi ha indignato negli ultimi anni. Mi sento profondamente offesa come italiana, per quel tono paternalistico e mellifluo con cui i sig. Allam "ci" rimprovera di farci dettar legge dai terroristi; come lavoratrice, perché da cinque anni lavoro tutti i giorni anche per abbattere quei pregiudizi e luoghi comuni nel cui il sig. Allam sguazza, in malafede e per interesse personale; come studiosa, perché per quindici anni ho studiato con passione e senso critico le civiltà del Medio Oriente, l'incontro e le reciproche mutuazioni tra civiltà, le contaminazioni straordinarie a cui ogni cultura, da che esiste memoria storica, è soggetta; infine come persona, che ha la fortuna di avere molti amici stranieri e musulmani, che è la compagna di uno straniero musulmano e che è cosciente, con una certa fierezza, che una parte spero rilevante dei miei concittadini ripudierebbe con orrore i messaggi di odio e falsità che Allam si sente in diritto di sbattere sulla prima pagina di uno dei principali quotidiani nazionali. Perdoni lo sfogo". "Non sono affatto stupita che il Sig. Allam l'abbia inclusa nella sua lista nera. Durante la trasmissione Incudine avevo notato un fastidioso accanimento nei suoi confronti. Ricordo che Allam scuoteva la testa ancor prima che lei potesse formulare una frase di senso compiuto. Perchè? Perchè lei costituisce una minaccia concreta alla carriera di Allam: lei incarna la possibilità di una fonte alternativa di informazione, lei propone una differente chiave di lettura degli avvenimenti, troppo diversa e troppo scomoda per essere tollerata. Finchè la posizione di Allam rimarrà l'unica, questa rappresenterà anche l'unica verità autorevole e, in quanto tale, inconfutabile. Ma se le voci critiche si moltiplicassero? Se altre interpretazioni venissero considerate parimenti credibili? Il prestigio di Allam si ridurrebbe notevolmente e questo costituirebbe l'inizio della fine della sua carriera giornalistica".

Per fortuna, il mondo è bello perché è vario. Ci sarebbe di che preoccuparsi, invece, per il destino di Magdi Allam: vederlo definito nell'articolo di Biondani molto freddamente come "il giornalista Magdi Allam" non ha niente a che vedere le appassionate e decise difese che Il Corriere riservava al proprio Vicedirettore, per quanto "ad personam".

Come scrive Valerio Evangelisti, autore di una serie di gustosi articoli su Allam: "Nessuno osi dire che Magdi Allam avanzava ipotesi infondate e vagamente deliranti. E’ solo che gli eventi non si sono poi conformati alle sue costruzioni liriche". In effetti le indagini della Magistratura e le intercettazioni hanno svelato e confermato proprio l'esistenza di quel mercato della paura, di quella fabbrica delle balle, denunciata dai colleghi de La Repubblica e negata invece decisamente da Magdi Allam.