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venerdì 28 luglio 2006

I responsabili del degrado

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Credo che quasi tutti sappiano già della mega rissa che si è scatenata tra un gruppo di spacciatori maghrebini e un gruppo di spacciatori nigeriani a Padova. Gian Antonio Stella ha descritto l'atmosfera molto bene sulle pagine del Corriere: "Cinque ore di guerriglia. Con i due «eserciti» armati di bastoni, machete, coltelli, spranghe... Di qua i nigeriani decisi a devastare anche il sottoscala eletto dai musulmani a moschea, di là i maghrebini decisi a vendicare l'offesa verniciata di motivi più o meno religiosi. E decine di poliziotti che tentavano di sedare la gigantesca rissa (21 arresti e 50 espulsioni) sparando in aria, lanciando candelotti lacrimogeni, circondando l'area fra latrati di sirene". Ma l'ottimo Stella ha acceso anche i riflettori sulle ragioni che hanno trasformato interi quartieri in ghetti dove spadroneggiano i violenti: "Certo è che via via che i muri si scrostavano e gli ascensori si fermavano per sempre e i campanelli venivano sventrati, gli avvocati, i giornalisti, gli architetti, i medici e gli studenti italiani se ne sono andati e al posto loro si sono ammucchiati immigrati in larghissima parte africani. Disposti, per sopravvivere, a fare i lavori più duri, discutibili e spesso illegali. Ma soprattutto disposti a pagare, per 28 metri quadrati, denuncia il sindaco Flavio Zanonato, «anche mille euro al mese». Spartiti a volte tra sette o addirittura nove o più persone, costrette a scambiarsi lo stesso letto a turno per dividere la spesa. Una storia che noi italiani dovremmo conoscere. Esattamente uguale a quella, per esempio, fotografata un secolo fa dal grande Jacob Riis a Bayard Street, nella Little Italy di New York, dove in un block di 132 stanze vivevano 1.324 napoletani e veneti, romagnoli e siciliani. E che faceva scrivere al nostro Adolfo Rossi, inorridito: «A New York c'è quasi da vergognarsi di essere italiani»". I proprietari italiani di appartamenti quindi, non solo sono responsabili del degrado che ha portato gli abitanti originari a fuggire, ma anche del peggioramento della situazione, della creazione del ghetto e dello sfruttamento dei suoi nuovi abitanti. Interessante notare: come "«Contro gli sgomberi si sono sempre ribellati per primi, scatenando ricorsi al Tar, i proprietari degli alloggi che non vogliono perdere le galline dalle uova d'oro», dice Daniela Ruffini, assessore alla Casa e all'immigrazione".