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mercoledì 19 luglio 2006

Missione Sorriso

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La Repubblica ci informa che è in corso una "Missione sorriso per un team di sedici professionisti israeliani dell'intrattenimento. Un gruppo di prestigiatori di fama partirà domani alla volta della Galilea con l'obiettivo di tenere alto il morale dei bambini sottoposti da una settimana allo stress dei bombardamenti dei guerriglieri Hezbollah". Altri quotidiani, per fortuna, ci propongono le foto di questi "bambini sottoposti allo stress", che a quanto pare non hanno bisogno di prestigiatori o di giocattoli: sono perfettamente a loro agio tra i militari e in mezzo alle bombe (ma non era Israele che teneva sempre lontano i bambini dai teatri di guerra, a differenza dei "barbari palestinesi e libanesi" che li usano come scudi umani? O forse i "prestigiatori di fama" si sono portati dietro le bombe negli asili e nei rifugi per farle autografare e quindi riconsegnarle all'esercito israeliano che poi le manda al destinatario?). Le foto ritraggono bambini israeliani mentre, sorridenti, autografano le bombe che fra poche ore mieteranno vittime fra i bambini e i civili libanesi. Roba da non credere.

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Gli effetti di una bomba "Sorriso" in Libano

Spesso e volentieri si sono viste, in giro sul web o anche sui media occidentali, le immagini di bambini palestinesi travestiti da kamikaze e da piccoli soldati. Spesso e volentieri, e giustamente, è stato denunciato chi metteva loro armi in mano o faceva loro leggere libri che inneggiavano alla guerra e al conflitto eterno. I bambini sono il futuro, sono la speranza della pace, si è detto: sacrosanta verità. Ma nessuno apre bocca sul corrispettivo israeliano, altrettanto vergognoso, di quella realtà di odio inculcato, di indottrinamento mediatico e sociale e non solo. Lì i bambini non giocano con le cinture esplosive o i sassi, ma con le mitragliatrici veloci e pesanti, si insegna loro come impugnare un'arma, come mirare al bersaglio, come abbattere un "nemico

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Altre volte, ai bambini si insegna - a volte semplicemente con l'impassibilità e l'implicita approvazione che si manifesta con le risate e la protezione armata - che è opportuno umiliare i coetanei (e non solo) arabi: insultando, sputando, spintonando e prendendo a sassate...

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Un bambino israeliano a Hebron prende a sassate i bambini delle scuole palestinesi mentre i militari e i famigliari guardano divertiti. Vedi Qui.

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Bambini israeliani prendono a calci e sputi una donna palestinese, mentre i soldati guardano impassibili.

Altre volte ancora li si usa come "scudi" e come "arma di propaganda", a beneficio delle telecamere e dei giornalisti internazionali, come accaduto durante il ritiro dalla striscia di Gaza.

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Un bambino israeliano consegna le armi all'Esercito israeliano prima del ritiro da Gaza

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Nessuno si indigna? Nessuno chiede ad Israele di garantire un'educazione più sana ai propri bambini? O quanto meno di avere la decenza di non fare i disegnini sulle bombe che uccideranno bambini persino più piccoli di loro?