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domenica 16 luglio 2006

Repetita iuvant

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I medici prestano le prime cure a un bambino.
Si tratta di uno dei pochi superstiti tra i passeggeri del bus
colpito da un raid israeliano mel sud del Libano

Ieri, nei commenti, Maria José ha segnalato un articolo molto interessante, in inglese, di Ray Close, già analista della CIA per il Vicino Oriente. Di seguito, la traduzione del primo capoverso:
"Una delle definizioni di pazzia è la ripetizione per innumerevoli volte della stessa azione, aspettandosi sempre un risultato diverso. Per più di mezzo secolo, gli Israeliani hanno applicato la tattica della rappresaglia massicciamente sproporzionata a ogni atto provocante di resistenza tentato dai palestinesi, aspettandosi ogni volta che questo possa portare la pace e la sicurezza a tutte le persone in Terra Santa. Ogni singola volta che lo hanno fatto, si è ritorto contro di loro. Ogni singola volta. La filosofia nazionale (che è realmente più profonda e più significativa della semplice tattica militare) che giace sotto questa devozione all'eccessiva reazione massiccia, e particolarmente il suo corollario, ovvero la punizione collettiva, è ovviamente ed in modo dimostrabile stupida e futile. Non intidimisce o dissuade i palestinesi, e non lo FARÀ MAI. Indurisce piuttosto la loro determinazione per resistere e sfidare. Non mi interessa se considerate i palestinesi terroristi o comuni criminali o combattenti per la libertà o eroi di resistenza nazionale. Se siete esseri umani intelligenti e sensibili, imparate dai vostri errori passati e prendete una decisione razionale per tentare qualcosa di diverso. La leadership Israeliana per tutte queste numerose generazioni è stata incapace di praticare questo piuttosto semplice esercizio mentale e morale...”
Il resto qui. Declinando il discorso "alla libanese", si spiegano molte cose...