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lunedì 3 luglio 2006

Sartori, l'esperto de noantri

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Il presidente del Consiglio Prodi ha dichiarato che la strumentalizzazione della donna, emersa dalle intercettazioni nello scandalo Savoia, lo ha profondamente intristito. A me però non sembra, anche dalle intercettazioni, che ci sia stata alcuna "strumentalizzazione". Insomma: la Gregoraci afferma che non è successo nulla. Erano solo "bacini e abbracci" consenzienti che, secondo la Monse, le hanno fruttato la partecipazione ad una trasmissione Rai. Non mi sembra che queste vallette siano stato obbligate o costrette a fare alcunché. Ma perché ci indigniamo così tanto? Sapevamo tutti che funzionava così. E perché ci intristiamo, se è la stessa società ad insegnare ed inculcare questi modelli nei giovani e negli adolescenti ? L'altro giorno, su La Stampa, c'era un articolo che raccontava gli svaghi degli adolescenti di Cittadella, 35 chilometri da Padova e 20 mila abitanti, crocevia di una delle zone più produttive e ricche di questa parte della provincia. Un posto, scrive il corrispondente, dove "i soldi non mancano: c’è edilizia, c’è impresa, c’è un polo siderurgico, c’è libera professione di prestigio. Non mancano nemmeno i passatempi: piscine, campi da tennis e da calcetto, i più economici ma organizzatissimi patronati con i gruppi estivi parrocchiali, i Grest, sempre attenti a mettere proposte allettanti sul tappeto della noia giovanile".
Eppure i giovani si sono inventati un altro divertimento, scoperto a caso da un pedone che passa vicino ad un gruppo di adolescenti che sembra giocare: dalla mischia si stacca la figura di una ragazzina che avrà sì e no tredici anni. E’ mezza nuda, alcuni dei suoi indumenti sono nelle mani dei maschi. Lei corre, al passante che assiste alla scena sembra fuggire a una violenza. Lui, adulto, si butta in mezzo, cerca di difenderla e solo in quel momento si accorge che lei ride; insultato e sbeffeggiato, capisce di aver interrotto "un gioco": Tre euro per guardare, cinque per toccare il seno e la tariffa pronta a raddoppiare, arrivando a dieci, se la mano può azzardare sotto la gonna. «Genitori - ammonisce il parocco del paese - voi pensate solo a lavorare e non seguite i vostri figli. Finirà che a inseguirli dovranno essere i carabinieri. Voi pensate a tirare su case, e buttate giù i vostri figli». Sono i figli stessi a raccontare ai genitori quello che accade tra gli studenti della scuola media Pierobon, protagonisti ragazze e ragazze dai 12 ai 16 anni di età. A stilare un vero e proprio tariffario sarebbero state le ragazze: tre, cinque, dieci euro a seconda di quello che il maschio voleva raggiungere. Ecco, in questo contesto surreale, quello che preoccupa i pseudocattolici alla Andrea Sartori, sono le scuole "islamiche" o il velo che portano le ragazze musulmane.
Sul forum di Magdi Allam, Andrea Sartori sentenzia in un post pubblicato, guarda caso, come lettera del giorno: "loro propongono dei ghetti: non si può accusare Magdi Allam di seminare odio quando si è i primi propugnatori di scuole divise, si cerca di non far venire in contatto i figli dei musulmani coi nostri figli: sembra che vogliano l'apartheid: e l'apartheid crea odio". E chi ha mai propugnato scuole divise? A me sembra che si sia sempre parlato di scuole riconosciute legalmente e aperte a tutti, dove sia possibile imparare oltre l'italiano e tutto il resto, anche l'Arabo e il Corano. Ed è stata proprio questa proposta a far schizzare il nostro, che ne ha dette di tutti colori sugli esponenti della chiesa e Pisanu che si sono detti d'accordo in linea di principio con l'idea. Persino il Papa, ultimamente, si mostrò aperto al progetto. E poi Sartori rincara la dose: "Qui non abbiamo davanti al Ghazali, come lo aveva Averroè: Ghazali era una mente, e Averroè ha scritto un trattato filosofico per confutarlo. Qui abbiamo davanti dei politicanti e dei demagoghi confutabili in un post. Molti di loro, come dacia Valent o el Sebaie, l'islam lo conoscono poco e male".
Trovo un pò ridicolo che sia proprio Sartori a dirmi che l'Islam lo conosco poco o male. Proprio lui, l'antisemita del forum "Noi e gli Altri" moderato da Allam, quello del "Gli ebrei hanno imparato lungo i secoli ad essere civili", come se fossero scimmie in pieno processo evolutivo, che fa parte di quella massa di neocon pseudocattolici, crociati peroccidentalisti e dei cristiani sionisti. Ecco, lui conosce l'Islam molto bene, sicuramente meglio del sottoscritto. Sartori conosce così bene l'Islam tanto da affermare che "L'Islam ama la morte", portando come esempio Bin Laden. Fino ad ascrivere - contro ogni ricerca storica e documentazione seria - l'incendio della Biblioteca Alessandrina al califfo Omar e invocare l'aiuto dell'occidente a "questi popoli per liberarsi dell'odioso colonialismo culturale arabo-islamico". Ecco lui, serio, sereno, moderato, obiettivo e imparziale, conosce l'Islam meglio di chi è nato musulmano, in un paese musulmano, di chi ha studiato l'Islam per mano un docente laureato presso Al-Azhar, la millenaria facoltà teologica sunnita, all'interno di una scuola salesiana, cristiana, italiana, occidentale in terra araba e islamica, contraltare e contraddizione vivente di quelle scuole arabe, musulmane, egiziane, orientali che oggi lui e gli esperti di "cose turche" rifiutano e combattono con tutte le loro forze. Una curiosità degna di essere sottolineata: la dirigenza salesiana della scuola riconosceva lo sforzo dei propri allievi nello studio del Corano e della religione islamica premiando ogni due anni i propri studenti musulmani con certificati e medaglie. Certificati che conservo e mostro a perenne memoria della possibilità e dei frutti dell'integrazione, e che sbatterò in faccia a chiunque sostenga che la scuola "confessionale" sia un apartheid immondo e una prospettiva inaccettabile. Mi confutino quei certificati, e vengano a dirci, come ha fatto Allam durante la puntata dell'Incudine, che nei paesi arabi non c'è "libertà di culto" ma una "cultura dell'odio" a livello scolastico. Proprio lui, Santo Cielo, che in quella stessa scuola ha studiato!