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martedì 11 luglio 2006

Una vittoria meritata?

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Mentre in Italia si festeggiano gli "eroi", i "campioni" e via discorrendo, con tanto di Freccie tricolori, onorificenze dell'Ordine al Merito della Repubblica, incontri istituzionali, prima pagine dei quotidiani, trasmissioni Tv, parate e bagni di folla - manco avessero scoperto la cura dell'Aids o una forma di vita intelligente nello spazio - la stampa internazionale si fa la domanda che chiunque - con un minimo di intelligenza - si sarebbe fatto dopo l'espulsione di Zidane. Ma che alcuni italiani, vuoi per "spirito patriottico", per convenienza politica o per interesse affaristico, si guardano bene dal fare. Ovvero: che cosa ha detto esattamente il giocatore Materazzi per provocare la reazione violenta di Zidane?

Il mio primo sospetto, già qualche secondo dopo aver saputo dell'incidente - e soprattutto conoscendo il clima in Italia, dopo anni di propaganda negativa nei confronti degli arabi, degli islamici e degli extracomunitari in generale - era quello dell'insulto. E in effetti questa sembra la versione più gettonata dai media di mezzo mondo. Secondo una prima versione del quotidiano The Guardian, l'insulto - già rivolto più volte in precedenza a Zidane - sarebbe "Terrorista". Materazzi smentisce e fa il furbo spiritoso, il finto tonto: "Non e' assolutamente vero, non gli ho detto terrorista, sono ignorante non so neanche cosa voglia dire''.

Che fosse ignorante - come tutti i giocatori di calcio - lo sapevamo, ma cosa significa che non sa cosa vuol dire "terrorista" ? Un italiano - anche il più ignorante degli analfabeti che compongono le squadre calcistiche - non può dire una cosa del genere. Sono anni che i media italiani bombardano il popolo con termini come "Terrorista islamico", "Kamikaze", "Fatwa", "Taqqiya" e via dicendo. Persino quelle vallette che di mestiere fanno da fidanzate ai calciatori hanno cominciato a fare le opinioniste in materia di diritti femminili e politica dei paesi islamici.
Se Materazzi non sa cosa sia un terrorista, cosa hanno fatto allora in questi anni le Fallaci e i Allam, che da anni si prodigano per diffondere questi termini presso le Rossane di Pordenone, le Casalinghe di Voghera e i giocatori di calcio? Materazzi ci vuole prendere per i fondelli o cosa, esattamente? E' ovvio che la sua risposta voleva essere ironica e sprezzante. Per quanto mi riguarda, è una vera e propria ammissione di colpa, una confessione in piena regola.

Qualunque sia il termine esatto - la tv brasiliana "O Globo" che ha consultato un esperto di lettura del labiale sostiene che Materazzi avrebbe offeso due volte la sorella di Zidane dandole della prostituta prima di rivolgersi a lui con una frase oscena - sembra ovvio che Materazzi abbia insultato Zidane. Altrimenti non si spiegherebbe la reazione incontrollata del giocatore francese nell'ultimo match della sua brillante carriera.
E' un uomo ed è comprensibile che di fronte alle provocazioni di un altro giocatore, dopo un lungo e snervante match, abbia perso la calma. Ad ogni azione corrisponde una reazione, o forse vorranno dirci che anche in questo caso il musulmano cattivo e maleducato ha sognato le vergini e quindi aggredito senza alcun motivo apparente? In ogni caso, Zinedine Zidane spiegherà presto le ragioni che lo hanno portato a colpire Marco Materazzi. Lo ha dichiarato il suo agente Alain Migliaccio: "Al momento Zizou non vuole aprire l'argomento ma certamente ne parlerà tra qualche giorno".

Sono profondamente convinto che qualcuno, come parte della tifoseria italiana che ieri dava dei "cioccolatini" ai giocatori francesi, bruciava le bandiere della République, sia rimasto sconvolto e forse anche disgustato di fronte allo spettacolo di una nazionale francese composta da giocatori di colore (tema affrontato ieri con grande genialità ironica da Beppe Grillo). E da giocatori che si sono fatti difendere dalla Fallaci, quando questa difese il diritto di Totti di sputare sul proprio avversario, un insulto era il minimo da aspettarsi.
La cosa triste è che la storia la scrivono i vincitori e sarà difficile dimostrare che il comportamento inaccettabile e vergognoso non era quello di Zidane, che tutti ora si dilettano a massacrare, ma quello di Materazzi. Abbiamo però una soddisfazione: quella testata al petto di Materazzi, che gli è costata l'espulsione dalla finale con l'Italia, non ha impedito che gli venisse assegnato il Pallone d'Oro della Fifa "grazie alle eccellenti prestazioni offerte durante tutta la Coppa del Mondo FIFA", coronandolo miglior giocatore del mondo, prima di due italiani.
Ma se Zidane dovesse confermare che si è trattato di un grave insulto e questo venisse provato, non basteranno le scuse per cancellare la vergogna di una vittoria ottenuta con mezzi discutibili. Una vittoria che non ha niente a che vedere con l'Italia, con la Patria, con la bandiera, ma molto con le società italiane calcistiche quotate, coinvolte o meno nello scandalo delle intercettazioni: Juventus, un progresso del 6,93% (1,49 euro l'ultimo prezzo registrato). La Roma, salita del 3,26% a quota 1,02 euro. La Lazio, nell'asta di chiusura tra le 16.30 e le 16.35, trattata a 0,29 euro (+2,45% rispetto a venerdì).
Quella Coppa andrebbe restituita e l'Italia dovrebbe essere squalificata. Per venticinque anni almeno, il tempo di comprendere il significato della parola "multietnico" e fare ancora un pò di pulizia in casa. Spiacente di avervi rovinato la festa.