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giovedì 10 agosto 2006

Fermare le atrocità di Israele

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L’attacco israeliano sul Libano, sostenuto dagli Usa, ha lasciato il paese tramortito, incenerito e arrabbiato. Il massacro di Qana e le vite perse non sono semplicemente «sproporzionati». Si tratta, secondo le leggi internazionali, di un crimine di guerra. Anche la distruzione deliberata e sistematica dell’infrastruttura sociale del Libano da parte delle forze aeree israeliane è un crimine di guerra, progettato per ridurre il paese allo status di un protettorato israeliano-statunitense. Questo tentativo si è però ritorto contro, mentre il resto del mondo guarda atterrito. Nello stesso Libano, l’87% della popolazione ora sostiene la resistenza di Hezbollah, inclusi l’80% dei Cristiani e Drusi e l’89% dei Musulmani Sunniti, mentre l’8% crede che gli Stati uniti sostengano il Libano. Queste azioni tuttavia non saranno giudicate da alcuna corte istituita dalla «comunità internazionale» perché gli Stati uniti e i loro alleati, che commettono (o sono complici di questi crimini spaventosi), non lo permetteranno. Ora è chiaro che l’attacco in Libano per epurare Hezbollah è stato preparato molto tempo prima. I crimini di Israele hanno ricevuto il lasciapassare dagli Stati uniti e dai fedeli alleati britannici di sempre, nonostante l’opposizione schiacciante a Blair nel suo paese. La breve pace di cui il Libano ha goduto è giunta alla fine mentre il paese è costretto a ricordare un passato che sperava di lasciare alle spalle. Il terrore di stato inflitto al Libano si sta ripetendo nel ghetto di Gaza mentre la «comunità internazionale» sta a guardare in silenzio. Nel frattempo il resto della Palestina viene annesso e smantellato con la diretta partecipazione degli Stati uniti ed il tacito consenso dei loro alleati. Noi offriamo la nostra solidarietà e sosteniamo le vittime di questa brutalità così come coloro che vi costruiscono la resistenza. Per quanto ci riguarda, useremo tutti i mezzi a nostra disposizione per smascherare la complicità dei nostri governi in questi crimini. Non ci sarà pace in Medio Oriente finché le occupazioni di Palestina e Iraq e le bombe «temporaneamente» sospese sul Libano continueranno.

Tariq Ali, Noam Chomsky, Eduardo Galeano, Howard Zinn, Ken Loach, John Berger, Arundhati Roy