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lunedì 14 agosto 2006

Le soglie dell'inimmaginabile

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Secondo i mezzi di informazione, l’attentato sventato a Londra sarebbe stato “inimmaginabile”. Un aggettivo alquanto inappropriato per descrivere qualcosa di cui sia le autorità inglesi che quelle americane rifiutano di fornire pienamente i dettagli, almeno finora. Perché inappropriato? Perché, innanzitutto, era perfettamente immaginabile che gruppi o individui che si riconoscono nel modello qaedista provassero a mettere a segno qualche altro attentato spettacolare. Non c’è affatto bisogno di ricorrere ai pareri di un astrologo o alla cabalistica dei numeri, come alcuni noti grandi esperti di "cose islamiche" fanno dalle nostre parti, per immaginare le conseguenze del clima politico internazionale particolarmente arroventato, che si è ulteriormente acceso dopo l’aggressione israeliana al Libano.

Io non credo che un giovane si svegli la mattina e decida di farsi saltare in aria solo perché gli sono state promesse 72 vergini nell’Aldilà. È semplicemente inconcepibile, poi, che decine di giovani - come nel recente caso londinese, ammesso che non sia un falso allarme - si prestino a missioni suicide senza che dietro ci sia un particolare lavaggio del cervello basato su testimonianze di sofferenza da parte di inermi civili e la convinzione che quanto stiano facendo rappresenti - secondo loro - una vendetta giusta e solo per questo in qualche modo “gradita” e “ricompensabile”. Ma se uno osa affermare questa semplice constatazione, anche alla luce delle confessioni dei mancati attentatori, apriti cielo: “giustifica il terrorismo”, “sostiene le ragioni di Bin Laden”!

Eppure la natura reattiva del terrorismo è così palese che non ci sarebbe nemmeno bisogno di spiegarla. Persino l’11 settembre, presentato come l’origine di tutti i mali, trova le sue origini - da parte degli attentatori - nei dieci anni di embargo e di bombardamenti che hanno prostrato l’Iraq e spianato la strada per un’occupazione che non manca di deliziarci con i suoi frutti, l’ultimo dei quali era l’uccisione di un intera famiglia (padre, madre e piccolo fratellino) da parte dei soldati americani, dopo che un membro della pattuglia violentò – in presenza dei genitori - la piccola figlia quattordicenne. Non è una leggenda metropolitana, visto che il caso è stato ufficialmente riconosciuto. Siete arrabbiati? E' difficile immaginare che qualcuno possa usare cinicamente questo episodio per indurre un giovane in crisi a trasformarsi in una bomba umana?

Il terrorismo non nasce dal nulla. Il terrorismo si alimenta delle azioni di altri, delle conseguenze dell’occupazione americana in Iraq, delle sofferenze delle famiglie libanesi, delle vittime della questione palestinese. La violenza genera odio e l’odio alimenta la vendetta. È così difficile immaginarlo? È così difficile accogliere questa spiegazione? Perché l’ostinazione nel credere che il terrorismo nasca solamente dal fanatismo irrazionale, dall’odio cieco e privo di motivi? Che non trovi invece radici in ciò che ci circonda? Che non dipenda in buona parte anche dalle proprie azioni? Presunzione, arroganza, vittimismo? Qualcuno saprebbe spiegarmelo?

C’è un secondo motivo per cui è inappropriato affermare che l’attentato sventato sarebbe stato inimmaginabile. Far saltare in aria dieci aerei contemporaneamente non ha nulla di inimmaginabile, per quanto cinico possa sembrare affermare una cosa simile. La soglia dell’inimmaginabile è stata già superata, l’11 settembre del 2001, quando a qualcuno venne in mente di dirottare aerei di linea, usarli come missili “intelligenti” e farli schiantare sulle torri gemelle e sul Pentagono. Questo sì che era inimmaginabile, così come lo era assistere a quel disastro in diretta televisiva mondiale.

Mi chiedo quindi se è opportuno parlare di “inimmaginabile” per un piano che prevede l’abbattimento di dieci aerei. Ritengo – molto cinicamente – che l’unica cosa inimmaginabile che possa accadere dopo la fatidica data dell’11 settembre sia l’esplosione di una bomba nucleare o di un’arma chimica in una zona densamente popolata. Ma perfino questa minaccia è stata svalutata dal clima di isteria che politici e giornalisti prezzolati hanno diffuso in tutto il mondo, dove ognuno fa a gara per spararla più grossa dell’altro. Per dirla brevemente, non c’è più nulla di "inimmaginabile", quando si parla di terrorismo. L’uso di quell’aggettivo, in simile contesto, è ormai indice palese della volontà, sì di terrorizzare, ma da parte dei media e dei politici.

È inimmaginabile, invece, che il presidente della più grande superpotenza mondiale si inventi la presenza di armi di distruzione di massa e connessioni con Alqaeda per invadere l’Iraq, che il primo ministro britannico avvalli un dossier falsificato in maniera rudimentale e irrisoria per giustificare quell’occupazione, e che entrambi vengano rieletti. E' inimmaginabile che Israele bombardi impunemente per settimane il Libano mentre isterici individui senza vergogna parlano di “antisemitismo” e di “diritto all’esistenza” per zittire ogni critica, allorché è palese anche alla lavandaia dell’angolo che le uniche esistenze in pericolo sono quelle dei vicini di casa di Israele, che si continui a paventare pericoli spacciando qualche clandestino con un permesso di soggiorno scaduto per un pericoloso estremista in sonno.
Ecco, queste sì che sono cose inimmaginabili, anzi...è inimmaginabile persino pensarle queste cose. Ma...sbaglio, o anche queste si sono verificate?