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domenica 27 agosto 2006

Torturare è giusto, torturare è possibile

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di Marco Ferri

pubblicato su Megachip
Per sostenere il ripugnante principio secondo la quale ci vuole un "compromesso tra lo stato di diritto e la sicurezza nazionale", qualche giorno fa sul Corriere della Sera, nei giorni immediatamente successivi all'allarme antiterrorismo lanciato negli aeroporti inglesi, Angelo Panebianco ha scritto: "Immaginiamo che tra qualche mese venga fuori che l'Apocalisse dei cieli, il grande attentato destinato a oscurare persino gli attacchi dell'undici settembre, con migliaia di vittime innocenti, sia stato sventato solo grazie alla confessione, estorta dai servizi segreti anglo-americani, di un jhadista coinvolto nel complotto, magari anche arrestato (sequestrato) illegalmente." Panebianco si è poi chiesto:"Chi se la sentirebbe in Europa di condannare quei torturatori? La risposta è: un gran numero di persone. In Italia più che altrove." Infatti, gli ha risposto, sempre sul Corriere della Sera Claudio Magris, ricordando a Panebianco che anche in guerra ci sono delle regole giuridiche. Ma Panebianco ha messo in discussione la competenza di Magris a discutere di politica. Commenti salaci sulle posizioni di Panebianco si sono letti su l'Unità e sul Manifesto.

Sulla questione, ben prima della posizione assunta da Panebianco, Megachip ha pubblicato un articolo di Giulietto Chiesa (vedi "Dallo Stato di Diritto all'involuzione dell'Impero" dell'11 agosto 2006). Perché la questione non è una esercitazione accademica, ma è drammaticamente ficcata nella realtà delle politiche sulla sicurezza dei governi occidentali, a proposito di tortura e di giustificazione politico-giuridica della tortura, esemplare è il caso di Craig Murray, che è stato recentemente intervistato per RaiNews24 da Mario Sanna e Maurizio Torrealta. Craig Murray è stato ambasciatore britannico in Uzbekistan. Nel periodo cha va dall'agosto del 2002 all'ottobre del 2004 ha scoperto la tortura dei servizi segreti uzbeki sui prigionieri politici e ha denunciato l'uso che delle informazioni estorte, spesso inattendibili, facevano la Cia e il 'Foreign Office' inglese. Craig Murray è stato ascoltato dalla Commissione d'inchiesta dell'Europarlamento sui voli e i sequestri della Cia in Europa alla fine di aprile. Murray è stato ambasciatore britannico in Uzbekistan dal 2002 al 2004. Cosa ha dichiarato Murray alla Commissione? Ha detto che i servizi segreti americani e britannici hanno utilizzato testimonianze di detenuti ottenute mediante tortura e non ha escluso che i servizi segreti di molti paesi europei fossero informati di quanto facessero i loro colleghi in Uzbekistan. [...]
L'articolo di Panebianco, accanto, fatte le debite proporzioni, a quelli di Magdi Allam e di Giuliano Ferrara, per non parlare di quelli dell'agente Betulla, e di tutta la macchina propagandistica a favore della guerra di civiltà hanno segnato in questi anni il punto di non ritorno tra lo stato di diritto e la logica della guerra infinita al terrorismo. "Nel caso specifico il nuovo sistema di regole è quello imperiale" dice Giulietto Chiesa nell'articolo pubblicato da Megachip.info l'11 agosto, "cioè quello dell'unica superpotenza rimasta sul pianeta, che non accetta più lacci e lacciuoli che la vincolino a regole comunemente accettate, ma che è determinata a stabilire un nuovo sistema di regole sostanzialmente emananti da un unico centro di potere." E continua: "E' questo il vero cambio di marcia realizzato dal gruppo di uomini, capitanati da Dick Cheney, che, insieme a George Bush, hanno preso il potere negli Stati Uniti nell'anno di grazia 2000, uno prima del fatale 2001, primo del nuovo secolo, contenitore dell'11 settembre. Un gruppo che non ha alcuna intenzione di abbandonare il campo conquistato." La testimonianza di Craig Murray è un balsamo per la coscienza critica di ciascuno di noi.