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martedì 12 settembre 2006

Antisemitismo II atto (stavolta è un rabbino).

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FUORI DI SE' RICCARDO PACIFICI, PORTAVOCE COMUNITA' EBRAICA ROMA
APCOM - "Siamo assolutamente felici e orgogliosi, pur non condividendo nulla di ciò che è stato detto al convegno promosso dall'Islamic Anti Defamation League (Iadl), che nel nostro Paese esista la libertà di espressione e di promuovere l'odio. Vogliamo però chiedere al presidente della Camera, Fausto Bertinotti, perché una simile iniziativa è stata ospitata in una sede istituzionale così prestigiosa quale la Camera". E' fuori di sé Riccardo Pacifici, portavoce e vicepresidente della Comunità ebraica di Roma, per la 'contro-celebrazione' dell'11 settembre promossa dalla Iadl questa mattina e ospitata nella Sala delle Colonne di Montecitorio."Vogliamo conoscere i responsabili di questo scempio, vogliamo i nomi e i cognomi - ammonisce ancora Pacifici ad Apcom - vogliamo sapere come è stato possibile come in una sede così prestigiosa come la Camera dei Deputati sia stato possibile, in una data così particolare, promuovere un simile dibattito. Chi sono coloro che hanno concesso questa sala? - rincara la dose Pacifici - vogliamo sapere quali sono i partiti che hanno favorito questa iniziativa, che non fa che allontanare questo dialogo che stiamo cercando di portare avanti". Dura critica verso uno dei relatori principali del dibattito, Moishe Arye Friedman che "non chiamo rabbino, perché per noi non lo è". "La sua è una posizione assolutamente e fortunamente minoritaria - spiega ancora il portavoce della Comunità ebraica romana - che non riconosce l'esistenza dello Stato d'Israele". Alla domanda se l'iniziativa di questa mattina possa aggravare ulteriormente la posizione dell'Ucoii all'interno della Consulta, Pacifici risponde: "Nel dialogo non esistono né la Iadl, né l'Ucoii. Quella di oggi è un'iniziativa notevolmente più grave dell'inserzione (a pagamento, ndr) dell'Ucoii sulle pagine del Quotidiano Nazionale in cui si equiparavano gli attacchi israeliani alle stragi naziste. Di fronte a questa nuova vicenda- osserva ancora Pacifici - ci aspettiamo una reazione ancora più forte, e con la stessa enfasi, di condanna all'iniziativa dell'Iadl". Si tratta, conclude Pacifici, di una "iniziativa incredibile, da parte di chi è solo in cerca di notorietà. Ma noi siamo assolutamente convinti - conclude - che tutto ciò non fa che rafforzare il nostro rapporto con chi ama il dialogo".
ANSA - ''Quel signore non rappresenta in alcun modo l'ebraismo viennese''. Cosi' il portavoce e vicepresidente della Comunita' ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, boccia su tutta la linea la presenza del rabbino anti-sionista Moishev Friedman all'incontro promosso oggi dalla Islamic Anti-Defamation League (Iadl) alla Sala delle Colonne della Camera dei Deputati, in occasione dell'11 settembre, per un appello comune con un parroco cattolico e un imam musulmano per la pace in Medio Oriente. Un incontro che Pacifici definisce ''un'orgia dell'odio'', puntando il dito contro chi ha concesso l'uso di una prestigiosa sede istituzionale. ''Siamo orgogliosi - commenta il portavoce della Comunita' ebraica - di vivere in un Paese in cui c'e' la liberta' di espressione, anche quella di chi istiga all'odio e di chi insulta le vittime del terrorismo e in particolare dell'11 settembre. Veniamo trascinati in questa vicenda che vuole dare notorieta' a certe figure, ma possiamo serenamente garantire che Friedman non e' il capo-rabbino di Vienna''. Pacifici ricorda l'esistenza, a Vienna come anche a New York, di una ''piccola e minoritaria'' parte dell'ortodossia ebraica che non ha mai accettato la rinascita dello Stato di Israele, in quanto non prevista dalle Scritture ed essendo avvenuta su presupposti laici. ''La nostra indignazione - aggiunge - va pero' nei confronti di coloro che, immaginiamo in buona fede, hanno concesso l'uso di una sede di cosi' alto prestigio''. ''Come mai - chiede - non sono state consultate le organizzazioni rappresentative del mondo ebraico, cattolico e anche islamico? Come e' stato possibile permettere quest'orgia dell'odio che possiamo definire molto piu' grave della vicenda dell'inserzione dell'Ucoii su alcuni quotidiani nazionali? Su questo vorremmo sentire la voce del presidente della Camera''. Secondo Pacifici, la vicenda ''va contro tutto il faticoso dialogo costruito finora con importanti risultati come la visita del rabbino capo Riccardo Di Segni alla moschea di Roma''. ''Ci domandiamo - conclude non senza ironia - se un tale convegno, magari con rabbini sionisti, con degli imam o dei rappresentanti cattolici si sarebbe potuto fare a Teheran o in qualsiasi altro Paese dove non esistono diritti umani. Invitiamo la Iadl ad andare in quei luoghi a promuovere il dialogo''.
"DIFFAMANO ISRAELE": DURA LA CRITICA DEL PRESIDENTE DELLA ADL EBRAICA
APCOM - "Rimango sorpreso che la Camera dei Deputati offra una sala a questo tipo di iniziative e a persone che diffamano Israele. Tutto ciò cosa ha in comune con l'11 settembre?". E' dura la critica di Alessandro Ruben, presidente dell'associazione ebraica "Anti Defamation League" sul Convegno promosso oggi dall'Islamic Anti Defamation League alla Camera dei Deputati."Iniziative come queste - ha detto Ruben ad Apcom - non aiutano ad avvicinare ma allontanano il dialogo. Oltretutto vorrei precisare che Friedman non è un capo rabbino di Vienna, non ha una sinagoga e non è affatto un capo rabbino".
"GRAVISSIME AFFERMAZIONI", "PICCOLI NASRALLAH", "BERTINOTTI SI DISSOCI". DESTRA E RADICALI SI SCATENANO.
APCOM - ''E' inquietante che la Iadl, associazione vicina all'Ucoii, abbia potuto organizzare nella Camera dei deputati un'iniziativa dichiaratamente antisraeliana, antiamericana, inneggiante agli Hezbollah e alle forze piu' oscure del mondo arabo''. E' quanto afferma il vice coordinatore di Forza Italia Fabrizio Cicchitto, in seguito all'incontro promosso oggi dalla Islamic Anti-Defamation League (Iadl) presso la Sala delle Colonne di Montecitorio
Velino - "È semplicemente ingiurioso che nell'anniversario dell'11 settembre nella sede del Parlamento italiano sia ospitato un convegno come quello dell'Islamic anti-defamation league il cui scopo e' di dimostrare che lo Stato d'Israele non avrebbe giustificazioni ne' storiche ne' bibliche". È quanto afferma il senatore di Forza Italia, Gaetano Quagliariello in merito al convegno La pace e' l'imperativo - Vittime di un popolo vittima promosso dall'Islamic anti-defamation league e previsto per oggi, 11 settembre, nella sala delle Colonne di Montecitorio. "Il convegno di Dacia Valent e del rabbino Moshe Friedman mostra dove si trovi una delle piu' insidiose radici dell'aggressione che l'Occidente sta subendo dal terrorismo islamico: nell'odio nei confronti di se stessi, che porta a giustificare ogni violenza, ogni atto di terrore e di sopraffazione. Dopo cinque anni, al grido 'siamo tutti americani' che riecheggio' l'11 settembre 2001, si e' gia' sostituito quello 'e' tutta colpa degli americani e degli israeliani' che risuona impunemente persino in sedi istituzionali. È ora - conclude Quagliariello - che le forze politiche, le istituzioni civili e religiose, le rappresentanze diplomatiche reagiscano e oltre a indignarsi per l'Olocausto negato inizino a mobilitarsi contro quello che si va preparando".
APCOM e ANSA - "L'indignazione della comunità ebraica espressa da Riccardo Pacifici in relazione alle gravissime affermazioni fatte oggi nel corso di un convegno organizzato dalla Iadl e celebrato alla Camera dei Deputati è assolutamente comprensibile e condivisibile". E' il parere di Simone Baldelli, deputato di Forza Italia e membro del direttivo del gruppo parlamentare di Fi alla Camera."Non ci sorprenderebbe sapere che a richiedere la sala convegni del Parlamento italiano per una contro-manifestazione antiamericana, proprio nel giorno dell'11 settembre, sia stata una di quelle forze politiche appartenenti alla maggioranza di governo, nelle cui manifestazioni si vedono bruciare le bandiere di Israele o degli Stati Uniti - aggiunge Baldelli - Se così fosse è evidente che si aprirebbe una grave questione politica".
APCOM - "Il presidente della Camera, Fausto Bertinotti, ha il dovere di prendere con forza le distanze dalle atrocità dette al convegno promosso dall'Islamic Anti defamation League alla Camera". Il senatore di An Alfredo Mantovano è critico sulla contro-manifestazione dell'11 settembre promossa dall'Iadl e ospitata stamattina nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati. "Immagino e vorrei immaginare che il presidente Bertinotti non sapesse fino in fondo chi doveva partecipare, né tanto meno ciò che sarebbe stato detto - sottolinea Mantovano ad Apcom - però poiché tutto ciò è accaduto all'interno di Montecitorio e l'11 settembre, il presidente Bertinotti ha oggi il dovere di prendere con forza le distanze dalle atrocità dette". In merito al convegno, Mantovano taglia corto: "Evito qualsiasi commento sulle cose gravissime che sono state dette, perché si condannano da sé. Tuttavia, voglio dire che - conclude l'esponente di An - qualsiasi sala di pertinenza di uno dei rami del Parlamento viene concessa dopo un'istruttoria che coinvolge anche la presidenza".
APCOM - "C'è qualcuno che gioca a fare il piccolo Nasrallah. A ogni livello, c'è insomma chi cerca l'escalation, chi alza i toni, chi alza il tiro, per accreditarsi e per scalare la classifica dell'estremismo". Così Daniele Capezzone, segretario dei Radicali italiani, commenta la 'contro-celebrazione' dell'11 settembre promossa dall'Islamic Anti-Defamation League (Iadl), sigla vicino all'Ucoii (Unione delle Comunità ed organizzazioni Islamiche in Italia), e ospitata questa mattina nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati."A maggior ragione, dinanzi a tutto questo - afferma Capezzone interpellato da Apcom - credo sia necessario discutere della proposta di un Satyagraha (azione non violenta di massa che contempla anche il digiuno, ndr) mondiale per la pace, che Marco Pannella ha lanciato. Noi dobbiamo opporre a quelle volontà di conflitto - conclude l'esponente dei Radicali - una visione strategica, una visione alternativa".
SONO STATI I COMUNISTI ITALIANI A PRENOTARE LA SALA. INIZIATIVA SEMBRAVA E SEMBRA LODEVOLE
ANSA - L'incontro promosso dall'islamic anti defamation league (Iadl) a Montecitorio ''e' una iniziativa che non e' in alcun modo riferibile alla Camera dei Deputati, ne' al suo presidente. Ma solo al gruppo parlamentare che ha richiesto l'uso della sala''. E' quanto viene precisato in ambienti della Camera che cosi' continuano: ''I gruppi parlamentari possono liberamente accedere all'uso delle sale messe a loro disposizione senza l'autorizzazione da parte della presidenza della Camera e senza, naturalmente, che questa possa esercitare alcun potere di censura al riguardo''.

APCOM - Sono stati i Comunisti italiani a chiedere e ottenere la sala di Montecitorio per il convegno organizzato oggi a Roma dalla Islamic Anti-Defamation League(Iadl), a cui hanno preso parte il rabbino antisionista austriaco Moishe Friedman e Moreno Pasquinelli del Campo Antimperialista. "Era un incontro interreligioso che avrebbe potuto e dovuto tentare un'apertura al dialogo fra le varie culture religiose, una possibilità di essere più tolleranti di quanto non lo siano attualmente" spiega ad Apcom Pino Sgobio, capogruppo del Pdci alla Camera dei Deputati."Che cosa sia accaduto onestamente non lo so, perché io non ci sono stato; non so come si sia evoluta o involuta la riunione - aggiunge l'esponente del partito di Diliberto - Però l'iniziativa mi sembrava e mi sembra lodevole". "Il nostro gruppo ha chiestola Sala delle Colonne per l'incontro, ma una cosa è chiedere una sala perché vi sia un incontro interreligioso, altra cosa è rispondere di ciò che vi viene detto" sottolinea Sgobio. "Noi abbiamo solo avanzato la richiesta della sala - insiste - ma siamo estranei a quello che vi è stato detto, dall'una o dall'altra parte".
L'ISLAM ITALIANO SI TRINCERA DIETRO I NO COMMENT
APCOM - "No comment, parli con loro. Io non ho nulla da dire". Preferisce non esprimersi il presidente dell'Unione delle Comunità e Organizzazioni islamiche in Italia (Ucoii), Mohammed Nour Dachan, interpellato da Apcom sulla contro-celebrazione dell'11 settembre promossa dall'Islamic Anti Defamation League (Iadl) e ospitata stamattina a Roma nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati.
APCOM - Le dichiarazioni di Friedman? "No-comment", taglia corto il presidente della Lega Musulmana. "Mi dissocio totalmente dall'iniziativa dell'Islamic Anti-Defamation League. Non sono d'accordo con questa iniziativa perché la Iadl è un'organizzazione con la quale non abbiamo e non vogliamo avere a che fare". Mario Scialoja, presidente della Lega Musulmana Mondiale - Sezione italiana, reagisce così alle parole di Moishe Arye Friedman, rabbino capo della comunità ortodossa antisionista di Vienna, intervenuto stamattina alla 'contro-celebrazione' dell'11 settembre promossa dall'Islamic Anti-Defamation League (Iadl) e ospitata nella Sala delle Colonne della Camera dei Deputati. "La Camera è libera di fare quello che vuole e di dare spazio a queste iniziative - commenta Scialoja ad Apcom - ma quello che è successo non mi interessa".
APCOM - "Il sedicente rabbino Friedman ha contribuito purtroppo a rinnovare un attacco assolutamente infamante nei confronti dei veri operatori di pace, strumentalizzando in maniera ambigua la lotta contro la diffamazione e mitizzando gli Hezbollah, movimento che non ha nessuna legittimità religiosa né politica". E' duro il commento di Yahya Pallavicini, vicepresidente della CoReIs - Comunità Religiosa Islamica Italiana, sul Convegno promosso dall'Islamic Anti Defamation League quest'oggi alla Camera dei Deputati. "Se l'Ucoii è vicina all'Iadl - sottolinea Pallavicini ad Apcom -ha perso un'altra e probabilmente l'ultima occasione per cambiare le proprie posizioni. L'Islam si dissocia completamente da questa iniziativa e non attribuisce nessuna credibilità islamica a posizione che possono essere solidali con quelle di Friedman". Per il vicepresidente della CoReIs, che fa parte della Consulta del ministero dell'Interno, "se la lotta alla diffamazione viene fatta con la mitizzazione di gruppi che fanno della lotta armata la loro principale modalità di comunicazione e di espressione, da loro non può esserci alcun contributo costruttivo al dialogo".