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venerdì 15 settembre 2006

Ceffoni, unico modo per domarla

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Agenzie varie - "La Fallaci è al cospetto di Allah. Dovrebbe preoccuparsi": è il commento di Dacia Valent portavoce della Islamic Antidefamation League (IADL). "Quasi impossibile manifestare pietà per un personaggio come Oriana Fallaci" dice Valent che definisce la Fallaci "una dei più attivi araldi dell odio razziale e religioso". Secondo Valent "una vita spesa nell odio, difficilmente produce amore e solidarietà" e il suo "odio per le minoranze etniche e religiose, il suo disprezzo per neri, semiti e musulmani, ora che vede la morte e vede Dio, deve essere un peso intollerabile, dal quale non può più nascondersi o fuggire. Ora che è al cospetto di Allah, se fossimo in lei saremmo molto, ma molto preoccupati". Dacia Valent sostiene che decine e decine di messaggi, e-mail e sms sono stati inviati oggi dai musulmani che vivono in Toscana alla Islamic Anti-Defamation League (Iadl) dopo aver appreso della scomparsa della scrittrice Oriana Fallaci. La portavoce della Islamic Anti-Defamation League (Iadl), spiega in un comunicato le reazioni dei musulmani che vivono nella regione nella quale è nata ed è morta la giornalista e scrittrice italiana. «Possiamo dire che da stamattina stiamo ricevendo decine e decine di messaggi, mail e sms da parte di appartenenti alle comunità che la deceduta scrittrice aveva minacciato con incendi e bombe». Secondo l'esponente della Iadl, questa reazione sarebbe legata all'ultima presa di posizione della Fallaci che, con intento provocatorio, aveva minacciato di distruggere la moschea che dovrebbe essere costruita a Colle Val d'Elsa, in provincia di Siena. «Li ha demonizzati dalle prime pagine del 'Corriere della Sera' e dalle pagine di libri pubblicati in pompa magna dalla RCS - conclude - Abbiamo ricevuto messaggi che, pur manifestando un grande contegno di fronte alla sua morte, evidenziano un senso di sollievo di fronte alla scomparsa di uno dei più attivi araldi dell'odio razziale e religioso». Davanti alla notizia della morte di Oriana Fallaci e' un'invocazione il primo commento di Hamza Piccardo, il portavoce dell'Unione delle Comunita' e Organizzazioni Islamiche in Italia (Ucoii): "Iddio abbia misericordia dei giusti e dei deboli", e spiega "La morte e' un mistero davanti al quale non e' lecito commento o interpretazione. Il Profeta Muhammad (pbsl) ci ha insegnato a non parlare dei morti perche' "gia' stanno rispondendo delle loro azioni". «La solida viscida ambiguità. Poteva risparmiare certe parole» gli risponde il senatore di Forza Italia Paolo Amato, presidente del 'Comitato pro Oriana Fallaci per la libertà di espressione' «Piccardo si vergogni per quello che ha fatto - accusa Amato - c'era anche lui il 7 dicembre 2005 a Firenze, insieme alla Iadl, ad assegnare la 'Mezza luna d'oro a tutti gli avversari di Oriana Fallaci, lo stesso giorno in cui il comune di Milano le conferiva l'Ambrogino d'oro". La cerimonia, per chi non se lo ricorda, si era svolta a Palazzo Vecchio, sede del Comune di Firenze e il premio era stato assegnato anche a Leonardo Domenici, sindaco della città, attualmente in Giappone in visita ufficiale insieme al Maggio Musicale Fiorentino. Il Sindaco ha inviato alla famiglia di Oriana Fallaci un telegramma di cordoglio per la scomparsa della scrittrice, avvenuta stanotte a Firenze. «Con Oriana Fallaci - ha scritto Domenici - scompare una delle personalità di primo piano della cultura e del giornalismo, una fiorentina illustre. La sua notorietà, la sua fama si sono estese, grazie all' attività prima come inviata speciale e corrispondente di guerra in Vietnam, in Medio Oriente, in Sudamerica, poi come scrittrice di libri tradotti in numerose lingue, ben oltre i confini nazionali. Da anni si era trasferita a New York, ma il suo legame e i rapporti con Firenze sono rimasti intatti nel tempo, come dimostra la scelta di trascorrere i suoi ultimi giorni nella propria città natale. A lei va il nostro pensiero commosso per la inesorabile malattia che l'ha colpita e contro la quale ha lottato con forza e coraggio fino agli ultimi istanti. Alla famiglia, alla cara sorella Paola, giungano i miei personali sentimenti di partecipazione e di cordoglio». Per Massimo Fini, suo ex-collega, a cui la Fallaci chiese in seguito 3 miliardi di danni per le sue critiche - «Il suo egocentrismo, la sua notoria aggressività e prepotenza era moderata dal legame con Alekos Panagulis. Le dava dei gran ceffoni, che poi era l'unico modo per domarla, e lei in quei tempi era felice e persino simpatica. Mi prese sotto la sua ala e mi propose di scrivere la sua biografia. In quegli anni era anti-americana. Camminavi con lei per le strade di Firenze e ogni tanto ti dovevi fermare dietro le colonne dei portici perchè era convinta che la Cia la pedinasse». «E poi gli ultimi libri - aggiunge Fini - l'ultima Fallaci avrei preferito non leggerla. Negli anni '70 era riuscita a coniugare passione e ragione, alla fine era diventata imbarazzante, dalla sua penna solo invettive».