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venerdì 29 settembre 2006

Diu bun

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L'ultima chicca proveniente dal forum "moderato" da Magdi Allam sul sito del Corriere. Un lettore di origine araba gli chiede "Mi ha sempre incuriosito sapere quale fosse il suo giornale arabo preferito, la tv araba che segue di più, lo scrittore arabo che ama di più. Cosa pensa di Mohammad Hasanen Hekal e della testimonianza che sta dando sulla storia mediorientale e dell’Egitto degli ultimi 60 anni con la seria “Con Hekal” che va in onda su Aljazeera?". Indovinate cosa risponde? "Non la sorprenderò nel dirle che evito accuratamente di vedere Al Jazeera, tranne che quando sono costretto. Me l'ha prescritto il buonsenso che è la regola d'oro per sopravvivere alle mille insidie della vita".
Qualcuno mi dirà che dopo l'articolo del settimanale "Gente" da lui adottato come unica bibliografia dell'intero secondo capitolo del suo "saggio" su Saddam, nulla dovrebbe sorprenderci più. E in effetti, Allam non ci sorprende affatto: che parlasse e scrivesse senza tenere minimamente in considerazione l'opinione degli "altri" che tanto "diligentemente" studia per mettere in guardia l'Occidente, non è una novità. Semmai è un elemento preoccupante: e se costui diventasse davvero ministro un giorno, che garanzie ci dà per la Democrazia? Mi ha sorpreso però il fatto che un giornalista, addirittura il Vicedirettore onorario di un quotidiano come il Corriere, dichiari di "evitare accuratamente" di vedere cosa propone un canale satellitare seguito da milioni, dicasi milioni, di cittadini arabi ed islamici che sono oggetto dei suoi articoli.
Allam mi ha ricordato l'Imam Bouchta messo a confronto con Salman Ruschdie a Porta a Porta, con quest'ultimo che gli chiede: "Ma ha letto il mio libro?". E l'altro che risponde "No", qualcosa del tipo "L'ho evitato accuratamente". A leggere Allam mi sembra di vedere un Ayatollah che dichiara di non voler leggere il libro di Ruschdie per non rischiare l'anima nell'Aldilà, poiché gliel'ha prescritto il buon senso e il Corano! Ma per quale motivo Allam "evita accuratamente" di guardare altri mezzi di informazione che non gli piacciono (tranne questo blog, ovviamente) ma che gli tocherebbe guardare per via dei suoi continui anatemi contro Aljazeera? "Me l'ha prescritto il buonsenso che è la regola d'oro per sopravvivere alle mille insidie della vita".
Ehhhh??? "Sopravvivere alle mille insidie della vita"? Ha mica paura che dal televisore gli buttino addosso una bomba o che un commando di Hamas lo possa uccidere dallo schermo? O il suo animo sensibile gli prescrive di evitare di vedere le vittime irachene, palestinesi e libanesi mostrate con coraggio e professionalità da Aljazeera? Evidentemente la sua retorica sulla "sacralità della vita" vale solo per sé - mica per i carabinieri o le vittime dei conflitti- visto che ammise persino candidamente sul suo libro di non aver voluto andare in Iraq come altri suoi colleghi per non rischiare la pelle, preferendo "il fronte" di...un comodo albergo kuwaitiano e la "prima linea" di Porta a Porta.
La domanda sorge spontanea: se Magdi Allam "evita accuratamente" di seguire i mezzi di informazione che non gli piacciono, di sentire le opinioni che gli sono sgradite, di capire il punto di vista dell'altro, sulla base di cosa esprime opinioni e giudizi insidacabili sul mondo arabo ed islamico? Sulla base di cosa scomunica e attacca chiunque lo critichi, anche se la religione non c'entra nulla, passando per l'unico "moderato" esistente sulla faccia della terra? Anch'io "evito accuratamente" di acquistare i libri della Fallaci o quelli di Magdi Allam. Ma il mio edicolante, gentillissimo, me li presta. Che una cosa non ci piaccia non significa che si "eviti accuratamente", prima o poi, di andarla a vedere, leggerla o sentirla. Che dire? Questo, signori, ancora una volta, sarebbe "il più grande esperto di cose islamiche" disponibile in Italia. Soma bin ciapá...