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mercoledì 27 settembre 2006

La congiura degli Stupidini

Ho sempre sostenuto che essere un immigrato in questo paese non è cosa facile. La spada di Damocle del "permesso di soggiorno" che pende sulle nostre teste e la certezza che alcuni hanno della potenziale debolezza e precarietà della nostra condizione permette a certi degenerati di ricattarci e di sfruttarci con tutti mezzi possibili ed immaginabili. Ma è ancora più dura per l'immigrato quando è tranquillo nella sua pelle, se ne frega di farsi accettare dalla massa perché l'élite che frequenta gli è sufficiente, suscitando l'invidia dell'autoctono: quando repressi, gli istinti animaleschi si accentuano. Se poi l'immigrato critica liberamente il paese in cui vive, e esercita la tanto declamata democrazia e libertà di espressione che distinguerebbe i paesi "civili" da quelli "inferiori", sono volatili amari.

In questi giorni sono intervenuti a più riprese su questo blog alcuni degli individui che abbiamo incontrato nel mezzo del cammin di nostra vita, con commenti che la dicono lunga sui metodi che intendono adottare nei miei confronti pur di zittirmi. Il primo ad informarmi della congiura degna del Conte di Monte Cristo è tale Baldambembo (no comment sui suoi riferimenti di cultura musicale), che mi comunica quanto segue: "Sig.Sherif, faccio mia, in maniera provocatoria, una idea postata già da castruccio; per evitare future minacce di espulsione e mettersi al riparo da queste, basterà che lei stesso invia, magari in forma anonima, al consolato o all'ambasciata egiziana in italia alcuni suoi post e link di internet. Si autodenunci (tranquillo non trattandosi di reati non è configurabile l'autocalunia) come simpatizzante dei fratelli musulmani: poi potrà chiedere ed ottenere permesso per motivi di asilo politico e sarà per sempre inespellibile".

In effetti, il Castruccio, sul blog della Cialtrona di Via Bellerio afferma: "Proprio oggi mi è venuta in mente una simpatica idea: raccogliere i suoi post ed inviarli al consolato egiziano: di sicuro i suoi connazionali comprenderanno i risvolti di tali testi che spesso sembrano ricalcare i passi dei fratelli musulmani. In alcuni post ha anche criticato la politica ed il governo egiziano. Chissà... magari risolviamo il problema del suo permesso di soggiorno cosi' precario: avrà modo di chiedere ed ottenere un bel permesso per asilo politico in italia, che tanto sembra disprezzare. Speriamo che i genitori riescano a raggiungerlo in tempo; magari poi tutta la famigliuola potrà aprire un bel ristorantino etnico. Bisogna che ne parli con stefania di ft :-)", ove la Stefania altro non è che Stefania Lapenna, l'Impresentabile trombata che tutti noi conosciamo e che pochissimi vorrebbero conoscere biblicamente.

Ieri, invece, Andrea Sartori - e se qualcuno avesse un lavoro da cameriere o sguattero da offrirgli clicchi qui per contattarlo (c'è anche il numero di cellulare) - [Sartori, spero quello autentico, mi scrive negando di essere l'autore del commento. Mi fa molto piacere, ciò non toglie che egli stesso vada in giro accomunando il mio nome agli ambienti integralisti] mi fa sapere che: "Guarda Sherif che il miglior modo di punirti per tutte le tue maldicenze verso l'italia sarà quello di costringerti a rimanere qui da ospite indesiderato e puzzolente. Non appena avremo convinto il console egiziano che qui tu fai proselitismo e propaganda per i fratelli musulmani, non potrai più mettere piede nel civilissimo egitto". Insomma, il gruppetto di fuoco dei frequentatori e ammiratori di Magdi Allam ha deciso di precedere il maestro nell'applicazione della pena prevista per chi non ama l'Italia alla sua maniera: bollarmi come "fratello musulmano". Ve l'avevo già detto, no?

Ora, il copione previsto in questi casi dovrebbe consistere in me che afferma di non essere un fratello musulmano e in loro che, di rimando, mi accusano di Taqqiyyah (dissimulazione), così va in secondo piano il fatto che il sottoscritto è in realtà un laicissimo cittadino egiziano, fiero di esserlo - e che è stato persino accusato a più riprese di essere persin troppo filogovernativo - e che non ha la minima intenzione di baciare le terga di ogni demente munito di passaporto italiano che gli passa davanti, considerato che la maggioranza di questo paese è costituita da milioni di persone intelligenti munite dello stesso passaporto. Ma alla genetica, evidentemente, non si comanda. Quindi a costoro dico: se proprio volete fare una denuncia completa e convincente, non limitatevi al dire all'ambasciata che sarei un semplice "fratello musulmano": sono anche un figlio musulmano, un pronipote musulmano, un cugino musulmano, e - insciallah - sarò anche un nonno musulmano. Rosicate.